napolitano chiede aiuto

by il nostro corrispondente dal Transatlantico
napolitano
Sull’intervento di ieri di Napolitano si rompe il fronte della grande stampa, in precedenza unanimemente schierata a sostegno del Capo dello Stato. Ora La Repubblica (Giannini) lo contesta: avrebbe dovuto buttare fuori Alfano dopo la manifestazione di Milano.
Cerchiamo di metterci nei suoi panni. Il suo assillo è dare un governo al paese in una situazione difficilissima e potenzialmente esplosiva. E chiede aiuto a tutti, partiti e magistrati, senza confondere i ruoli, senza venire meno a princìpi, ma anche richiamando tutti all’etica della responsabilità, quella di chi non si limita alla difesa intransigente dei princìpi (fiat iustitia et pereat mundus) ma guarda anche alle conseguenza dei propri atti, in combinazione con quelli degli altri.
In questo momento ciascuno pensa per sè e tutti sperano che il Presidente della Repubblica risolva per tutti: ma lui è conscio dei suoi limiti, costituzionali ed umani, e fa appello a tutti.
Guardiamo i partiti: Bersani procede nella sua proposta di un governo minoritario allo sbando e, apparentemente, senza subordinate. E’ legittimo pensare che la sua soluzione b siano le elezioni immediate, nella speranza che il rifiuto di Grillo lo squalifichi di fronte agli elettori e gli faccia perdere voti.
Grillo ha avuto un successo probabilmente superiore alle sua capacità di gestione, che gli affida responsabilità che non avrebbe voluto avere. E cerca di sfuggirvi. Anche lui immagina elezioni a breve e cerca di preservare la “purezza” del suo movimento in quella prospettiva.
Berlusconi si sente braccato dai magistrati e spera che nuove elezioni, con una non impossibile vittoria, lo mettano in una condizione più favorevole.
Non c’è solo la distanza politica e di programma tra le tre forze principali, c’è la comune previsione di una legislatura breve e la prevalenza dell’interesse di parte.
Una situazione di stallo, dalla quale Napolitano ha poco tempo, un mese non di più, per cercare di uscire.
E allora, nel mentre ribadisce princìpi inderogabili di uguaglianza di fronte alla legge, respinge i sospetti di complotti e critica la manifestazione di Milano, cerca di preservare uno spazio di dialogo. E invita anche i magistrati a dare una mano. Senza venire meno ad alcun principio, ma graduando le loro iniziative in ragione del momento delicatissimo. Nel quale la priorità assoluta è risolvere l’ingorgo istituzionale: avvio delle nuove camere, formazione del Governo, elezione del nuovo Presidente della Repubblica.
Secondo me, fa bene.

One thought on “napolitano chiede aiuto

  1. mariano guzzini

    E’ l’antico quesito del nobile gioco delle bocce: menare o accostare. Dopo di che la partita prende strade diverse.
    Napolitano comincia a essere l’unica frontiera. Quasi l’ultima. Tanto che c’è chi gli chiede di accettare un nuovo mandato, che potrà decidere di interrompere, come il papa Benedetto.
    Sono molto tentato di spingere in questa direzione, per quello che vale la mia opinione. Ma è anche vero che non si può caricare tutto su due sole spalle. Ed è anche chiaro che si sarebbe dovuto votare alla prima scemenza della Fornero. Non solo e non tanto per avere più voti, ma per fare chiarezza sulla questione di chi sia conservatore e di quale posizione abbia davvero il PD.

    Leggo ora la replica di Napolitano a Giannini. Stizzita e poco presidenziale. Sono tempi sgangherati nei quali anche i migliori perdono le staffe e si sentono soli. Magari perchè lo sono davvero. Purtroppo.

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