c’era una volta un laboratorio

by Amicus Plato
laboratorio
Le elezioni amministrative della prossima primavera dovevano essere l’occasione per consolidare e diffondere il Laboratorio Marche, dopo l’accordo per la Regione del 2010 e quello per la Provincia di Macerata dello scorso anno.
In particolare nella provincia di Ancona, dove si doveva votare per la Provincia e si vota a Jesi e a Fabriano. Aggiungete il voto a Civitanova e i tentativi di accordo per risolvere la crisi anconetana e si vede che il laboratorio si sarebbe dovuto estendere a macchia d’olio.
Ma nella Provincia di Ancona non si vota più e nei grandi comuni l’accordo PD-UDC-IDV incontra ostacoli e difficoltà. A Civitanova non si farà, l’UDC non è della partita e l’IDV è in forte contrasto con il PD a proposito della candidatura di Silenzi.
A Jesi il PD ha detto di no all’UDC, che peraltro si è divisa sulla prospettiva dell’intesa. Il rilancio del Laboratorio aveva il suo punto forte a Fabriano, intorno alla candidatura di Ottaviani (area UDC), autorevolmente sponsorizzata da Francesco Merloni, che dovrebbe ricomporre la galassia ex democristiana intorno al potere di sempre. Ma anche qui l’UDC è divisa e ora il PD fabrianese ha messo un fermo alla possibilità di intesa decidendo di tenere le primarie. Da nessuna parte l’UDC è disponibile alle primarie di coalizione, sia perché teme ragionevolmente di perderle quando ha un proprio candidato, sia perchè implicano un coinvolgimento nel centrosinistra che ritiene eccessivo.
Dapprima, il PD fabrianese aveva deciso primarie riservate agli iscritti (non previste dallo Statuto del partito), che avrebbero dato al vincitore una legittimazione debole e che non avrebbero impedito l’eventuale ripiego sul candidato gradito all’UDC, ma ora sembra orientarsi su quelle aperte: difficile tornare indietro una volta scelto un cadidato (Sagramola è in pole position) con primarie ad ampia partecipazione degli elettori.
Rimane Ancona, dove Ucchielli e Pettinari cercano invano di mettere d’accordo Gramillano e Favia e di evitare le elezioni anticipate. Il PD preme sull’UDC perché entri in maggioranza anche senza la copertura dell’IDV e quindi con un Laboratorio scombinato, ma l’UDC è dubbiosa: ha solo due voti in Consiglio, appena sufficienti per ricomporre una maggioranza demolita dall’IDV, ma i due consiglieri la pensano all’opposto sulla opportunità di entrare. D’altra parte, per come si sono messe le cose, restare fuori vuole dire avallare le posizioni dell’IDV e le sue richieste: perché l’UDC dovrebbe fare da sponda al duo Favia-Giorgi che, stringi stringi, vuole impadronirsi del Teatro anconetano?
Il PUF (Pettinari-Ucchielli-Favia) sembra dissolto e incapace di omologare le realtà locali ad un disegno regionale che non è mai stato molto popolare, perchè è apparso sempre verticistico e tutto politico e non ha saputo appassionare l’opinione pubblica intorno ad un programma che andasse oltre l’autorizzazione all’API per il rigassificatore.

6 thoughts on “c’era una volta un laboratorio

  1. mariano guzzini

    Caruccia quella del rigassificatore. Anche se, a voler ampliare l’oggetto della osservazione, il disegno politico latita in generale. Sembrerebbe che il grande vecchio delle operazioni in corso sia Celentano.

    Ci fosse un Pd almeno una volta nell’ormai eterna crisi di Ancona avremmo visto non dico la faccia di Bersani, ma almanco quella del responsabile degli enti locali in una riunione in Ancona, di partito. Dopo di che assai probabilmente non sarebbe cambiato niente, ma almeno avremmo avuto il conforto di sentirci segmenti del medesimo chiacchierone collettivo.

    Forse è per questo che Trenitalia taglia anche i treni da Roma. Non servono.

