ti piace vincere facile?

by Amicus Plato

Dunque i garanti nazionali del Pd hanno accolto il ricorso presentato dai sostenitori della candidatura di Comi a segretario reagionale del Pd e hanno annullato quella presentata da Ceriscioli. Motivo, incompatibilità: Ceriscioli è tuttora Sindaco di Pesaro.

Le regole vanno rispettate ma anche interpretate con un po’ di buon senso: Renzi può fare il sindaco e il segretario nazionale del Pd ma CeriscIoli non potrebbe fare il segretario regionale. Ma c’è di più: Ceriscioli è in carica per soli due mesi, dopo di che non potrà più candidarsi avendo svolto due mandati come primo cittadino.
Le ragioni dell’incompatibilità possono essere due: la prima è che chi è sindaco potrebbe usare la sua carica per avere vantaggio nella competizione, ma allora perchè una incompatibilità simile non è prevista nè per i parlamentari nè per i consiglieri regionali?

La seconda è che potrebbe trascurare i suoi comptiti come sindaco per dedicarsi al partito, ma Ceriscioli sarà sindaco solo per due mesi e, proprio volendo essere ligi alla lettera della norma, non sarebbe difficile trovare una soluzione temporanea per evitare la sovrapposizione delle cariche.

Ma l’argomento decisivo per non essere d’accordo con la decisione dei garanti è un altro: quando due principi sono in contrasto si deve guardare al bilanciamento tra i due; che senso ha, per rispettare al 100% la regola, fare un congresso che di fatto non avrebbe alcun significato venendo a  mancare uno dei principali concorrenti? Quale legittimazione politica avrebbe il vincitore?

L’Areadem, di cui Comi fa parte, ha sbagliato a ricorrere alle norme sull’incompatibilità: meglio rischiare di perdere in una competizione aperta che vincere a tavolino in questo modo.

Ma è ancora in tempo per ripensarci.

5 thoughts on “ti piace vincere facile?

  1. Ma la commissione nazionale di garanzia si rende conto che la pronuncia ė incomprensibile sotto ogni profilo? Che dire, il PD sembra aver perso non solo l’anima, ma anche la bussola.

  2. a quanto ho capito le ragioni per cui la commissione si è espressa in modo cosi netto e chiaro (unanimità) sono legate non alla “incompatibilità” tra la figura di sindaco e quella di segretario regionale, che non avrebbe senso e non spiegherebbe il sì ad Emiliano, ma anche il sì a Renzi e il no a Ceriscioli. ma sulle ragioni che stanno dietro la “incandidabilità” e che risiedono nel fatto che lo Statuto del Pd prevede che le cariche siano contendibili. a tale scopo sia lo statuto sia i regolamenti congressuali prevedono che , durante lo svolgimento di alcune funzioni (anche se a fine mandato) , si può avere un vantaggio competitivo che non garantisce la reale contendibilità. per questo, qualche mese fa, il no a Badiali: un consigliere regionale è considerato (dallo Statuto) troppo avvantaggiato a livello provinciale (il suo collegio), evidentemente non a livello regionale. giusto o sbagliato cosi dice lo statuto. evidentemente si ritiene che un sindaco di capoluogo di provincia possa esercitare una influenza non solo , ovviamente, sui sindaci del proprio territorio provinciale, ma anche su quelli della rete dei comuni marchigiani, impedendo che la competizione sia equa. cosi almeno sancisce lo statuto pd e il regolamento congressuale, in modo molto chiaro. ovviamente tali ragioni decadono quando la competizione non c’è (candidatura unitaria). questo rischio si conosceva, ed era stato fatto presente già da alcuni giorni. personalmente lo avevo espresso durante la direzione regionale chiedendo che venisse appurato subito in modo da consentire una eventuale “sostituzione” della candidatura ceriscioli con altri nomi, per chi non si riconosceva nelle altre candidature, perché credo i congressi si risolvano con la politica non che le carte bollate. ma si è voluto andare avanti lo stesso, di fatto rischiando. a questo punto non credo che ci siano le condizioni per uno slittamento del congresso, che eventualmente andava deciso prima, credo invece che intelligentemente si dovrebbe trovare un accordo per rappresentare negli organismi chi rischia di starne fuori

  3. Amicus Plato.

    ma il cosiddetto vantaggio competitivo vale per il sindaco di Pesaro ma non per un consigliere regionale per di più presidente della Commissione sanità? Andiamo!

    • Ma caro Luca, qui non si tratta di “chi rimane fuori”. Credo non sia una questione che investe le persone, ma una visione politica che, piaccia o non piaccia, partiva dai territorio per superare le appartenenze alle aree o agli accordi romani sulla spartizione delle regioni. A livello regionale, si tratta di una proposta che insiste su un vero partito regionale, sul no al terzo mandato a la Spacca, su un’inversione di tendenza nel rapporto della Regione con gli enti locali. In coloro che hanno appoggiato la candidatura di Ceriscioli questi erano i temi da porre al centro del dibattito congressuale. e questo ė ciò che impedisce l’esclusione dalla competizione del sindaco di Pesaro, Se poi, si considerassero gli appuntamenti che ci attendono da qui a breve (elezioni amministrative ed europee) si capisce che nelle Marche la partita ė molto impegnativa, a fronte di un M5stelle che nel 2013 ė risultato primo partito. E noi ci ci gingilliamo sull’interpretazione autentica dei regolamenti, invece di mettere in campo nella competizione le nostre migliori energie? Questo è il quesito politico da risolvere. E il rinvio del congresso ė la risposta politica migliore da parte di un gruppo dirigente che si rispetti, altrimenti dove sta la capacità di direzione politica? Ma forse ė vero: ė merce sempre più rara.

  4. enrico turchetti

    Lo statuto che consente a un sindaco di fare il segretario nazionale e a un altro di non fare il segretario regionale è sbagliato e contraddittorio. Ma tant’è. Si sapeva, si poteva sollevare un quesito alla commissione di garanzia con anticipo, in modo da non precludere la possibilità di altre candidature. Ma se richiesto, il parere non può essere che negativo, mi pare banale; dirò di più non mi sembra candidabile, stando alle norme, neanche uno che corra da solo: semplicemente non si può, anche se il mandato scade tra un giorno, come tra un mese o un anno. Allo stato mi sembra che la soluzione più semplice sia che Ceriscioli si dimetta da sindaco: io lo voto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *