il Conte Tafazzi

dal nostro corrispondente a Bruxelles.

Dunque, Conte aveva concordato con Francia. Germania, Spagna, Olanda la nomina di Timmermans a presidente della Commissione UE. Eravamo nel giro dei principali paesi, ma poi da Roma è arrivato l’alt di Salvini, il vero presidente del Consiglio, e quello finto si è subito adeguato. Ha sconfessato l’accordo con l’argomento risibile che era frutto di un patto franco-tedesco e ha ritirato l’appoggio a Timmermans. Che è uno dei più aperti verso le esigenze italiane, contrario alle politiche di austerità e favorevole alla redistribuzione dei migranti, e proprio per questo inviso ai governi di Visegrad, ai quali Conte si è accodato.

Come risultato è stata scelta una ministra tedesca, di sicuro più rigorista sulle politiche di bilancio e vicinissima alla Merkel, mentre per la Banca centrale europea è stata designata Christine Lagarde: insomma, questo sì un patto a due tra Francia e Germania. Poi, è arrivata anche la beffa, per Conte non per l’Italia, perchè alla presidenza del Parlamento europeo è andato Davide Sassoli, del Pd, al quale i deputati leghisti, quelli di “prima gli italiani”, hanno votato contro.

Insomma, una figura ridicola per il Conte Tafazzi. Lo storico Carlo Cipolla ha definito in un suo libretto le regole della stupidità: mentre il saggio è chi fa il suo interesse e al tempo stesso quello degli altri, e il furbo è colui che fa il suo interesse ma non quello degli altri, lo stupido è quello che non fa nè il suo interesse nè quello degli altri.

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