dichiarazione di voto

by Amicus Plato

Voterò Pd domenica prossima. Che scoperta, direte voi; già, ma credo che ci siano alcune buone ragioni anche per chi non è di solito un elettore Pd.

La prima è che i governi Renzi e Gentiloni hanno aggregato una buona squadra e hanno fatto nel complesso bene in una situazione difficile e con molti vincoli. Dubito fortemente che Berlusconi, Salvini o Di Maio avrebbero fatto, o farebbero, meglio.

La seconda è che il Pd e i suoi alleati dànno garanzie di un coerente ancoraggio all’Europa e al tempo stesso di proseguire un impegno per cambiare quello che nelle istituzioni e nelle politiche europee non va. Gli altri non dànno le stesse garanzie, neanche Forza Italia che fa parte del Partito popolare europeo ma si è alleata con chi in Europa sta su sponde opposte rispetto al PPE.

La terza è che il programma del Pd è credibile. Non che sia di facile realizzazione, ma non è una somma di promesse irrealizzabili; come certificato da vari studiosi indipendenti.

Ora, ci si può dividere su molte questioni di merito e singole proposte, ma la condizione di base è che la squadra sia buona, e non inventata, che l’ancoraggio all’Europa sia  serio e che il programma sia realizzabile.

Che poi il premier sia Gentiloni o Renzi, o un altro ancora, conta meno: Gentiloni è più equilibrato e inclusivo, Renzi più coraggioso; il primo non ha mostrato finora molto carisma, il secondo è stato a volte sbruffone.

Staremo a vedere, ma l’importante è che la coalizione riunita intorno al Pd abbia un ruolo centrale nell’equilibrio politico del dopo voto.

 

 

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