indietro tutta!

by il nostro corrispondente dal Transatlantico

L’interpretazione dei risultati elettorali proposta oggi da Massimo D’Alema sul Corriere della sera non ha fondamento. In sintesi, gli elettori del Pd abbandonano il loro partito perché Renzi fa una politica di destra.

Nessun analista avanza una tesi simile che i dati smentiscono: forse che gli elettori hanno bocciato Casson a Venezia perchè ce l’avevano con Renzi e la sua politica di destra?

D’Alema sa bene di dire una cosa infondata, lo fa perchè la sua non è un’analisi, ma una provocazione: vuole mettere una parte della base del Pd contro il segretario e fa leva su un riflesso ben noto: fin dai tempi del PCI accusare i dirigenti di fare una politica di destra è stato il modo per suscitare non una legittima critica ma un moto di repulsione.

Di conseguenza però, la sua proposta di unità del partito risulta falsa: come si fa a fare l’unità con chi fa una politica di destra e se si contestano con questo argomento tutte le riforme attuate o in discussione?

D’Alema chiede una marcia indietro su tutto, una capitolazione. Per andare dove? Per tornare a lui, a Bersani e a Bindi? Allora sì che si vince!

 

4 thoughts on “indietro tutta!

  1. Ormai Massimo D’Alema ha consolidato su di sè un sentimento di repulsione a prescindere. Quando interviene ha una immediata capacità di autolimitarsi.

  2. Però che una parte del nostro elettorato è scivolata verso il non voto e molto parzialmente verso il M5s è un dato di fatto. Io che sono andato a portare volantini e a contattare persone che da tanti anni conosco ed hanno sempre votato per noi, mi sono spesso sentito rispondere che quest’anno non sarebbero andati a votare e che il motivo erano appunto le politiche (lasciamo perdere se di dx o sx) portate avanti dal governo Renzi e le sue “performances spiritose”. Che dire poi l’aver provocato una unanime sollevazione della categoria insegnanti, su una sostanziale valida riforma, da sempre, per la maggior parte, nostri buoni elettori. Tralasciamo le ambizioni personali/politiche di alcuni leader, ma l’obiettivo dell’unità del partito è fondamentale per portare avanti qualsiasi politica anche con contenuti di dx, visto che siamo costretti a governare con Alfano che un giorno sì e l’altro pure ribadisce che le riforme che si stanno facendo vanno bene perché sono di destra! Non si governa contro la nostra sx e contro i nostri elettori di sinistra. Senza l’unità del partito non si potrà vincere.

  3. come non dare ragione a dalema-solo chi tasuda odio folgorato sulla via di renzi può
    dare un giudizio sprezzante sull’intervista di dalema-gli ultimi sondaggi ci dicono purtroppo- che ci stiamo sciogliendo come neve al sole- alla fine resterà solo un
    partito di centro una piccola d.c. che si allea con la destra di Berlusconi -verdini
    infatti prima dell’avvento di Renzi nella sinistra esistevano alcuni valori- oggi renzi
    e impegnato ad occupare il potere con i suoi amici toscani e verdini e pronto con
    Berlusconi al nazzareno DUE.

  4. Caro Lorenzo anche gli esponenti di destra pur appartenenti ad un partito che si autodefiniva liberale, sostenevano le proteste dei taxisti contro le liberalizzazioni perche, come dici tu, sono loro buoni elettori. Qiundi al netto delle battute, resta il fatto che occorre capire che c’è un elettorato profondamente attento al combiamento ed alle riforme che è stato deluso da Berlusconi e rischia di essere deluso anche da Renzi se lo costringiamo a tener conto dei cosidetti nostri elettori di sinistra, che per inciso, proprio come il pubblico impiego, i dipendenti a posto fisso, insomma i garantiti, non certo i giovani e le partite iva, vedono le riforme come fumo negli occhi.

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