dalemoni

by Amicus Plato

Della ennesima odiosa intervista di D’Alema di ieri va colto un aspetto: il segnale trasversale che viene mandato a Berlusconi e che significa: collaboriamo per abbattere Renzi nel referendum costituzionale, poi cambiamo insieme la legge elettorale e andiamo al voto.

Il Cavaliere era stato anche più esplicito di recente: dopo il Governo Renzi, ha detto, ce ne vuole uno di unità nazionale. Naturalmente un governo del genere è possibile solo per un tempo molto limitato, necessario a dare una legge al Senato che rimarrebbe in vita e – questo il punto di intesa con D’Alema – introdurre il premio di maggioranza per le coalizioni anziché alla lista vincente. Tornare alle case della libertà e alle unioni con undici segretari di partito sul palco dei tempi di Prodi.

Il principale avversario di questo disegno, oltre Renzi, è il Movimento 5 stelle che ha fatto della solitudine il simbolo della sua diversità riapetto alle altre forze politiche: una legge che dà il premio alle coalizioni lo danneggia. I voti degli elettorin 5 stelle saranno probabilmente determinanti per fermare il disegno di Dalemoni, ma i dirigenti del movimento avranno il coraggio di “fare politica” o preferiranno l’ambiguità – proclamare il no al referendum, sperando che vinca il sì – e aspettare che gli altri si autodistruggano da soli, come hanno fatto a Roma?

 

 

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