le cose che verranno

by Amicus Plato

Macron va al ballottaggio, e forse vincerà, col 24% dei voti. Che diranno adesso quelli che durante la campagna del referendum sostenevano che l’Italicum è una minaccia per la democrazia? La Francia non è una democrazia? Il fatto è che col doppio turno si vota due volte e il secondo voto legittima chi vince tanto quanto il primo. Da quando in qua votare due volte è meno che votare una volta sola?

Dicono: ma la Corte ha dichiarato l’Italicum incostituzionale. GIà, ma su due punti secondari: la mancanza di una soglia di accesso al secondo turno e la possibilità per il capolista vincente in più circoscrizioni di scegliersi quella in cui essere eletto. Due correzioni che, volendo, in Parlamento si potrebbero fare in pochi minuti. La verità è che non si vuole il doppio turno perchè si teme che vinca Grillo. Ma in Francia non hanno avuto paura che vincesse la Le Pen, non hanno cambiato la legge elettorale per non farla vincere.

Le elezioni francesi confermano che la politica è diventata liquida: partiti o movimenti appena nati, costruiti intorno a un leader, vanno direttamente al governo o lottano per arrivarci, partiti di grande tradizione si dissolvono, poi magari risuscitano. Così in Inghilterra, così in Spagna, così per certi versi in Italia. E se i nuovi sono radicali, i vecchi sono costretti a coalizzarsi per fermarli.  La novità francese è che il partito nuovo non è radicale, vuole rilanciare l’Europa. Ma il partito nuovo dovrà con ogni probabilità allearsi con uno vecchio, o più di uno. Nelle elezioni legislative che si terranno a Giugno, Macron, sempre che vinca le presidenziali, molto difficilmente otterrà una maggioranza parlamentare col suo movimento. Dunque, i vecchi partiti non sono finiti. L’elettorato è moblie, i partiti pure.

Ho sempre sostenuto le primarie, non perché non ne veda i difetti, ma perchè il metodo alternativo – quello opaco delle segreterie – è peggio, e perchè è un modo, sia pure parziale, per rivitalizzare il rapporto dei partiti con gli elettori. Ma non mi sfugge che con le primarie hanno vinto Trump negli USA e Hamon in Francia, con un metodo simile Corbyn in Inghilterra. E invece Macron forse sarà presidente avendo bypassato le primarie del PSF e fondato il suo movimento. Insomma, le primarie a volte fanno vincere il populista, che poi vince anche le elezioni, a volta il radicale che poi perde le elezioni. E’ meglio fare un proprio partito o candidarsi a guidarne uno esistente?

La politica cambia, rimpiangere il passato non ha senso, meglio cercare di capire e progettare il nuovo. Ieri al cinema Isabelle Huppert (Le cose che verranno), professoressa di filosofia, citava Rousseau: “la democrazia è la forma di governo preferita dagli dei, perché gli uomini non ne sono all’altezza”. Invece Churchill disse che era la peggiore forma di governo, a parte tutte le altre. Chi aveva ragione?

 

 

One thought on “le cose che verranno

  1. Floriano bonifazi

    Amico Dottor Silvio concordo :Si non ha proprio senso rimpiangere il passato,basta solo ricordarsi che si vede piu lontanto se si sale sulle spalle dei giganti per progettare un futuro forse migliore
    Basta ricordarsi che tagliando le radici non rimane che,esposti al vento,continuare ad improvvisare e per non continuare ad improvvisare puo’essere addirittura piu’rassicurante trascurare un po’di piu’ le appartenenze e fidarsi di più delle competenze,partito nuovo o vecchio rinnovato sempre permettendo ovviamente

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *