amica veritas

by Lucas

Per molti Renzi non è uno statista. Per altri non lo è ancora. Non è simpatico a tutti. Di errori ne fa spesso. Si potrebbe dire: è un pessimo soggetto, ma è il migliore che abbiamo, come diceva quel tale.

Renzi è l’unica novità degli ultimi anni nella sinistra riformista. E’innegabile che dopo la figuraccia di Bersani abbia dato uno scossone e aperto delle prospettive.

Sembrava avesse una tendenza a vincere, che fosse fortunato. O comunque in tanti ci avevano creduto. La vicenda del referendum ha messo in evidenza che non è furbo come dicono. Uno furbo capisce se si sta infilando in una situazione senza sbocco.

“Ha sbagliato per arroganza”. Può essere, ma ha pure fatto vedere che è uno che crede in quello che fa. L’esatto contrario di molti suoi oppositori a sinistra…avete presente D’Alema? O qualche vecchia conoscenza, già craxiana di ferro, che guida la Cgil su una linea che rinnega la storia riformista di quel sindacato?

Con il pastrocchio del sistema elettorale ci vogliono alleanza per forza. Attenti però a non cercare un voto in più e perderne due. Si sentono tanti malumori in giro. Molti dei leader a sinistra del Pd non sono in buona fede, lo vede anche un gatto cieco. Solo propaganda e sempre e solo contro il Pd. La 7, Repubblica, Mediaset e compagnia gongolano. Hanno fatto diventare famosi personaggi che hanno battuto tutti i marciapiedi pur di dare addosso al Pd.

Difficile vedere come venir fuori da questa storia. Si può provare un’operazione verità.

Sinistra radicale e destra fanno proposte demagogiche e non dicono chi paga. Come diceva un sociologo, vanno in giro a dare numeri, ma un’autorità dovrebbe fermarli e chiedere loro i documenti.

Alla sinistra riformista conviene la verità. Quello che si può fare o no. Già si è spinto troppo con i bonus. Occorre maggiore selettività. Ci sono economisti che sostengono che l’età in cui si va in pensione non incide sulla sostenibilità della previdenza, nel senso che se si va in pensione prima  ringiovanisce la forza lavoro e aumenta la produttività. Che scoperta. Ma siamo sicuri che i conti tornino? Secondo Boeri, che oltre ad essere un economista presiede l’Inps, sarebbe un disastro.

Non è meglio puntare sulla riduzione per via fiscale del costo del lavoro? Più di quello che già si è fatto? Bisogna fare i conti, ragionare. Ai riformisti la demagogia non paga. Dire alla gente la verità conviene, come sa bene il fondatore del blog…amicus Plato, sed magis amica veritas

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