scenari

by Amicus Plato
scenari
A pochi giorni dal voto, molti scenari sono ancora possibili. E’ possibile che la coalizione PD-SEL prenda la maggioranza in entrambe le camere, una maggioranza ristretta e con SEL determinante.
E’ possibile che l’unica maggioranza postelettorale sia quella tra la coalizione del centrosinistra e quella di Monti: nel caso, il problema sarebbe mettere d’accordo le due coalizioni e in particolare Monti, Casini e Fini (ma entrerà in Parlamento?) da una parte e Vendola dall’altro.
Ma di fronte alle difficoltà di una simile aggregazione, potrebbe entrare in gioco anche Ingroia; anche se la sua presenza al Senato sarà marginale.
E non è da escludere che neanche l’alleanza Bersani-Monti sia sufficiente, se Grillo andrà particolarmente bene alle elezioni e Monti particolarmente male. Sarebbe necessaria allora una nuova grande coalizione, dal PDL al PD. La Lega si staccherebbe e così anche Vendola.
Bersani ha detto che, in un caso del genere, bisognerebbe rivotare. E’ probabile che anche Grillo sarebbe d’accordo, attratto dalla possibilità di fare il pieno di voti in una situazione confusa. Non certamente Berlusconi, che avrebbe la speranza di salvare il suo partito dal disfacimento solo con un impegno di governo. Forse, Bersani e Monti potrebbere rinunciare a nuove elezioni se il PDL si liberasse del suo leader o si spaccasse.
Ma occorre vedere cosa farebbe il Presidente della Repubblica. Se compete a Napolitano dare l’incarico di formare il Governo dopo le elezioni, non potrebbe competere a lui, a poche settimane dall’esaurimento del suo mandato, sciogliere nuovamente le camere nel caso la formazione di una maggioranza si rivelasse impossibile.
Bisognerebbe a quel punto eleggere il nuovo Presidente, eventualmente anche con dimissioni anticipate di Napolitano di qualche settimana, e la stessa elezione sarebbe influenzata dalla discussione sullo scioglimento: alcuni vorrebbero un presidente orientato allo scioglimento e altri alla continuazione della legislatura.
Scenari preoccupanti.
Malgrado le liti elettorali, che insieme agli scandali hanno rilanciato Grillo che sembrava in declino dopo le primarie PD, rimango dell’idea che la soluzione migliore sarebbe un’alleanza Bersani-Monti, che integrasse la cosiddetta agenda Monti con provvedimenti orientati al sostegno dell’occupazione e all’equità sociale.
Quanto alle Marche, i leader le disertano negli ultimi giorni. Poichè tutta l’attenzione è rivolta al risultato del Senato – ed anche a quello delle regionali in Lombardia – le Marche interessano poco. Qui, infatti, il risultato del Senato è scontato: per effetto del premio di maggioranza regionale, cinque seggi al PD, uno a Berlusconi, uno a Grillo e uno a Monti.

6 thoughts on “scenari

  1. Segnalo questo editoriale, l’unico ad urne ancora aperte (e che quindi non commenta i risultati) degno a mio parere di nota tra quelli letti

    http://lastampa.it/2013/02/24/cultura/opinioni/editoriali/il-realismo-che-serve-al-paese-VtjcsXKLCFVKcH0FCBzogM/pagina.html

  2. Un altro governo tecnico, dopo il voto che, di fatto, decreterebbe il fallimento del primo sarebbe una provocazione che porterebbe gli italiani a dare la maggioranza assoluta a Grillo

  3. Ma quando la sinistra se la smetterà di rincorrere i modelli politici della destra, è sempre la stessa storia, i cittadini scelgono gli originali, come sempre. Il Mondo sta cambiando e gli intellettuali di sinistra dovrebbe leggere meno giornali e parlare di più con le persone per strada, così farebbero un’analisi più aderente alla realtà.

  4. Ad urne chiuse aggiungo un ulteriore commento.

    Innanzitutto vi invito a leggere questo editoriale di Gian Antonio Stella

    http://www.corriere.it/politica/speciali/2013/elezioni/notizie/26-febbraio-risatine-sbagliate-destra-e-sinistra-stella_3ae58f28-7fdd-11e2-b0f8-b0cda815bb62.shtml

    e questa analisi

    http://www.corriere.it/politica/speciali/2013/elezioni/notizie/26-febbraio-da-sinistra-meta-simpatizzanti-piccolillo_c561e1ea-7fc1-11e2-b0f8-b0cda815bb62.shtml

    Se vogliamo buttarla sul ridere, diciamo che Bersani voleva smacchiare il giaguaro, ma per un pelo non ne è stato sbranato.
    In queste elezioni ci sono due chiari vincitori: Grillo e Berlusconi, e due chiari sconfitti: Bersani e Monti.
    Monti in realtà ha fatto un commento ai risultati davvero paradossale (sembrava di sentire il Forlani segretario Dc degli anni ’80 che si dichiarava soddisfatto del risultato perché la Dc restava comunque il primo partito).
    Ha infatti dichiarato che per una lista creata il 4 gennaio 2013 aver superato la soglia di sbarramento sia alla Camera che al Senato è comunque un risultato soddisfacente (sic!).
    Bersani nel momento in cui scivo questo post non ha ancora commentato: sono curioso di sentire cosa dirà!
    La verità è che si è comportato come quei ciclisti che in testa all’ultima tappa si lasciano andare, convinti di aver vinto e per un soffio non vengono bruciati sul traguardo.
    Il Pd non ha fatto campagna elettorale.
    Mentre Grillo riempiva le piazze (e che piazze, vedi San Giovanni) e Berlusconi bivaccava su tutte le tv da mane a sera, Bersani se ne stava bel bello ad aspettare… la sicura vittoria e magari a ragionare di organigrammi del nuovo governo.
    DEVONO ANDARE A CASA TUTTI!

    Ma prima cerchiamo di fare alcuni provvedimenti per ridare credibilità alla politica: tagli del numero dei parlamentari e delle loro prebende, attuazione dell’art. 49 della Costituzione per i partiti politici, una seria legislazione sul conflitto di interessi e contro la corruzione.
    Su questi temi la maggioranza c’è, con il contributo del Movimento 5 Stelle e (forse) di “Scelta Civica” di Monti.
    Altrimenti la prossima volta Grillo ce lo ritroviamo a Palazzo Chigi!

    Per quanto riguarda le Marche, il risultato del Movimento 5 Stelle è clamoroso: primo alla Camera con il 32,1% contro il 27,7% del Pd e il 31% della coalizione di Bersani.
    Chissà se è la volta buona che qualche dirigente regionale del Pd (vero Ucchielli?) non dia le dimissioni?

    In conclusione: Berlusconi ha dimostrato ancora una volta di essere bravissimo a parlare alla pancia (e al portafogli) del Paese; Grillo al cuore della gente; Bersani doveva parlare alla testa della gente: è meglio ridarvi indietro qualche centinaio di euro di tasse, oppure fare tutti insieme dei sacrifici per ridare speranza al Paese e un futuro ai vostri figli e nipoti?
    Sapendo che ognuno dovrà fare la propria parte, ma alla fine ne usciremo più forti e più uniti.

    Non lo ha fatto…

  5. P.S. Quando dico “parlare al cuore” intendo questo (vedi)

    http://video.corriere.it/grilloparole-guerriere/64186586-7ff2-11e2-b0f8-b0cda815bb62

    Chi c’è dietro Grillo? Sicuramente un bravissimo ghost writer!

  6. Adesso devono andare a casa tutti.
    Adesso, eh? Dopo che le elezioni ci sono già state.

    Molto divertente.

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