la posta è il terzo mandato

by Amicus Plato

Aperta la corsa per la carica di segretario regionale del PD Marche, i contendenti sono due, Valerio Lucciarini sindaco di Offida e Francesco Comi consigliere regionale di Tolentino. Ma la partita per le candidature non è ancora chiusa.

Su Lucciarini i renziani, su Comi l’Areadem (di cui fa parte) e l’area Cuperlo, tranne i maceratesi (Giannini, Silenzi) che Comi non lo sopportano. I seguaci di Civati non si sono schierati e lasciano correre la voce di una loro candidatura (Brignone?), forse per trattare con gli altri. Ucchielli sta alla finestra ma pare ormai fuori dai giochi.

Le province sono spaccate tra i due candidati, tranne Ancona che sembra schierata su Comi. Ma sono appoggi spesso tiepidi, come se tutti fossero ancora in attesa di possibili novità. I sostenitori di Comi fanno notare che l’Areadem, alleata di Renzi, ha diritto a qualche segretario regionale in giro per l’Italia, ma il discorso è scivoloso: siamo ancora alla spartizione della cariche?

Tutti aspettano di sapere cosa farà Matteo Ricci, vicepresidente del partito:  a giorni dovrebbe chiarire se intende candidarsi a Sindaco di Pesaro. Ma lui o Ceriscioli, sindaco uscente di Pesaro, potrebbero candidarsi a segretario regionale del PD. Dipende anche dai consensi che sarà in grado in questi giorni di raccogliere Lucciarini, che fino ad oggi è stato il loro candidato.

Se questi saranno scarsi e Comi apparirà in vantaggio. allora i pesaresi saranno costretti a pensarci su. Ricci sarebbe in grado di raccogliere ad Ancona e Pesaro quegli appoggi che oggi mancherebbero al sindaco di Offida.

Finora, i contenuti della competizione sono rimasti all’oscuro, occorrerà attendere le mozioni dei candidati: è probabile che un candato come Comi, che è alla terza legislatura regionale, sia più su una linea di continuità rispetto a candidati che vegono da esperienze di amministrazione locale come Renzi o Lucciarini.

Un candidato che voglia proporsi come alfiere del rinnovamento non potrà non escludere il terzo mandato di Spacca e comunque qualsiasi candidato non potrà non pronunciarsi sul punto, perché questo è il discrimine simbolico tra continuità e rinnovamento. Ma non potrà limitarsi a fare un discorso regolamentare (il limite ai mandati) ma indicare una nuova prospettiva per il governo delle Marche dopo venti anni di centrosinistra.

2 thoughts on “la posta è il terzo mandato

  1. Tamara Ferretti

    …non mi risulta un pronunciamento dell’area Cuperlo su questo o quel candidato, anche perché in settimana è previsto un apposito incontro regionale…ed è stato già chiarito che le singole legittime opinioni e opzioni non impegnano l’area…
    Tamara Ferretti

  2. mariano guzzini

    Aspettiamo di leggere i documenti che accompagneranno le candidature. Non so quanto sia decisiva la posizione sui mandati. Forse lo è. A me interesserebbe ancora di più sapere chi verrà messo in lista per il parlamento europeo e chi eventualmente sarebbe il successore di Spacca.
    Se ci fosse l’intenzione di avvicendarlo, non sarebbe indifferente avere una idea, o addirittura un cognome, sul successore. Ma più in generale non riesco a convincermi che il metodo delle primarie sia un passo avanti rispetto al dibattito negli organismi con relativa votazione congressuale. Ma forse è il peso degli anni che mi fa vedere sempre il medesimo gioco di pesaresi che si alleano e di anconetani che subiscono, con modalità che semplificano di molto l’intero ambaradan senza dare spazio alle idee, al confronto tra curricula e delle figure nel loro valore di immagine. Credo che un amministratore delegato di azienda, o un direttore del personale, nel privato venga scelto con modalità meno evanescenti. Ma poi, alla fine, di che mi impiccio? Eleggessero chi vogliono.

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