longevità attiva

by Amicus Plato

Nel PD sono quasi tutti d’accordo, niente terzo mandato per Spacca, anche se finora nessuno l’ha detto apertamente.

Bene che vada, chi si esprime pone una questione generale di principio, il limite ai mandati, o magari si riferisce alla normalità di un ricambio fisiologico per un uomo che è stato al governo della Regione, in varie posizioni, per più di venti anni. Non c’è da stupirsi che sia un sostenitore della longevità attiva.

Suggerisco ai candidati alla segreteria regionale del PD di misurarsi su questo tema: “perché cambiare?”. E’ solo una questione di principio o di ricambio fisiologico o c’è qualcosa di più? Ovviamente, il PD non potrebbe dire che Spacca ha governato male neanche se lo pensasse; in questi casi, l’esperienza insegna che si ricorre ad una formula fatidica: “occorre aprire una nuova fase”.

Ci sono ragioni per sostenere che occorre aprire una nuova fase? A mio parere più di una: da un lato i cambiamenti e le contraddizioni di un modello di sviluppo regionale, sempre esaltato ma poco approfondito nella sua evoluzione, di fronte a tre shock, la globalizzazione, l’innovazione tecnologica e la moneta unica; dall’altro lato, la crisi dello stesso istituto regionale, evidenziata dagli scandali, dalla caduta del dibattito sul federalismo e dai progetti di revisione del Titolo V della Costituzione.

Insomma sono in crisi e in discussione sia il modello economico-sociale che quello di governo, che sono entrambi simboleggiati dalla figura di Spacca, grande laudatore del primo e protagonista da gran tempo del secondo.

Se non una rifondazione, di sicuro un ripensamento dopo venti anni di governo del centrosinistra e quaranta anni dalla nascita della Regione.

 

Sulle candidature a segretario la novità era nell’aria (vedi il precedente post): di fronte al rischio che Lucciarini possa soccombere nella competizione con Comi, i pesaresi corrono ai ripari. Con Ricci ormai vincolato alla candidatura a sindaco di Pesaro, la proposta spendibile è proprio quella del sindaco uscente della città, Luca Ceriscioli, che potrebbe fare della carica di segretario il trampolino per un accesso alla giunta regionale o addirittura alla presidenza.

Delle due logiche che guidano la discussione, quella di corrente e quella geografica, prevale la seconda: Pesaro rischiava di dividersi e soprattutto di rimanere fuori da un asse Ancona-Macerata su Comi. Ma Ceriscioli non ha molta voglia di fare il segretario, si ritiene un uomo di governo. Allora qualcuno ha pensato ad un ticket con Lucciarini vicesegretario fino alle elezioni regionali. Anche per non umiliare i sostenitori del Sindaco di Offida che dovrebbe ritirarsi. Ma su questa basa un accordo unitario con l’altra parte è impossibile: gli avversari griderebbero all’inciucio.

Mentre se la proposta di Ceriscioli viene avanzata come unitaria e senza altri vincoli, non è escluso che molti ad Ancona possano convergere su di lui, soprattuitto gli amministratori, e perfino che Comi si accordi per ritirarsi a sua volta.

 

One thought on “longevità attiva

  1. mariano guzzini

    Oggi, mercoledì 22, ore 11, le novità più eclatanti sono:
    la proposta di staffetta (Ceriscioli segretario fino alle regionali, dopo un altro) sarebbe stata fatta sia a Lucciarini che a Comi. Del resto si tratta di due renziani e in famiglia si può distribuire di tutto. Disgrazia vuole (per Ceriscioli) che avrebbe ricevuto due rifiuti.
    Secondo la stampa di Pesaro (Carlino di oggi) un incontro “tra le federazioni di Ancona e di Pesaro sulla possibilità di appoggiare Ceriscioli non ha sortito effetti”.
    Mentre a Pesaro è tutto uno smarcarsi dalla”posizione personale” di Gostoli, che pure è segretario provinciale. Finora hanno preso le distanze il componente della segreteria provinciale Ciabocchi, la componente della segreteria nazionale Alessia Morani e – in una intervista uscita oggi – Oriano Giovanelli. Il quale osserva che si tratta di una candidatura fondata esclusivamente sulla paura di perdere contro Comi. “La pretesa del segretario Gostoli di far passare la candidatura di Ceriscioli come unitaria è assurda”.
    Una volta a Pesaro non facevano di questi errori. Del resto Ceriscioli per le regole che sono in vigore non può essere candidato a segretario. E la commissione di garanzia regionale dovrà esprimersi sul punto. Comi sembra avere l’appoggio di pezzi della sinistra bersaniana e cuperliana. Anche se perfino lì si borbotta che alcune dichiarazioni siano a titolo personale e che ognuno voterà come crederà meglio. Insomma non c’è pace tra gli ulivi.
    Quanto a me ribadisco un istintivo distacco da tutta questa roba. Ci sono fasi e momenti che rendono la Politica un passaggio obbligato della propria esistenza. Questo non è tale. Vedo tutto quello che si agita, e partecipo alle poche riunioni alle quali mi invitano, come a fine anno guardo i fuochi d’artificio sopra i tetti. Non dirò che non mi piacciono. Ne valuto e ne apprezzo colori e artifizi. Ma non mi pare che mi riguardino. E mi auguro che, ricadendo, non facciano danni a uomini o a cose.

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