idee confuse

by Amicus Plato

D’Alema è velenoso e vendicativo, ma non è certo uno stupido: capisce che dopo il 4 marzo ci sarà un difficile problema di governabilità e cerca una soluzione. Che è ambigua perchè non può dire, soprattutto ai suoi, quello che pensa veramente, cioè che l’appoggio di Berlusconi al “Governo del Presidente” che propone (vedi il precedente post) sarebbe necessario. Il voto a un tale governo non verrebbe certo dai Cinque stelle, che pensano di avere tutto da guadagnare dall’instabilità e da nuove elezioni in tempi brevi.

Ma il commento di Grasso all’intervista di D’Alema fa cadere le braccia. Dice il leader di LEU che il suo partito darebbe il suo appoggio solo per fare una nuova legge elettorale. Già è demenziale dire agli elettori che votano per avere…una nuova legge elettorale, ma poi quale? E perchè cambierebbe le cose? Questo Grasso non lo dice.

Vediamo allora di approfondire. Quella che si è chiusa è la legislatura delle leggi elettorali: prima l’Italicum – maggioritario, doppio turno e ballottaggio – l’unica che dà garanzie di un governo dopo le elezioni; abbandonata dopo l’esito del referendum, perché non si possono fare due ballottaggi per due camere con esiti possibilmente diversi.

Poi è stato proposto il cosiddetto “modello tedesco” – proporzionale con soglia alta di sbarramento (5%): non avrebbe garantito una maggioranza subito dopo il voto, ma avrebbe semplificato il Parlamento, nel quale sarebbero entrati solo 5 o 6 partiti. Abbandonata a sua volta la scorsa estate per la defezione dei Cinque stelle e lo scontento di molti parlamentari che temevano che una volta approvata la legge si sarebbe andati ad elezioni anticipate..

Infine la legge con la quale andremo a votare il 4  marzo, con collegi uninominali che incentivano le coalizioni.
Bene, su tutte e tre i LEU, anche quando non si chiamavano così, hanno sparato a palle incatenate: sulla prima paragonandola a un attentato alla democrazia, sulla seconda perchè non favoriva le coalizioni. Ma anche sulla terza che pure favorisce le coalizioni che avevano reclamato a gran voce in precedenza. E infatti, quando Fassino per conto del PD  (e Napolitano, e Veltroni e Prodi) gli hanno chiesto di formare una coalizione, si sono rifiutati.

Allora cosa vogliono i LEU? Due sono le possibili risposte. La prima è che non lo sanno neanche loro, la seconda, più attendibile, è la stessa del precedente post: niente va bene se a proporlo è il PD, fintanto che ci sarà Renzi.

L’unico risultato che otterranno è fare perdere al centrosinistra qualche decina di collegi uninominali. Come si vede dalle proiezioni dei sondaggi per le Marche.

3 thoughts on “idee confuse

  1. Francesco Durantini

    Condivido. Lo scopo è farsi eleggere senza dipendere dalle regalie di Renzi (e hanno ragione perchè anche all’attuale minoranza il fiorentino, soprannominato dagli amici di infanzia ‘sparabombe, sta lasciando le briciole). Poi una volta eletti fare l’accordo con il PD sperando che nel frattempo il PD si sia liberato di Renzi visto il pessimo risultato elettorale (sotto il 25%). Giustamente avete detto che D’Alema sarà un rancoroso vendicativo ma stupido certo non è. Anzi.

    • Quindi confermi, l’unico obiettivo dei LEU è fare fuori Renzi, costi quel che costi
      P.S. Vedrai che alla fine gli alleati del Pd avranno più posti di quanti spetterebbero in base ai voti che raccoglieranno

  2. Ticket Renzi Gentiloni vincente . Avanti tutta!! Serietà ed Europa per battere la scimmietta ammaestrata .

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