se 24 ore vi sembrano poche

by Enrico Turchetti
scuola
Sciopero del sindacato scuola della C.G.I.L. oggi, con manifestazione piuttosto partecipata da studenti e insegnanti. La manifestazione era stata indetta un mese fa per i tagli alla scuola presenti nella cosiddetta “spending review”. Nel frattempo, a sciopero già indetto, si sono aggiunti il blocco del contratto (che era stato già bloccato dal precedente Governo), il blocco degli scatti di anzianità (anche questo riconfermato visto che era stato effettuato in precedenza e doveva terminare nel 2012) e la cancellazione dell’indennità di vacanza contrattuale, alcuni spiccioli di euro che dovevano, in parte, rimediare alla mancanza di un nuovo contratto.
Va ricordato che il comparto scuola aveva già fornito alle casse dello Stato risparmi per otto miliardi e mezzo di euro tra il 2009 e il 2012 per gli effetti della “riforma” Gelmini-Tremonti. E’ di ieri la notizia che nel disegno di legge varato dal Consiglio dei Ministri c’è la proposta di incrementare del 33,3 % il carico di lavoro per i docenti delle scuole secondarie, a costo zero per lo Stato. Le conseguenze saranno inevitabilmente il mancato rinnovo degli incarichi di insegnamento per migliaia di lavoratori “precari”, oltre a un aggravio non indifferente per i dipendenti di ruolo.
Per il Ministro Profumo si tratta di un piccolo sacrificio chiesto alla scuola, per adeguarci all’Europa. Senza soffermarsi ad analizzare cosa succede veramente in Europa, dove la situazione è assai variegata e dove il rapporto tra stipendio e ore lavorate e comunque più elevato che in Italia, non riesco a capire se questi “tecnici” sanno quello che dicono o per il fatto di essere tecnici possono dire tutto anche a casaccio. Ricorderete la proposta del sottosegretario Polillo di rinunciare alle tredicesime, o quella rivolta ai dipendenti privati di rinunciare a una settimana di ferie per aumentare la produttività.
Il guaio più grande compiuto dalla classe politica in questo ultimo periodo è di aver messo in mostra un volto talmente pessimo che oggi non ha più la possibilità di opporre un pensiero. E’ di ieri la dichiarazione seccata di Monti che dice che nonostante tutto il suo Governo è più popolare dei partiti che lo sostengono. In sostanza dice alla politica: zitti, non vedete che nonostante lacrime e sangue vogliono più bene a noi che a voi? Certo se si leggono i giornali di questi giorni si fa fatica a dargli torto: lo scioglimento del comune di Reggio Calabria, i voti comprati dalla malavita in Lombardia, il caso Lazio con Fiorito e il capogruppo IDV. Fatto sta che la politica non ha più neanche la faccia per opporre un ragionamento che non sia quello del taglio, lineare, ai costi sociali. Il caso scuola, da questo punto di vista, è emblematico: da sempre considerato un “ventre molle” del pubblico impiego, ha visto in questi anni ridursi il prestigio di Istituzione, ha visto fondi prendere la via degli Istituti privati. Il tutto in nome del fatto che “gli insegnanti lavorano poco”.
Anche il sottolineare che si passa da 18 a 24 ore settimanali può indurre qualcuno a pensare che sempre troppo poco si lavora. Ma il Ministro sa, dovrebbe sapere, che il contratto degli insegnanti prevede molte altre voci di impegno, alcune quantificate altre no, che vanno sotto il nome di “funzione docente” e che occupano i docenti fuori e dentro la scuola tanto quanto altri lavoratori. A confronto di altri funzionari pubblici laureati, come gli Universitari, i magistrati, (anche queste categorie per le quali l’orario di lavoro non è definito) lo stipendio non è paragonabile. Ma non lo è neanche in paragone a gli emolumenti di altri laureati negli Enti Locali. Da un Governo di tecnici uno si aspetterebbe un lavoro serio di indagine sugli sprechi, non un taglio lineare, come avvenuto con la decisione di diminuire dell’otto per cento i pubblici dipendenti, a prescindere dal fatto che magari in un Comune ce ne siano troppi e in un altro pochi. Invece si spreme dove ha sempre spremuto Tremonti. Ora, beninteso, quest’ultimo non va rimpianto, ma di molto meglio da costoro ci si poteva aspettare. In questo quadro, la notizia delle scorse settimane del ministro Profumo di riaprire i concorsi per le scuole, sembra una presa per i fondelli rivolta a coloro che se l’erano bevuta e che, alla luce delle ultime proposte dovranno ricredersi.

One thought on “se 24 ore vi sembrano poche

  1. D’accordo in tutto, parola per parola!

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