l’allarme

by Amicus Plato

Un vecchio amico su facebook, a commento dei miei precedenti post, sottolinea l’articolo di Paolo Mieli ieri sul Corriere. In effetti, merita di essere letto.

Mieli fa uno scenario  per il dopo 4 marzo. Eccolo. Niente maggioranza parlamentare, un governo del Presidente con compiti limitati, come propone D’Alema, in particolare una nuova legge elettorale, e poi di nuovo elezioni. Questo governo dovrebbe avere l’appoggio di Pd, LEU e Forza Italia – quello che D’Alema solo sottintende per non mettersi contro i suoi – e dovrebbe coinvolgere i Cinque stelle dando loro la presidenza di una commissione per elaborare la nuova legge elettorale.

Ora i miei commenti sono i seguenti: in primo luogo se questa era ed è una possibile prospettiva, perchè diavolo i LEU hanno rifiutato la formazione di una coalizione con il Pd, dando un forte vantaggio elettorale al centrodestra? E’ evidente infatti, che in molti collegi, la candidatura dei LEU avrà l’unico effetto di non fare vincere i candidati del Pd e invece quelli del centrodestra o dei Cinque stelle.

Ma la considerazione più importante è un’altra. Lo scenario è inquietante: un governo debole, incapace di sedere con autorevolezza al tavolo europeo e di affrontare problemi importanti. Infatti, Mieli dice che l’unica cosa su cui le forze politiche che appoggerebbero il governo si troverebbero d’accordo è di aumentare il debito pubblico. L’instabilità politica si rifletterebbe sull’economia e potete immaginare chi avrebbe da guadagnare da nuove elezioni a breve.

E poi, una nuova legge elettorale, anche supposto che si riesca a fare, perchè dovrebbe cambiare la situazione e garantire una vera governabilità?

Temo che il mio amico abbia equivocato il senso dell’articolo di Mieli: il suo non è un suggerimento, nè un’approvazione della proposta del Governo del Presidente, è un allarme.

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