le due opposizioni

by Amicus Plato

Ho seguito parte del dibattito nella direzione Pd e mi pare che ci siano dentro il partito due opposizioni. La prima è impersonata da Speranza che si vanta di avere votato contro la riforma elettorale, voluta dal suo partito e dal gruppo parlamentare che presiedeva fino a poco prima. Come se fosse un merito. In più, chiede che al No al referendum sia data ospitatlità nel partito. Pensate voi se un partito può presentarsi all’appuntamento più importante della legislatura con due posizioni. Speranza non chiede le dimissioni di Renzi ma lavora per abbattere il suo governo (suo di Renzi ma anche di Speranza stesso). Lo storico Carlo Cipolla ha scritto un libretto sulla stupidità: dice che mentre l’egoista lavora per il proprio interesse a scapito di quello degli altri, lo stupido non si rende conto di lavorare sia contro l’interesse degli altri che contro il suo. Infatti, se Renzi fosse abbattuto non mediante la via statutaria del congresso del Pd ma con una manovra trasversale condotta insieme alle opposizioni, il partito stesso ne uscirebbe demolito.

La risposta di Renzi è la sola possibile: chi mi vuole mandare via chieda il congresso e lo vinca.

La seconda opposizione è impersonata da Enrico Rossi, presidente della Toscana. Chiede un cambiamento di linea (investimenti pubblici, spesa sociale) per riconquistare il consenso della “nostra gente”. La richiesta non è infondata, ma si possono porre a Rossi alcuni interrogativi. Il primo è che supposto che sia chiaro qual è la “nostra gente”, la sua richiesta ripropone il dilemma che esiste fin dalla fondazione del PD: un partito che punta a conquistare nuovi segmenti di elettorato (a vocazione maggioritaria) o che difende il suo spazio elettorale tradizionale? E’ chiaro che Renzi ha scelto la prima strada, e su di essa ha avuto successo per alcuni anni; oggi il risultato delle amministrative e il clima nel paese ci dicono che quella strategia è di fronte ad un’impasse. Va cambiata, corretta o rilanciata? Rossi dice che va cambiata: in ogni caso merita una risposta. D’altra parte Rossi stesso, che si candida a fare il segretario del Pd e indirettamente il capo del Governo, non può limitarsi a porre un’esigenza, deve dire come la sua proposta si concilia con i vincoli di bilancio e le regole europee – che Renzi cerca in tutti i modi di allentare – in una situazione in cui la crescita è tuttora bassa e la Brexit la deprime. Chi non vorrebbe aumentare la spesa sociale e gli investimenti pubblici?

Infine c’è Franceschini, la cui posizione è sempre interessante, perchè è il primo a uscire con l’ombrello quando il barometro si mette a brutto tempo. Anche per lui la risposta non può che essere quella che gli è stata data: chi scende dalla barca sappia che quando cercherà di risalire non troverà posto.

 

One thought on “le due opposizioni

  1. Analisi che ha sua una logica stringente, come sempre. Però, se si adotta un altro punto di vista, altre logiche lo possono essere, e comunque rimangono alcuni interrogativi. 1) La ricerca di nuovi spazi elettorali può essere compatibile con il mantenimento del proprio elettirato tradizionale? Io credo di sì, e anche che governare sia sicuramente scegliere, ma, in questo momento storico di rivolta verso le élite, soprattutto includere. 2) Governare con parte del cdx é una contingenza, dettata dalla “non vittoria” di Bersani, o strategico? Nella seconda ipotesi, mi chiedo chi e quale assise dl PD l’abbia decisa. 3) La fine di un governo Renzi, in seguito alle sue dimissioni in caso di vittoria del no al referendum, è catalogabile solo come manovra di palazzo? Se così fosse, che dire del modo in cui si è posto fine al governo Letta? Penso invece che le dimissioni di Renzi, anche io credo dovute in quel caso, determinino solo il fallimento di una linea politica, che non è riuscita a farsi breccia nonostante le prove muscolari del premier segretario. Morto un papa, se ne fa un’altro, almeno finché rimane questo tipo di regime parlamentare. (A proposito, di Cipolla: credo di ricordare che definisse il comportamento non come quello dell’egoista, ma del bandito. Oltre a quello del stupido, sarebbe interessante verificare se anche questo atteggiamento sia presente all’interno dl PD).

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