l’uovo di giampieri

by Amicus Plato

L’uovo di Colombo è una soluzione semplice che tutti hanno sotto gli occhi ma nessuno vede, ad un problema. Così, l’idea – non si può ancora parlare di progetto – presentata ieri al Ridotto delle Muse di Ancona dall’Autorità Portuale (AP)  potrebbe essere battezzata “l’uovo di Giampieri”.

Nel 2015 si libereranno le banchine adiacenti all’arco di Traiano; sarà possibile in tempi abbastanza brevi (2017) e costi contenuti (7 milioni?) adibirle all’attracco di grandi navi da crociera lunghe più di 200 metri.

Potrebbero arrivare centinaia di migliaia di turisti in una zona molto suggestiva, vicina al centro e al Duomo, e nelle casse dell’AP entrerebbero almeno 9 milioni all’anno. Inoltre, la zona sarebbe a disposizione degli anconetani, che si riapproprierebbero di una parte del porto storico sequestrato dalle reti di Schengen.

E’ solo una parte del progetto complessivo del waterfront, che interesserà tutto il vecchio porto fino alla Mole vanvitelliana con tempi, soldi e impicci difficilmente prevedibili. Questo si può fare.

Questa sintesi di sogno e concretezza ha decretato il successo dellla proposta e della conferenza, seguita da una sala gremita. Anche perché si è capita una cosa importante: che AP e Comune, Giampieri (Commissario alla AP), Mancinelli (Sindaco) e Simonella (Assessore al porto) lavorano di comune accordo, fanno squadra, e questo è promettente per questo e altri progetti.

Forse è finita l’epoca dell’inconsistenza politica, del grigiore progettuale, del distacco tra AP e Comune, per capirci l’epoca di Canepa, l’avvocato livornese voluto dal Governo Berlusconi a capo della AP con la sciagurata approvazione di Spacca. Quando Ciccioli diceva che con la nomina di Canepa, Ancona avrebbe avuto “un’autostrada di attenzioni, finanziamenti e appalti”.

 

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