reddito e benessere

by Amicus Plato

In un incontro nella splendida biblioteca Amatori, Piero Alessandrini ha illustrato lo studio da lui curato Marche più 20; niente a che vedere con Marche 2020.

E’ uno studio molto interessante di cui Antelitteram ha già parlato, e che è stato ingiustamente accantonato perchè non dice quello che il committente, vale a dire Spacca, sperava che dicesse per poterlo utilizzare in campagna elettorale.

Un punto saliente dell’ analisi, non nuovo ma che merita sempre una riflessione, riguarda il divario tra reddito pro-capite e indici non monetari di benessere: in altre parole, le Marche, confrontate con regioni del centro Italia, hanno livelli elevati di benessere ma più bassi di reddito pro-capite.

Molto dipende dal fatto che gli indici di bessere, pur diversi tra loro e spesso arbitrari nella scelta dei parametri e nella loro ponderazione, dànno comunque importanza ad alcuni elementi che vedono la nostra regione da sempre in buona posizione, come la durata della vita o la diffusione della criminalità.

Ma l’interrogativo più interessante è se ci sia una qualche correlazione tra i due indici, cioè se reddito pro-capite basso e indice di benessere alto siano correlati tra loro, come due facce della stessa medaglia. Dipendenti entrambi dal tipo di sviluppo marchigiano – piccole impree e piccole città – che da un lato ha depresso il livello e la crescita della produttività dall’altro ha risparmiato alla regione le peggiori conseguenze dell’urbanesimo.

Questo interrogativo è stato trascurato negli anni scorsi, sommerso dalla retorica di Spacca secondo cui eravamo i migliori sotto entrambi i punti di vista.

Diversamente da lui, Pietro Marcolini ha riconosciuto il contrasto e scommesso sul fatto che l’economia della conoscenza e della cultura, – la nuova frontiera dello sviluppo secondo molti – fosse in prospettiva compatibile col modello economico e territoriale policentrico, Contro le evidenze che lo legano invece strettamente all’ambiente urbano delle città grandi  e medie.

Di qui l’enfasi sui distretti culturali. Se ne riparlerà dopo le elezioni.

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