la tenda bagnata

by Amicus Plato
rain
Non è stato fortunato il PD di Ancona: la Tenda democratica non è stata benedetta dal bel tempo e la partecipazione ai vari dibattiti è stata scarsa. Peccato. D’altra parte era difficile recuperare in un battere d’occhio anni di trascuratezza del rapporto con la città e di concentrazione asssoluta sul ginepraio della crisi comunale. Ma l’iniziativa non va abbandonata, casomai migliorata, per renderla più accogliente e meno condizionata dall’esigenza di proporre una passerella per amministratori e dirigenti.
Stamane c’era, tra gli altri, Oriano Giovannelli, che è sempre interessante ascoltare e che ha parlato della riforma della Costituzione e della legge elettorale. Ma in premessa, ha lanciato un allarme sulla situazione politica: il disagio sociale è forte e si ripercuote anche sul Governo Monti. Complice il discredito dei partiti, alle prese con gli scandali delle loro finanze, c’è il rischio che al populismo di Berlusconi ne succeda uno anche più autoritario e minaccioso per la democrazia. Monti è un argine che va difeso.
Giusto lanciare l’allarme ma la tesi è troppo difensiva: va chiarito se l’appoggio a Monti, critico quanto si vuole, è anche agli indirizzi della sua politica o solo un sacrificio sull’altare della difesa della democrazia e un rimedio all’emergenza.
Quanto alle riforme, Giovanelli ha posto due punti fermi: il carattere parlamentare della Repubblica e il ruolo democratico fondamentale (art. 49 della Costituzione) dei partiti. In nome della prima ha difeso la novità che si prospetta nella legge elettorale, quella del ritorno alla formazione di maggioranze in Parlamento, a prescindere dal pronunciamento degli elettori. In nome del secondo, ha difeso il finanziamento pubblico ai partiti, ferma restando l’esigenza di controlli e sanzioni efficaci.
Anche queste tesi sono troppo difensive. Il tema del rapporto tra Parlamento, Governo ed elettori è in discussione fin dai tempi di Tangentopoli e non solo per i gravi problemi istituzionali che nel tempo sono emersi – instabilità dei governi, strapotere dei partiti, finanziamenti illeciti – ma perchè la società è cambiata e non è sufficiente attestarsi sulla difesa della Costituzione: un potere degli elettori sulla formazione delle maggioranze di governo va garantito e conseguentemente un potere dei governi di avere garantita, sotto il controllo del Parlamento, l’attuazione del loro programma. E i partiti non sono neanche lontanamente quelli del 1948: non è solo un problema di finanziamento, pure importante nella società dei media, ma di rappresentanza e di partecipazione. Se oggi un nuovo populismo autoritario è possibile, non è perchè non si sia difesa abbastanza la Costituzione, ma perchè non si è avuto il coraggio e la capacità di riformarla per adeguarla ai tempi. E perché i partiti non sono stati in grado di riformare se stessi. La sala semivuota che ascoltava Giovanelli, e non solo a causa della pioggia, ne è una prova.

5 thoughts on “la tenda bagnata

  1. Trovo che questa volta Il giudizio di AL e’ stato un po’ ingeneroso rispetto alla partecipazione complessiva alla 3giorni di Tenda. Certo alcuni dibattiti sono stati penalizzati dall’ orario e dalla pioggia e alcuni erano prevalentemente pensati come un confronto per addetti ai lavori (es. governance dei servizi pubblici locali) , ma il risultato complessivo di partecipazione e’ decisamente positivo con alcuni picchi: all’iniziativa sulla sanita’ c’era il tutto esaurito e a quella conclusiva con Fassina nonostante il nubifragio , erano esauriti tutti i posti a sedere e in piedi e c’ era chi ascoltava in piedi con l’ombrello da fuori della tenda. si puo’ sempre migliorare , per carita’, ma partiamo da un dato oggettivo secondo me buono, specie di questi tempi. E da una iniziativa lodevole del pd di ancona di cui tutti si sono complimentati, finalmente si e’ parlato di politica. Buona domenica. G

  2. mariano guzzini

    Ricordo la tenda che in pazza Cavour fu messa dal Psi. Era un teatro tenda vero, che funzionò da luogo della politica.
    Adesso si aprono gazebi e li si chiama tende. Reichlin viene proposto al City! La prossima volta si può usare una cabina telefonica, e la folla sarà garantita. Nel frattempo tre circoli si chiudono, per non parlare della Voce di Ancona.

    Ma se bisogna defender la alegria siamo pronti a farlo, come il noto bidone che andava difeso quella volta.

  3. l’irresistibile vocazione minoritaria del pd

  4. Stefano Perilli

    mi inserisco in questo interessante dibattito sulla “superficie utile” della Politica (con la P maiuscola) solo per segnalare che forse, un tempo, le sezioni cittadine del PSI e di qualsiasi altro Partito il “teatro tenda” di dimensioni circensi se lo potevano permettere; oggi non è più così e ancor meno lo sarà nel prossimo futuro, grazie alla scarsa propensione al risparmio dimostrata dalla politica (con la p minuscola) negli ultimi decenni. Aspettiamo la bella stagione, con il cielo azzurro (o le stelle) a farci da tetto: inizia l’era della politica “meteopatica”…

  5. Il Riformista

    Conosco Stefano Perilli e lo stimo come persona, apprezzo anche la sua volontà e la sua tenacia a dare un senso alla politica del PD, ritengo, inoltre, che se è rimasta qualche credibilità al PD di Ancona, molto sia merito suo eppure sarei cauto a ritenere che l’esperienza della tenda democratica abbia segnato il momento della svolta e della partecipazione, ancora “troppi consegnati”, “troppi addetti ai lavori” ed a parte Fassina che ha tentato di dare discontinuità di pensiero ad una politica nazionale in apnea e tutto rinchiusa in un acritico sostegno a Monti (i partiti di centrosinistra farebbero meglio a collaborare in modo costruttivo e non a cercare di smarcarsi per motivi elettorali), il resto del menù non mi ha entusiasmato, anzi mi è apparso rituale e molto formale, tutto proteso a dare messaggi più sull’immagine che sui contenuti. Comunque c’è pure chi dice che in tempi di cecità anche un orbo può acquisire importanza.

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