  2. Questa del taglio dei treni per/da Roma detta da Guzzini in battuta, per me è vera. O meglio è sicuramente vera la marginalizzazione, non solo nazionale ma anche nei confronti di altri centri regionali, della nostra Città. Marginalizzazione e balcanizzazione, una città in cui si completa l’opera di guerra e terremoto, perdendo definitivamente una sua identità, con un dibattito politico una volta degno del suo contado, con una imprenditoria scarsa, arraffona e senza alcuna voglia di investire sul futuro. Una classe dirigente senza sguardo oltre il proprio naso provinciale.
    E cediamo una volta per tutte alle storiche rivendicazioni pesaro-vallesine. Spostiamo a Nord il capoluogo di Regione (in un’area tra Senigallia e Marotta) e diamo ai secondi quello di Provincia (la mettiamo al posto dei container all’interporto)e, trovando un povero umile e laborioso sindaco, proviamo a far risorgere il nostro Paesotto.

  3. Onorato per la vs attenzione che conduce il mio nome, pardon, cognome a far capolino più volte nei vostri post, mi permetto di semplificarVi la visione riportando l’articolo pubblicato su L’Azione di Fabriano che esplicita le finalità della nostra iniziativa politica. “Il gruppo consiliare Il Ponte lancia la lista civica per le comunali del 2012. “E’ un passo dovuto – sottolinea Marco Ottaviani – nel rispetto di chi, con il suo voto, ha creduto già quattro anni fa nella nostra azione e ci ha sostenuto”. Nasce i.d.e.a. per Fabriano, un’iniziativa democratica elettorale autonoma; un progetto civico di ampio respiro, indipendente dalle logiche partitiche, oltre i partiti stessi. La nostra missione è condensata nello slogan preso in prestito da Ivan Cavicchi e che abbiamo voluto riportare nel nostro simbolo. Due parole di origine osca e latina (tota – tueri) che esprimono con disarmante semplicità il concetto di “tutela della comunità e comunità come tutela”, cardine del nostro programma. Superare l’attuale azione amministrativa autoreferenziale fatta di infiniti piccoli progetti che gratificano i soliti amici per giungere ad un unico progetto di sistema condiviso e partecipato da tutti. Rinnovare la classe politica, recuperare le segreterie partitiche quali unici interlocutori legittimati, aprire al dinamismo dei giovani, riconoscere, valorizzare ed avvalersi delle competenze e delle intelligenze locali. Un progetto fatto da uomini e donne nel rispetto del pluralismo ideologico che caratterizza ogni comunità.”
    Ergo, ritenete che questi possano essere obiettivi del cd Laboratorio Marche?

  4. mariano guzzini

    Ho sulla punta della lingua un commento antipatico. Ma, nel dubbio se sia osco o latino, lo tengo per me.

  5. Antelitteram fa ammenda per non avere dato adeguato risalto alla lista civica “Idea per Fabriano” come soggetto autonomo e non riconducibile agli schieramenti tradizionali.
    Peraltro, a Fabriano tutti parlano, o perlomeno parlavano fino a pochi giorni fa, di una possibile alleanza tra PD, altre forze di centrosinistra e la lista civica intorno alla candidatura a Sindaco di Marco Ottaviani, autorevolmente sostenuta nell’area PD, condivisa da una parte almeno dell’UDC, e politicamente riconducibile all’area cattolico moderata di centro. Quindi possibile punto di convergenza del Laboratorio Marche.
    Per rispondere alla domanda finale, non mi pare che le brevi indicazioni sul progetto della lista civica contenute nel comment all’articolo sarebbero di impedimento ad un’alleanza di questo genere. Se invece Ottaviani ritiene di essere incompatibile col Laboratorio Marche e che questa alleanza sia impossibile, può dirlo.

  6. Al Re Travicello piovuto ai ranocchi,
    Mi levo il cappello e piego i ginocchi;
    Lo predico anch’io cascato da Dio:
    Oh comodo, oh bello un Re Travicello!
    Prosit.

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