due voti e un turno

by Amicus Plato
ballot
Sul Corriere della sera Pietro Ichino interviene a proposito delle regole delle primarie e suggerisce di usare il metodo usato dai laburisti inglesi, il cosiddetto alternative vote.
I lettori di Antelitteram sanno di cosa si tratta, perché questo blog ne ha parlato tante volte: non si vota un solo nome ma due in ordine di preferenza (non c’entra con le preferenze): se nessuno di candidati ottiene la maggioranza assoluta dei voti, si elimina l’ultimo arrivato e si dànno i secondi voti delle sue schede agli altri. E si riconteggia. Si procede così finché uno dei candidati non ottiene la maggioranza assoluta.
Apparentemente complicato, in realtà semplice. In sostanza, un doppio turno in un turno solo, perchè ogni elettore vota due volte, per il candidato preferito e per il second best; così come farebbe nel caso del ballottaggio, se il suo candidato preferito rimanesse fuori.
In realtà, Ichino sostiene che il doppio turno rimarrebbe nel caso che il riconteggio dei voti non desse la maggioranza assoluta a nessuno dei candidati, ma non ce ne è bisogno: in effetti può accadere che nessuno dei candidati ottenga la maggioranza assoluta dopo il primo riconteggio – è il caso in cui ci siano più di tre candidati – ma basta continuare con successivi riconteggi ed eliminando di volta in volta il meno votato.
In questo modo, tra l’altro, si supererebbe la polemica sulla partecipazione al voto nel solo secondo turno, perchè il turno sarebbe uno solo.

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