chi ha perso?

by Amicus Plato

Nel valutare i risultati del referendum va considerato il fatto che era stato richiesto da otto consigli regionali. Ebbene, solo nella Basilicata è stato raggiunto il quorum, probabimente anche per l’influenza sull’opinione pubblica dell’inchiesta che ha coinvolto il ministro Guidi, scoppiata puntuale poche settimane prima del voto.

Se si voleva una dimostrazione della perdita di credibilità delle regioni, questo dato si presta: in quasi tutte le regioni le cui assemblee hanno promosso il referendum, non solo non si è raggiunto il quorum, ma l’affluenza è stata solo di pochissimi punti superiore a quella nelle regioni che non l’hanno chiesto. Ad esempio, l’affluenza nelle Marche è superiore di 2,6 punti a quella media nazionale. E nelle Marche storicamente l’affluenza alle urne è maggiore che nella media. Come se l’iniziativa dei consigli regionali fosse stata poco più che ininfluente.

Ho l’impressione che alcuni consigli regionali abbiano promosso il referendum – e non l’abbiano ritirato malgrado che il Governo avesse accolto quasi tutte le richieste delle regioni – per recuperare su un tema apparentemente di facile popolarità la perdita di credibilità dovuta alle inchieste sull’uso di fondi pubblici che li ha colpiti. A questa motivazione si è sovrapposta quella di chi voleva dare un colpo al Governo, magari inaugurando nel voto un’inedita alleanza tra destra e Movimento 5 stelle, destinata a riproporsi nel referendum costituzionale di ottobre.

Ma l’esito del voto ci dice che la maggioranza degli elettori ha giudicato inopportuna e/o strumentale l’iniziativa. Non ha sempicemente nascosto il suo NO nell’astensione, ma ha ciriticato l’iniziativa in sè.

C’è materia di riflessione per i consigli regionali: se vogliono recuperare credibilità e diventare il luogo della rappresentanza e della partecipazione, la strada è lunga. E la riforma costituzionale, con l’istituzione del nuovo Senato delle autonomie, è un’occasione.

One thought on “chi ha perso?

  1. enrico turchetti

    Leggo con ritardo il tuo post. Sono tra coloro che sono andati a votare e hanno votato si. Considero il prolungamento delle concessioni sbagliato per una serie di motivi che, se ci sarà occasione, proverò a dire. Non ho votato in questo modo per dare un segnale a Renzi. Certo che se questo è il senso che assume ogni consultazione elettorale poi non ci si può lamentare, né si può pensare che tutti quelli che non sono andati a votare siano d’accordo con il segretario/presidente. Ad ogni modo dico fin d’ora che voterò no al referendum costituzionale, specie se rimane così unicamente formulato; lo faccio perché sono contrario al monocameralismo e non perché sono contro Renzi: certo a meno che le due cose non coincidano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *