il perazzolum

by Amicus Plato

Dopo il Mattarellum, il Porcellum e l’Italicum, abbiamo il Perazzolum. Dal nome del consigliere regionale Paolo Perazzoli (PD), presidente della Prima commissione consiliare, che ha firmato e manderà in Aula con il consenso di tutti i gruppi la proposta di nuova legge elettorale.

E’ originale, non so se ne esistano altre simili. A differenza dell’Italicum, non prevede il doppio turno e neanche i capilista bloccati. Inoltre, il premio di maggioranza viene dato alla coalizione e non alla lista vincente, e lo sbarramento è implicito nel ridotto numero dei consiglieri, che diventano 30 più il Presidente, dai 42 che erano.

Le obiezioni di costituzionalità dovute al fatto che nella legge oggi vigente il premio di maggioranza viene assegnato al vincente a prescindere dalla percentuale di voti – la ragione per cui la Corte costituzionale ha bocciato il Porcellum – vengono  (in parte) superate con un originale marchingegno: un premio variabile a seconda della percentuale dei voti ottenuti dalla coalizione prima arrivata: se ottiene il 40% dei voti o più, le vengono assegnati 18 seggi (16 su 31 è la maggioranza) più il presidente; se la percentuale è tra il 37 e il 40 i seggi spettanti sono 17, se la percentuale è tra il 34 e il 37, i seggi spettanti sono 16; infine, se la coalizione vincente ottiene meno del 34% dei voti conquista 15 seggi.

In sostanza, quanto più ridotta è la maggioranza relativa dei voti, tanto più debole è la maggioranza in Consiglio; che comunque è sempre garantita, perchè anche nel peggiore dei casi la coalizione vincente ha 15 seggi più quello del Presidente.

Non c’è la doppia preferenza di genere, ma di sicuro sarà riproposta in aula.

Come si spiega il voto unanime in un momento di incertezza politica e di forte polemica tra gli schieramenti? Ognuno trova nel Perazzolum la sua convenienza e cede qualcosa rispetto ai suoi desideri. il PD non voleva il doppio turno, che può favorire una coalizione di centro – se questa raggiunge il ballottaggio – ma voleva comunque la governabilità garantita. Neanche FI voleva il doppio turno – se Spacca vuole vincere deve allearsi con la destra senza contare sul ballottaggio – e la riduzione del premio di maggioranza può dare qualche seggio in più alle minoranze.

Infine, il Centro può condizionare il centrosinistra, se questo vince di poco e ha un solo voto di maggioranza; per di più quello del presidente che è spesso assente. Anche i piccoli partiti che si alleano con il PD possono sperare di diventare determinanti; sempre che riescano ad entrare in Consiglio.

P.S. La raffica di avvisi della Procura della Repubblica influenzerà la dinamica delle alleanze. Marche 2020 è colpito e probabilmente affondato, il progetto del Grande centro svanisce e l’UDC sarà incentivata a confermare l’alleanza col PD.

 

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