ancora lui!

by Amicus Plato

Iterum Crispine! Direbbe Giovenale: eccolo di nuovo!

Mi riferisco alla nuova intervista di D’Alema sul Corriere della sera: Renzi abbandoni la “terza via”, bisogna riscoprire lo Stato.

Con la solita supponenza D’Alema critica Renzi e i suoi collaboratori perchè non hanno letto Krugman, Stiglitz, Piketty, tutti coloro, cioè, che chiedono una politica economica attiva e polemizzano contro i cantori del neoliberismo. Arriva buon ultimo, ma come sempre gli accade, fa la lezione a tutti. Non gli passa per la mente che la squadra di economisti che collabora con Renzi o che ne sostiene la politica (come Michele Salvati, ieri anche lui sul Corriere) non solo quegli autori li ha letti anche prima che D’Alema li scoprisse, ma ne ha studiati molti altri che D’Alema non sarebbe neanche in grado di leggere perché gli manca la competenza.

E se la prende con “la terza via”, l’incontro tra pensiero liberale e pensiero socialista, l’appuntamento mancato dalla sinistra che ne ha segnato il ritardo culturale e politico per l’intero dopoguerra. E che non riguarda solo la politica economica, ma più in generale  e in profondità, il rapporto tra individuo e Stato, tra libertà e giustizia. Basta andare a rileggersi Norberto Bobbio.

Quanto all’economia, a D’Alema – che a suo tempo evocò la “rivoluzione liberale” senza muovere un passo in quella direzione – sfugge che per chi si ispira alla terza via la dicotomia secca tra mercato e Stato, che lui sembra rilanciare, non ha più fondamento. E’ ormai riconosciuto che falliscono sia lo Stato che il mercato e che occorre trovare soluzioni e politiche di volta in volta appropriate.

E’ quello che sta cercando di fare Renzi, che si sta battendo, in condizioni molto sfavorevoli, perché le istituzioni europee abbandonino un approccio orientato solo agli equilibri di bilancio e al corretto funzionamento dei mercati, per uno che agisca sia sul lato della domanda, con un forte rilancio degli investimenti, pubblici e privati, sia su quello dell’offerta, per accrescere il potenziale di sviluppo italiano, ostacolato da mille inefficienze e sacche di rendita.

L’intervento di D’Alema sarebbe antipatico per la sua spocchia, ma inoffensivo, se non cadesse in un terreno purtroppo fertile: quello di un parte di militanti ed elettori del PD, di provenienza sia comunista che democristiana, che da sempre pensano che lo Stato sia la soluzione di ogni problema; e che hanno di conseguenza chiuso gli occhi per decenni sull’aumento della spesa, delle tasse e del debito, sull’inflazione legislativa e sul peso crescente della burocrazia, giustificato dalla moltiplicazione degli interventi pubblici.

Insomma, da noi l’incontro tra pensiero liberale e pensiero socialista, e soprattutto la sua trasformazione in azione di governo, deve ancora avvenire. D’Alema, suggerendo di abbandonare una terza via che in Italia non è mai stata seriamente presa, indica ancora una volta la direzione sbagliata.

 

2 thoughts on “ancora lui!

  1. E’ il bacio della morte a sinistra Pd e Cgil. Per lo paga uno di Rignano

  2. Blair, Brown,Clinton,Schroeder pensionati della politica consiglieri a tariffa; D’Alema non potrebbe svolgere lo stesso mestiere invece di dare consigli gratuiti?

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