spacca guida la riscossa

by Amicus Plato
spacca
Nella frenesia degli ultimi giorni di campagna elettorale pochi hanno notato un fatto di una certa importanza: Spacca ha cambiato partito.
O forse è meglio dire che si è accasato con Monti, perchè non si è mai capito se abbia mai avuto la tessera del PD.
Infatti, pochi giorni prima del voto ha detto che avrebbe votato per Oreficini, suo dirigente in Regione, candidato con Scelta civica. Ma siccome la legge elettorale non contempla nè collegi uninominali, nè preferenze, di fatto è stato un modo un po’ contorto per dichiarare il voto per Monti. Questo per quanto riguarda la Camera; quanto al Senato, si può ragionevolmente presumere, anche se non c’è stata una dichiarazione in tal senso, che abbia votato per Maria Paola Merloni, cioè anche in questo caso per Scelta civica.
Nessuno ha commentato. Eppure è una decisione di un qualche rilievo politico – almeno nel mondo pre-Grillo – destinata ad avere conseguenze: come si dovrebbe computare adesso la presidenza della Regione negli equilibri tra i partiti?
Non so se questa decisione sia stata comunicata volentieri. Di fatto, che Monti non avrebbe avuto un gran risultato lo si intuiva dai sondaggi. Nè l’appoggio di Spacca, alla luce dei risultati, sembra avere influenzato neanche marginalmente il voto.
Vero è, d’altra parte, che entrambi i rami della famiglia Merloni si erano orientati nella stessa direzione. Poteva Spacca non tenerne conto?
Neanche Ucchielli ha commentato: a differenza di quando la Merloni aveva annunciato il suo passaggio dal PD a Scelta civica e si era presa un tagliente “nessuno se ne accorgerà”.
Non sembra che i risultati elettorali abbiano turbato nè indebolito il Presidente della Regione. Anche se non ha avuto la disinvoltura del segretario del PD, che ha dichiarato che il PD ha tenuto – ha ottenuto uno dei peggiori risultati regionali – se l’è cavata commentando che ora la Regione deve accelerare il suo riformismo (quale?) e comunicare meglio le proprie realizzazioni. Tra cui, ci potevate scommettere, la Macroregione e la longevità attiva.
In effetti, potete immaginare quali sarebbero stati i risultati elettorali se gli elettori si fossero resi conto dell’importanza della Macroregione e del progetto per la longevità attiva!
Ma Spacca tira dritto. Anzi, approfitta per un rimpasto, dicono i giornali, del quale farebbe le spese proprio il PD, che non vedrebbe sostituito il vicepresidente della Regione Petrini, eletto deputato, e, si dice, ridimensionato l’assessore Marcolini. Al quale verrebbe tolta la delega della cultura che sarebbe trattenuta dallo stesso Spacca.
Con la Macroregione, la domotica e la ex seconda gamba dello sviluppo regionale in mano al Presidente, la nuova Regione a trazione centrista, con il soccorso degli sceicchi a cavallo, va alla riscossa.

2 thoughts on “spacca guida la riscossa

  1. Raffaele Giorgetti

    Tra gli elettori di Grillo, oltre agli anarcoidi, ai qualunquisti, agli ambientalisti- integralisti, una buona parte proviene dalla sinistra e dal PD. Io stesso ho guardato con curiosità al movimento, interessato dalla possibilità di rimettere in discussione le regole ferree dell’apparato, di fare un reset, di ricominciare a sentire la piazza. Volontà di fare reset c’era anche in Renzi ma non mi andava di aprire a un folto numero di elettori di destra e, pur consapevole che con Renzi sarebbe stato più facile vincere le elezioni, ho scelto Bersani. Le radici sono le radici. Quegli stessi elettori di centrosinistra e sinistra, delusi, sono quelli che ora chiedono a Grillo un’alleanza di governo con il PD. Strategicamente, dal canto loro, Grillo e Casalegno fanno benissimo a non cedere e a continuare la spinta distruttiva, se arrivassero a compromessi non verrebbero più riconosciuti dal resto dei loro elettori. Il cerino non lo prenderà certo Grillo, mica è stupido, ma resterà in mano a Bersani. Per lui guai ad allearsi con il PDL, alle prossime elezioni perderebbe più della metà dei consensi attuali, ma dovrà combattere Grillo con le sue stesse armi, in questo senso ha ragione Renzi, dovrà provare a governare e mettere subito all’ordine del giorno quegli 8 punti di normale saggezza. Sarà dura ma occorre provarci e da subito, evitando le elucubrazioni strategiche dalemiane.

  2. Non sono certo in grado di dare soluzioni, ma di sicuro da fedele e soprattutto convinto elettore del PD posso solo aggiungere che il dopo elezioni è stucchevole. Bersani, che per tutta la cammpagna elettorale è riuscito a far parlare di se solo con delle “Crozzate” ora mette sul tavolo gli otto punti… è vero erano già tra le righe del programma ma occorreva saperli trovare, Renzi continua la sua corsa, probabilmente da fuoriclasse, ma troppo lontano dalle radici comuni… D’alema e la nomenklatura classica continuano a cercare soluzioni sempre meno credibili….e in tutto questo kaos Grillo ed i suoi fanno breccia nel sempre presente populismo italiano.Se l’unica soluzione è quella di sposare la linea Spacca, bè allora aspettiamoci di essere conquistati da chi sa fare bene il populista…. e non voglio essere pessimista, ma anche il fascismo è nato da un senso di ribrezzo verso l’inconcludente classe politica in un momento di crisi economica.

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