berlusconi e togliatti

by Amicus Plato

In un articolo ieri su L’Unità, Alfredo Reichlin lamenta il fatto che il clima della discussione sulla riforma costituzionale è ben diverso da quello della Costituente. E ne dà la colpa principalmente  a Renzi che avrebbe trasformato la discussione sulla riforma in un referendum pro o contro il Governo. L’accusa è immeritata: Renzi cercò l’accordo con Berlusconi sulla riforma (il famoso “patto del Nazareno”)  prendendosi le critiche dalla sinistra radicale  e della stessa minoranza del PD, che ora lo rimproverano del contrario, e cioè di muoversi con la sola maggioranza di governo. Fu Berlusconi, come è noto, a tirarsi indietro dopo l’elezione di Mattarella. Quanto a Lega e Movimento 5 stelle ogni dialogo fu impossibile, perchè l’unico loro obiettivo era ed è fare cadere il Governo.

E’ vero, il clima è diverso da quello di allora, e questo dipende dal fatto che risorse che allora erano abbondanti (speranza e fiducia dopo la caduta del fascismo e la Resistenza) oggi scarseggiano. Ma c’è anche un motivo politico: nel 1947 De Gasperi scaricò socialisti e comunisti dal Governo; non per questo le sinistre abbandonarono il tavolo della Costituente: il loro primo obiettivo era insediarsi saldamente nell'”arco costituzionale” pur stando all’opposizione. Eppure lo scontro era duro anche allora. Va ricordato che a a quel tempo una parte della Dc e il Vaticano volevano addirittura mettere fuori legge il PCI. Partecipare alla scrittura e al voto della Costituzione fu il modo attraverso il quale Togliatti sventò questo disegno: come sarebbe stato possibile mettere fuori legge una forza che oltre che avere milioni di voti e iscritti aveva dato un contributo determinante alla nuova costituzione?

Togliatti guardò lontano ma Berlusconi non è Togliatti.

One thought on “berlusconi e togliatti

  1. francesco durantini

    Comunque Renzi ha sbagliato a personalizzare il referendum sulla riforma che è una cosa che travalica la sua persona e la sorte di un governo (sebbene il Governo si sia adoperato molto per farla approvare). Ha peccato di eccesso di personalismo, come spesso gli capita. Facendo così del male alla Repubblica che ha bisogno di una riforma. Perchè molti ‘no’ saranno dettati da un no a lui piuttosto che alla riforma in sè, magari con alcuni aspetti negativi ma necessaria. Con questa legge pessima sulle cosiddette ‘unioni civili’ (in realtà vero e proprio matrimonio omossessuale) si è inltre inimicato buona parte di cattolici.

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