comunicare il sindaco

by Amicus Plato

Con l’intervista di ieri al Corriere adriatico, il Sindaco di Ancona chiarisce il suo pensiero: tre anni fa il Pd e il centrosinistra erano messi così male che avrebbero perso molti voti se non ci fosse stata una svolta, vale a dire la fine della GIunta Gramillano, un nuovo candidato scelto con le primarie e soprattutto un nuovo metodo di governo che ha dato alla Giunta Mancinelli stabilità e concordia. Bisognerà ricordare la confusione precedente: in certi momenti la politica anconetana sembrò nelle mani di Favia.

I risultati sul piano amministrativo sono ancora parziali: alle prese con i problemi preesistenti e i vincoli di bilancio, la Giunta si è impegnata in una poco visibile opera di riorganizzazione, ha avviato a soluzione problemi annosi e impostato iniziative nuove, come il piano strategico e il waterfront.

Ma il carattere del Sindaco non le ha guadagnato nuovi consensi, alcuni glieli ha fatti perdere: è apparsa spesso egocentrica, talvolta sprezzante.

La sua convinzione che alla fine quello che conta sono i risultati è condivisibile, la sua insofferenza per le mediazioni o per il “teatro” (quello della politica, intendo) è comprensibile, ma la comunicazione, le relazioni, la stessa personalità del primo cittadino non sono aspetti trascurabili nell’epoca dei sindaci scelti con le primarie e eletti direttamente.

L’ultimo incidente lo conferma: l’equivoco è stato possibile, perchè alcuni hanno potuto credere che le sue parole – “se non fossi stata candidata non avrei votato il centrosinistra” – significassero: senza di me la coalizione non aveva valore. La stampa ostile ci è andata  a nozze.

E’ chiaro che Valeria Mancinelli ritiene necessario il rinnovamento del suo partito, ma se vuole promuoverlo deve misurarsi con i problemi della strategia e del consenso. Renzi sembra istintivo, ma in realtà ogni messaggio è calcolato. E intorno ha gente brillante.

Quando divenne premier, la prima cosa che fece fu gli 80 euro. Come se il Sindaco avesse asfaltato le strade.

4 thoughts on “comunicare il sindaco

  1. carlo pesaresi

    Caro Amicus, scusami, magari mi sbaglio, ma …

    “alle prese con i problemi preesistenti e i vincoli di bilancio”
    … ma quale Sindaco in Italia oggi non è alle prese con problemi preesistenti e vincoli di bilancio? dov’è la specificità anconetana?

    “la Giunta si è impegnata in una poco visibile opera di riorganizzazione”
    …. ma di quale opera parli nello specifico? hai risultati oggettivi? i servizi ai cittadini sono migliorati? i tempi di attesa per le certificazioni sono diminuiti? i tempi di pagamento delle fatture alle imprese si sono accorciati? il rilascio delle autorizzazioni è più rapido? i commercianti hanno maggiori facilitazioni nelle loro attività? il verde nei parchi è più curato? i vigili urbani sono più presenti? il decoro urbano è migliorato?

    “ha avviato a soluzione problemi annosi e impostato iniziative nuove, come il piano strategico e il waterfront” …
    …. ma veramente mi stai dicendo che il piano strategico ed il waterfront sono iniziative nuove? ad Ancona?

  2. Tralasciando la frase galeotta e i commenti di stampa, io ho diligentemente comprato il modesto libro in questione e letto le venti pagine della intera intervista. Se Amicus Plato ha fatto altrettanto mi piacerebbe un suo commento.

  3. I risultati positivi di questa Amministrazione, a mio minuscolo avviso, sono (e saranno) percepibili ma poco pubblicizzati. Gli autori delle cose giuste fruiranno poco delle ricadute benefiche delle medesime. Questo mi pare un pronostico più che possibile, a questo punto della consiliatura.
    Detto ciò: che si arrivasse da un periodo molto difficile è vero. Che ci sia stato il coraggio di procedere a primarie (partecipate e sentite) è un merito del gruppo dirigente di quel periodo; che si sia lasciata una buona dose di libertà al neo Sindaco per mettere in opera il suo metodo mi pare indubitabile. A me pare che il PD cittadino non sia uscito affatto male dalle esperienze difficili, complesse e pure dolorose dei cinque anni precedenti.
    Sento mie le parole di Amicus Plato quando definisce “non trascurabili” la comunicazione, le relazioni e la personalità del primo cittadino eletto tramite primarie. Il carisma non le manca, la testa meno che mai, la preparazione è indiscutibile; non è difficile nemmeno divertirsi, con lei. Se avrà la voglia, e sarà sostenuta in questo, di spendersi come donna e come persona per farsi apprezzare da chi ancora la vive con diffidenza, ne guadagnerà in gradimento più che se asfaltasse tutte le buche dell’asse attrezzato.

  4. Ma dove vive Pigreco? Non gli capita mai di salire su un bus? Di prendere il caffè in un bar? Di ascoltare la cosiddetta gente comune? È un tormentone, tutti parlano dell’amministrazione. Ma non certo per raccontare del carisma del sindaco o delle realizzazioni della consiliatura!
    Capisco bene le difficoltà del Pd, dopo due legislature non finite alle spalle. Qui davvero serve il coraggio…e prendere una posizione chiara. Quella finora tenuta, di freddezza, certo non aiuta ed é piú dannosa di qualunque altra.

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