l’offerta di napolitano

by il nostro corrispondente dal Transatlantico
grazia
Napolitano non ha concesso molto a Berlusconi, ma la proposta c’è. E consiste, tra le righe, in una promessa di concessione della grazia, ma ad alcune condizioni.
La prima è l’accettazione della sentenza e la fine degli attacchi scomposti e delle minacce di fare cadere il Governo.
Seguono almeno una parziale espiazione della pena nella forma degli arresti domiciliari o dell’affidamento ai servizi sociali, e la presentazione della domanda di grazia.
Inoltre, le parole del Presidente, che parla della sola pena principale, lasciano intendere che le pene accessorie – interdizione e incandidabilità – non saranno oggetto delle eventuale concessione.
Infine, ma più importante di tutte, traspare dalle parole di Napolitano la richiesta più importante, quella politica: garentire il sostegno al Governo. Per quanto, è difficile dire, perchè Berlusconi è capace di rimangiarsi la parola poco dopo averla data, ma comunque di sicuro fino alla primavera prossima.
Insomma, il Cavaliere deve accettare la sentenza, scontare almeno in parte la pena, chiedere la grazia, dimettersi da senatore, non presentarsi alle prossime elezioni, esercitare il suo ruolo di capo partito entro i limiti che saranno definiti dai magistrati che sovraintendono all’esecuzione delle pene, garantire il Governo.
Se facesse tutto questo, di fatto Berlusconi uscirebbe in modo più o meno indolore dalla scena politica e dovrebbe organizzare la successione. E senza garanzie di non subire altre condanne.
Bocconi difficili da ingoiare, ma quali sono le alternative?

5 thoughts on “l’offerta di napolitano

  1. Vedo con dispiacere che il “Nostro Corrispondente” da’ per scontato che Napolitano grazierà Berlusconi e soprattutto che tale grazia gli vada concessa.
    Domanda: in quale democrazia che non sia una Repubblica delle banane un condannato in via definitiva a 4 anni per evasione fiscale, con molti processi ancora in piedi a suo carico e altri in cui l’ha “sfangata” grazie alla miriade di leggi ad personam che si è fatto fare dai suoi parlamentari e governi, potrebbe sedere ancora in Parlamento e dettare ancora l’agenda politica?
    Risposta: nessuno!
    Non capisco perché in Italia le sentenze si applicano per i poveracci e si ignorano per i potenti. Togliamo la scritta “La legge è uguale per tutti” nei tribunali, così eliminiamo questa ipocrisia.
    La soluzione è semplice: Napolitano non concede nessuna grazia; Berlusconi si dimette da senatore e lascia la politica; il centrodestra o la resuscitata “Forza Italia” si darà un nuovo leader; il governo Letta, che più che delle “Larghe intese” è stato finora “delle lunghe attese” continuerà se avrà ancora la maggioranza, altrimenti governo di scopo con chi ci sta per una nuova legge elettorale che abolisca il Porcellum (la maggioranza com M5S ci sarebbe) e poi al voto.
    E deve essere chiaro che a tale voto Berlusconi in base alla legge Severino non potrà candidarsi.

  2. mariano guzzini

    Viviamo in un Paese banale e prevedibile. Adesso tutta la capacità di fare politica si concentra nella cosiddetta agibilità politica di Berlusconi. Ma per piacere!

    Fortunatamente dal Baffo ancora fanno i bucatini alla amatriciana. E il Conerello apre e cucina le solite cose buone.
    Se l’uomo è quello che mangia si può sperare nell’avvenire.

  3. Ad una conclusione anticipata della Legislatura centrando, al massimo, qualche intervento in campo fiscale a sostegno dei redditi bassi, la Legge di Stabilità e una nuova Legge elettorale, ci si poteva (e doveva) puntare già ad inizio aprile, dopo la famosa diretta streaming tra Bersani e i capigruppo grillini. Ma i dirigenti nazionali del Partito e i cento parlamentari che hanno accoltellato Prodi non ne hanno voluto sapere, ed il risultato è sotto gli occhi di tutti… Durante il Congresso sarà bene chiedere il conto a costoro, o facciamo, di nuovo, finta di nulla?

  4. Non capisco su quali basi Stefano affermi che un governo, magari a termine, appoggiato da Grillo o da una parte dei suoi sarebbe stato possibile, specie dopo l’incontro tra Bersani e i capigruppo del Movimento 5 stelle.
    Come pure che un’eventuale elezione di Prodi avrebbe portato a questo esito.

  5. Si è diffusa nel cd. popolo della sinistra italiana la storia della “scelta” del PD per una alleanza con il Pdl, che passa per i 101 cd.traditori e il possibile accordo con i 5S. Molti di costoro oggi vanno dicendo: legge elettorale e voto. La realtà è un po’ più complessa e tragica di quella rappresentata. Bersani, evidentemente sotto pressione psico-fisica ha sbagliato campagna elettorale e poi ha sballato 3 mosse consecutive. E il Pd, nonostante la buona volontà di tanti, è quello che. Qualcuno spera nella rivincita al congresso, qualcuno nella personalità di Renzi, altri invocano la dottrina sociale di Papa Francesco ma, tant’è, nel breve non si andrebbe proprio da nessuna parte.
    Da Napolitano, dal suo presidenzialismo di fatto e, ancor più, da Letta mi separano tante miglia politiche; ma penso che questo Governo e questo Capo dello stato è bene che durino ancora un po’, senza concedere il non-concedibile a Berlusconi e provando in 6-8 mesi a concorrere a stabilizzare l’economia e farla davvero la legge elettorale. A tenere buono Berlusca e i suoi falchetti penseranno i suoi figli. Quale maggioranza voterebbe infatti oggi la modifica del porcellum ? Chi si fiderebbe del bacio mortale di Grillo e Casaleggio?
    La situazione è di cacca, bisogna nuotare muovendosi piano..

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