spacca incontra ceriscioli

by Amicus Plato

Tra i tanti incontri di questi giorni del Presidente della Regione, uno spicca: quello con il Sindaco di Pesaro Ceriscioli, il principale contendente di Comi per la carica di segretario regionale del PD, escluso dalla competizione perché ancora in carica come sindaco. Una ferita che ha diviso il PD e che non è stata ancora rimarginata, se è vero che i sostenitori di Ceriscioli sono fuori dai nuovi organi dirigenti del partito.

Grande curiosità a A Palazzo Raffaello sulle ragioni dell’incontro: alcuni dicono che Spacca abbia offerto a Ceriscioli un posto di assessore nell’ambito del rimpasto di cui si parla; altri che non l’abbia fatto ma abbia interesse a fare circolare la voce.

Il Sindaco di Pesaro viene infatti dato come possibile contendente alla carica di Presidente della Regione, se per essa si terranno le primarie prima delle elezioni del 2015. Se davvero diventasse assessore, da possibile avversario di Spacca si tramuterebbe in alleato.

L’incontro di Spacca-Ceriscioli potrebbe essere un modo per aggirare il nuovo segretario Comi nel caso intendesse opporsi al terzo mandato, ovvero un modo per aiutarlo a ricomporre con Ceriscioli e a compattare il PD sulla riconferma di Spacca se Comi fosse già d’accordo.

Allo stato la gran parte del PD è contrario alla riconferma e insofferente per il gioco del Governatore su due tavoli: da un lato quello del PD, dall’altro la costruzione di una lista civica “Marche 2020”, che si proporrà come alleata del PD nelle elezioni. La decisione di ricandidarsi è stata presa da tempo e la lista serve a Spacca per avere una base autonoma di consenso. Alla preparazione della lista servono le conferenze che in questi mesi il Governatore tiene in giro per la regione annunciando la disponibilità nei prossimi sei anni di un miliardo di fondi europei.

Alla futura lista civica daranno la loro adesione Favia, Carrabs, Ciccanti. L’UDC è spaccata sull’ipotesi, e anche il Nuovo centrodestra (Massi, Bugaro) flirta con Spacca.

Quello che non è chiaro è che cosa farebbe Spacca se il PD gli negasse il suo appoggio. Si candiderebbe ugualmente? A questo proposito, bisogna considerare anche la questione della legge elettorale: nei giorni scorsi Il Presidente del Consiglio Solazzi ha sostenuto che occorre cambiarla, per adeguarla alla sentenza della Corte costituzionale sul Porcellum. Occorrerebbe cioè introdurre il ballottaggio nel caso che nessuna coalizione raggiungesse una determinata soglia. Proposta forse non casuale, visto che Solazzi è insieme a Spacca in “Marche 2020”: è chiaro infatti che con un eventuale ballottaggio Spacca avrebbe più probabilità di vincere se si presentasse da solo al primo turno.

Comi per ora dice no al terzo mandato e ad alleanze che coinvolgano il NCD. Ma, si replica, in fondo Spacca non è del PD e si presenterebbe come alleato, non come iscritto, quindi lo sbarramento del numero di mandati non si applicherebbe anche a lui.

Spacca sta mettendo il PD di fronte ad una scelta difficile: appiattirsi su di lui, accettando che aggiri lo statuto del partito, oppure escludere di allearsi con la sua lista civica, ovvero promuovere le primarie di coalizione e, nel caso, contrapporre un proprio candidato. Da notare che, sempre in base allo statuto, non si potrebbe impedire che i candidati del PD fossero più di uno: in altre parole, un PD diviso aprirebbe la strada alla vittoria di Spacca.

In ogni caso, le primarie dovrebbero essere convocate presto, per consentire ai nuovi candidati di farsi conoscere e di competere alla pari col presidente uscente.

 

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