il futuro del centrodestra

by il nostro corrispondente dal Transatlantico.

A Roma, Berlusconi fa ritirare Bertolaso e appoggia Marchini. Si apre il conflitto nel centrodestra per la leadership. Come spiega Amicus Plato nel post “Fine del bipolarismo”, il centrodestra è diviso tra due diverse opzioni di linea politica, quella moderata, che si basa sull’affiliazione al PPE, e quella radicale di Salvini e Meloni, che si rifà a Marine Le Pen e al populismo antieuropeo:  a Milano c’è stato accordo sul candidato di Berlusconi, che contende a Sala i voti del centro moderato; d’altra parte la Lega ha già la presidenza della Regione Lombardia con Maroni e e non poteva pretendere anche  la poltrona del sindaco, in caso di vittoria alle elezioni di giugno.

A Roma invece si è aperto lo scontro: Salvini e Meloni hanno fatto saltare la candidatura di Bertolaso e Berlusconi ha risposto virando su Marchini: il risultato elettorale darà un segnale del rapporto di forze e del futuro dell’alleanza. Poi ci sarà il referendum costituzionale, nel quale Berlusconi sembra intenzionato a posizionarsi sul No, anche se i sondaggi dànno la maggioranza dei suoi elettori a favore del Sì: una scelta quindi che favorirebbe Salvini.

Più in là nel tempo le elezioni poltiche, il momento della verità. I sondaggi dicono che il centrodestra non è affatto morto: sommando i voti di FI, FdI e Lega, il centrodestra sarebbe competitivo in un’arena politica di tipo tripolare, nella quale Renzi è in vantaggio, ma di poco, sui Cinque stelle da un lato e sul centrodestra dall’altro. In un eventuale, ma probabile, ballottaggio, ad oggi Renzi batterebbe sia il candidato di Grillo sia quello del centrodestra, mentre quello di Grillo batterebbe quello del centrodestra. Ma quali sarebbero i candidati? In particolare, il centrodestra sceglierebbe Salvini e la sua linea filo-Le Pen o un candidato di Berlusconi?

L’esito delle elezioni romane può dare un’indicazione. Una cosa è però certa: per il Cavaliere sarebbe molto difficile appoggiare Salvini o anche fare propria una linea troppo spostata a destra – in fondo FI è parte del PPE e ci tiene ad esserlo. Una scelta per Salvini sancirebbe la fine della leadership di Berlusconi, la perdita di molti elettori e un assist per Alfano e Verdini. D’altra parte, la nuova legge elettorale, con il premio alla lista vincente, impone di andare insieme.

La cosa più probabile è che i tre partiti del centrodestra si accordino su un candidato di compromesso gradito a tutti. Se Marchini prenderà più voti di Meloni a Roma, il candidato asomiglierà a lui o a Parisi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *