il figliolo prodigo

by Amicus Plato

Chissà se il PD anconetano ucciderà il vitello grasso per il ritorno di Renato Galeazzi? L’ex sindaco di Ancona e ex deputato ha chiesto la tessera del partito da cui era uscito nel 2009.

La passione per l’impegno politico non mi è mai passata, spiega, ma soprattutto mi trovo in perfetta sintonia con Renzi e vorrei dare una mano all’affermazione di una nuova cultura di governo e di una nuova concezione del partito.

Nel 2009 ero uscito dal PD, aggiunge, ero molto deluso dall’esordio del nuovo partito in cui avevo sperato: Veltroni non era stato capace di sganciarsi dalla vecchia nomenclatura che ad un certo punto l’aveva messo da parte. Adesso la situzione è cambiata.

E la candidatura a sindaco a capo di una lista civica – gli chiedo – fu un errore? Col senno di poi posso dire che non fu una grande idea – risponde – molti mi hanno detto che avrei fatto meglio a candidarmi nelle primarie che poi scelsero Gramillano, ma allora sentivo che c’era ostilità verso di me e che non avevo una sufficiente “agibilità politica” dentro il partito, così decisi di tentare la via solitaria. Pensavo di andare al ballottaggio, sbagliai i calcoli, ma bisogna tenere conto anche del fatto che proprio in quei giorni mi arrivò il rinvio a giudizio per l’affare del porto; molti che mi avevano promesso sostegno si ritirarono e i sondaggi registrarono una caduta verticale. Ormai però era troppo tardi per ritirarmi.

In Consiglio comunale Galeazzi sedette all’opposizione, non aderì all’IDV, come invece fecero altri della sua lista, ma i rapporti col PD rimasero gelidi per tutta la durata del mandato di Gramillano, Anche da questo punto di vista la situazione è cambiata. Sulla nuova amministrazione non si pronuncia: “certo che hanno trovato molte macerie, ma per esprimere un giudizio occorre aspettare almeno un anno, lasciamoli lavorare”.

Si occuperà dei temi che da sempre lo appassionano, a cominciare dalla sanità, su cui il suo giudizio è molto critico: “non c’è un progetto per la sanità marchigiana, solo contabilità e ragioneria, con inefficienze croniche, dalle code alla incapacità di organizzare davvero la prevenzione. Quanto alle nomine recenti dei dirigenti, penso che si dovrebbe procedere con avvisi pubblici e valutazione dei curriculum”.

E sul terzo mandato di Spacca, lo provoco, come la pensi? Pensa che nelle posizione di vertice non si dovrebbe rimanere più di dieci anni, dopo si perde lo sprint.

One thought on “il figliolo prodigo

  1. Piergiorgio Carrescia

    Non ho condiviso la scelta di allora di uscire dal PD fatta da Renato Galeazzi; apprezzo molto quella di oggi di rientrarvi.

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