balle

by Amicus Plato

Fino a pochi anni fa vantava i primati economici delle Marche, sia che ci fossero, sia che non ci fossero. E ne attribuiva il merito alla sua politica.

Poi scoppiò la crisi e lui diceva che le Marche reagivano meglio delle altre regioni e che il merito era suo. Non era vero ma lui lo diceva lo stesso.

Commissionò uno studio al prof. Alessandrini, sperando che confermasse le sue spacconate. Invece venne fuori che per la prima volta da molti anni, il PIL pro capite della regione era sceso sotto la media nazionale. Niente di sorprendente per la regione più manifatturiera d’Italia, quando la produzione industriale scende di venti punti, ma lui non se ne  era accorto.

Ora, ammette che le cose non vanno bene, ma dice che dipende dal fatto che si è dovuto occupare più del benessere che del PIL, e che si candida per rilanciare la produzione. Come se la ripresa dipendesse da lui o da Ceriscioli. Parole senza senso.

Non si capisce se il suo sia disprezzo per l’opinione pubblica, alla quale si può raccontare qualsiasi cosa, o narcisismo allo stadio terminale, quando si comincia a credere alle proprie balle.

Dice che Ancona sarà la capitale della Macroregione adriatica, quando a Bruxelles sono stati chiari: la Macroregione è un’iniziativa, non un ente, non avrà uffici, capoluoghi e nemmeno fondi aggiuntivi.

Intanto però, ha spostato gli uffici della zona sanitaria a Fabriano, nella speranza che almeno lì dimentichino dieci anni di chiacchiere.

 

 

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