il voto utile

by Amicus Plato
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Il Corriere della sera teme che Monti non ottenga il successo che si sperava e corre ai ripari. Con un sorprendente editoriale del costituzionalista Michele Ainis attacca con violenza il cosiddetto voto utile.
Le accuse sono ben cinque: il voto utile imbalsama il passato (i due maggiori partiti uscenti), santifica i sondaggi (al limite, che votiamo a fare?), abolisce i candidati, criminalizza il voto “inutile”, ed è un voto “disperato” perchè spinge l’elettore a non votare per il partito preferito ma per un altro, al fine di fermare l’avversario.
Sono argomenti completamente infondati.
1. Il voto utile non imbalsama niente: se Monti, come alcuni speravano, avesse ottenuto più consensi, la competizione non sarebbe stata tra PD e PDL; senza contare che la concentrazione del voto sui maggiori partiti, quasi sempre gli stessi, è una caratteristica di tutti i sistemi politici moderni ed evoluti (bipolari) a cui cerchiamo senza successo di assomigliare da decenni.
2. In qualsiasi sistema i sondaggi influenzano il voto, tant’è che da noi sono vietati negli ultimi giorni della campagna; Ainis li vuole abolire?
3. L'”abolizione” dei candidati è un effetto del Porcellum e comunque il criterio del voto utile non è mai assoluto, concorre con altri, come la credibilità e la competenza dei candidati.
4. Non c’è voto “inutile”, qui Ainis gioca con le parole: quando si parla di voto “utile” si intende un second best (la seconda migliore scelta), un criterio perfettamente razionale usato in tutti i campi. Il criterio del second best è assunto esplicitamente nei sistemi elettorali con due turni e anche in alcuni sistemi come quello australiano, in cui si esprimono più preferenze in ordine di gradimento. E questo vale anche come risposta al quinto argomento.
E’ quindi del tutto legittimo usare l’argomento, tra gli altri ovviamente, del voto “utile”, in particolare nel caso italiano, in cui, per effetto del Porcellum, chi vince prende la maggioranza alla Camera, quale che sia la percentuale dei voti. La partita, perlomeno alla Camera, è tra PD e PDL, non si scappa. Il che non significa che ogni altro voto sia inutile, solo che non sceglie chi dovrà governare: un buon argomento di riflessione per chi non considera indifferente che governi Bersani o Berlusconi.

4 thoughts on “il voto utile

  1. Corriere e Co. vedono sfuggire un risultato, messo in crisi prima dalla vittoria di Bersani alle primarie, poi dal rientro di Berlusconi e infine dallo scarso appeal di Monti tra moderati e incerti. Paradossalmente, una affermazione di Ingroia-DiPietro-Veterocomunisti al Corriere non dipiace perchè danneggia Pd e Sel. Sia che si faccia l’accordo coi centristi come dice Bersani, sia che non si faccia come dice Vendola, c’è un solo obiettivo ora: vincere nelle 2 Camere e poi.. vediamo. Non si tratta quindi di voto utile alla Veltroni ma di voto consapevole, per una sinistra anche radicale che ha voglia di sporcarsi le mani coi problemi del Paese, sulla linea delle altre forze europee del progresso sociale, che oggi sono di nuovo in movimento. Se si capisse che buona parte della partita si gioca in Europa (e non nei blocchi dei cantieri della Tav o fuori del palazzo di giustizia di Milano), allora si capirebbe pure che serve che l’Italia vada a fare compagnia a Hollande nel rafforzare l’iniziativa verso il pensiero liberal-liberista dei tedeschi e dei loro alleati e per modificare le politiche macroeconomiche.
    Per la SPD italiana che ha in testa Fabrizio Barca, c’è tempo per parlarne dopo.

  2. Mi piacerebbe – e mi sarebbe piaciuta – una maggiore riflessione da parte degli studiosi costituzionalisti e da parte delle forze politiche che si richiamano al patto costituzionale del 1948 sulla coerenza e compatibilità del principio maggioritario (rectius: premio di maggioranza per quel che riguarda le elezioni del parlamento) con i principi costituzionali stessi che – a mio modesto avviso – imporrebbero un sistema elettorale proporzionale.

  3. Barone Barolo

    Mi raccomando, signori: facciamo della metafisica sulla diversità tra voto utile e voto consapevole. Invece quei voti che abbiamo lasciato migrare verso Monti e che di certo non torneranno (quella è una coalizione che ha buone probabilità di andare al governo, dopotutto) facciamo finta che non esistano.

  4. mariano guzzini

    Come disse a suo tempo Indro, turiamoci il naso e votiamo tutto il pacco, consapevoli di quanto il pacco contiene, con l’allegria dei bambini delle colonie cantati da Gaber (“… non sanno se ridere o piangere e batton le mani, far finta di essere sani”)..
    Sull’utilità del quale voto (e del quale pacco) se ne riparlerà risultati alla mano.

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