una biennale aperta al mondo

by Vittorio Salmoni

È stata aperta al pubblico il 9 maggio e durerà fino al 22 novembre 2015 la 56° Esposizione Internazionale d’Arte dal titolo “All the World’s Futures”, diretta da Okwui Enwerzor.

La mostra è sostenuta da 89 partecipazioni nazionali nei Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia, tra cui per la prima volta: Grenada, Mauritius, Mongolia, Repubblica del Mozambico, Repubblica delle Seychelles.

Il Padiglione Italia in Arsenale, organizzato dal MIBACT con la Direzione generale arte e architettura contemporanee e periferie urbane, è curato quest’anno da Vincenzo Trione.

Gli Eventi Collaterali ufficiali ammessi dal curatore e promossi da enti e istituzioni internazionali, che hanno allestito le loro mostre e le loro iniziative in vari luoghi della città sono numerosissimi, più di quaranta.

La Mostra “All the World’s Futures” forma un unico percorso espositivo che si articola dal Padiglione Centrale (Giardini) all’Arsenale, includendo 136 artisti dei quali 89 presenti per la prima volta, provenienti da 53 Paesi. 159 sono le nuove produzioni realizzate per questa edizione.

Le opere esprimono le gravi fratture e lacerazioni, le forti asimmetrie e le incertezze sulle prospettive del mondo contemporaneo.

La Biennale torna ad osservare il rapporto tra l’arte e lo sviluppo della realtà umana, sociale, politica, nell’incalzare delle forze e dei fenomeni esterni. Si vuole quindi indagare in che modo le tensioni del mondo esterno sollecitano le sensibilità, le energie vitali ed espressive degli artisti, i loro desideri, i moti dell’animo. Per questi motivi si è subito parlato di un ritorno alla politica e alla militanza dell’arte, specie di quella prodotta nei paesi  del “Sud del mondo”.

I leoni d’oro, assegnati dalla Giuria Internazionale di cui fanno parte,tra gli altri, Codognato- primo curatore del MADRE di Napoli – e Yongwoo Lee- direttore del Hymalaian Museum di Shangai – sono andati  all’artista ghanese El Anatsui, alla carriera, alla statunitense Susanne Ghez, premio speciale per l’attività a favore delle arti  ed al bellissimo Padiglione dell’Armenia, Armenity, allestito nell’isola di S.Lazzaro degli Armeni  curato da Adelina Cuberyan.

Si sono imposti all’attenzione della critica  anche i Padiglioni della Corea , per la proiezione in un futuro tecnologico assai prossimo, codificabile  e per questo inquietante, e del Giappone, molto poetico, denso di memoria e di ripensamenti sulla via dello sviluppo intrapresa sino ad oggi.

Vittorio Salmoni           12 maggio 2015

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