un’occhiata ai dati

by Amicus Plato

Ci vorrà un’analisi dei flussi per capire da dove vengono e dove sono andati i voti in più o in meno dei vari partiti, ma alcuni dati emergono ad occhio nudo. Rispetto all’anno scorso i voti validi sono stati 6,6 milioni in meno. Il PD ne guadagna più di 2,5, Grillo ne perde più di 3 e Forza italia, rispetto al PDL, ne perde circa 2,7, mentre Scelta europea ne perde circa 2,6 milioni rispetto a Scelta civica (Monti). Se aggiungiamo quasi un milione di voti di varie liste che non si sono ripresentate i più e i meno si compensano.

All’estrema sinistra la lista Tsipras prende pochi voti in più rispetto a SEL, malgrado che abbia probabilmente raccolto consensi che lo scorso anno andarono ad Ingroia. Ingroia lo scorso anno prese 765 mila voti, mentre ieri i Verdi e l’IDV (che sostenevano nel 2013 Ingroia) hanno preso rispettivamente 245 mila e 180 mila voti. In sostanza, l’area di estrema sinistra mantiene i suoi voti.

Qualcosa di analogo avviene all’estrema destra. Fratelli d’Italia aumenta di circa 330 mila voti, ma si giova della scomparsa di altre liste di destra che avevano raccolto lo scorso anno 530 mila voti.

Forza Italia perde, come si è detto, circa 2,7 milioni di voti rispetto al PDL. Per parte sua il Nuovo Centro Destra, alleato dell’UDC, prende 1,2 milioni di voti; ma se si scorpora da questo dato i voti che lo scorso anno prese l’UDC, cioè circa 600 mila, si vede che il risultato di Alfano è stato deludente. Berlusconi cede quindi circa mezzo milione di voti ad Alfano ed altri 200-300 mila alla Lega. Rimangono quasi 2 milioni di voti che vanno in gran parte all’astensione.

Il PD non soffre l’aumento dell’astensione e svuota Scelta civica, diventa cioè a tutti gli effetti, almeno dal punto di vista elettorale, un partito di centrosinistra; prende anche qualche voto dalla destra e da Grillo, mentre quest’ultimo paga il maggiore prezzo all’aumento dell’astensione: non riesce cioè a rimotivare gli elettori che aveva mobilitato lo scorso anno.

One thought on “un’occhiata ai dati

  1. Riguardo al successo dei partiti populisti, segnalo questa analisi di Tito Boeri

    http://www.lavoce.info/dietro-il-populismo/

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