Propongo semplicemente una considerazione, il tema è vasto e andrebbe affrontato con completezza.
Mi chiedo come mai in 40 anni di storia democratica governata dalla DC si siano prodotti provvedimenti ispirati da una altissima visione laica delle istituzioni mentre ora – che quella realtà è venuta meno – ci affanniamo a correre dietro a monnezza come quella proposta dalla Lega.
Sono convinto che qualche risposta debba essere trovata nel crollo del muro. Venuto meno l’elemento legittimante dei diversi modi di organizzare la politica, i partiti tentano di trovare legittimazione nelle religioni – rectius nell’apparato religioso – non essendo in grado di fornirsi di identità autonome.
Quello che mi chiedo è se il PD debba essere il soggetto che per primo abbandona la visione laica delle istituzioni (che peraltro trova ragione proprio nella parola del Cristo: “reddite quae sunt Caesaris, Caesari et quae sunt Dei, Deo” Matteo (cap.22 v.21).
Se poi vogliamo discutere della origine “giudaico-cristiana” delle cultura occidentale io propongo questa tesi: le istituzioni occidentali sono figlie della rivoluzione francese e americana che hanno creato i presupposti di un mondo occidentale moderno; le nostre radici si trovano nell’emancipazione dalla visione giudaico cristiana della cosa pubblica. Stessa vicenda si potrebbe vedere nell’opera di Mustafa Kemal Atatürk.
Uno dei problemi certi del Pd è che fa sempre così, quando ne ha la possibilità. Sfugge e si incarta. Glissa. Sfuma. E quando non può annacqua e va per le lunghissime. Si pensi alla pippa sulla massoneria. O al matrimonio tra omosex, che va bene in Argentina ma in Italia non se ne può parlare.
Il crocefisso fa il paio con le “radici cristiane” dell’Europa. Cioé fa parte di un metodo dei cattolici di convertirti per forza, per il tuo bene. E’ quindi l’opposto di un simbolo di laicità. Equivale alla balla che in Italia saremmo tutti cattolici soltanto perchè pochissimi si preoccupano di “sbattezzarsi”, pur essendo pienamente aconfessionali.
Dire queste cose oggi in Italia equivale a provocare il prepotere vaticano. Come, del resto, occuparsi delle proprietà della Chiesa, dello IOR e del finanziamento pubblico ai grandi eventi religiosi.
Del resto, se nemmeno i liberali della breccia accanto a porta Pia sono riusciti s separare Chiesa e Stato come si può sperare che ci riesca la magistratura europea? Chi volesse giocare con questo tema (gioco intellettuale, per le ferie d’estate) potrebbe andarsi a guardare la pratica del Pio Sodalizio dei Piceni di Roma. E’ un apologo delizioso. Si tratta di un sodalizio di marchigiani in Roma che finanzia lo studio di giovani marchigiani bisognosi, purchè cattolici.
Ai tempi dei liberali di porta Pia si provò a scrivere uno statuto che consentisse di aiutare anche i giovani marchigiani bisognosi e non cattolici, ma quella norma fu impugnata nei regi tribunali liberali e fu annullata. Allora. Figurarsi cosa succederebbe oggi. Naturalmente siamo nell’Italia cialtrona e inciuciona. Se un giovane bisognoso di borsa di studio non battezzato va dal parroco io credo che quel povero diavolo di prete un certificato falso di cattolicità finirà per firmarlo. Forse. Ma resta il fatto che il termine “Pio” alla voce “Pio Sodalizio dei Piceni” significa discriminazione e ricatto. Così stanno le cose, cari fratelli e cari compagni. E personalmente sono infastidito di fronte al tentativo in atto di costruire la Pia Unione Europea, la Pia Repubblica Italiana, e la Pia Regione Marche, che celebra la sua festa regionale il giorno anniversario della trasvolata della Casa di Loreto, mentre la Regione Toscana celebra la data dell’abolizione nel Granducato di Toscana della pena di morte, ai tempi di Canapone. Altra civiltà, altra cultura, altra dignità, ovvia!
Comment by mariano guzzini
July 21, 2010 @ 9:07 pm
…e, infine, anche per questo che non ho aderito al PD.
Al di là di ogni considerazione di merito è intollerabile e sicuramente incostituzionale l’obbligo di esporre il crocifisso. si può anche accettare che resti dove è sempre stato, in ossequio alla tradizione, ma l’obbligo di esporlo dappertutto..!
quanto al significato del simbolo e alle radici della nostra cultura, bisogna essere ben ignoranti per ridurle alla civiltà giudaico-cristiana, qualunque cosa questa dizione significhi.
Comment by giovanni mantovani
July 23, 2010 @ 12:21 pm
Non ho chiaro quale iniziativa si possa prendere (referendum abrogativo, petizione internet, ecc.), ma sarebbe molto utile che “Antelitteram” si facesse promotore di una iniziativa per non far mettere simboli religiosi nelle aule e sale delle Istituzioni pubbliche, in primis della Regione.
Mah. Per il suo bene io invece consiglierei Silvio di sottotitolare Antelitteram “pio blog con radici cristiane”. Costa niente e si è in pace con quelli che comandano in cielo, in terra e in ogni dove.
Comment by mariano guzzini
July 24, 2010 @ 11:30 am
Propongo semplicemente una considerazione, il tema è vasto e andrebbe affrontato con completezza.
Mi chiedo come mai in 40 anni di storia democratica governata dalla DC si siano prodotti provvedimenti ispirati da una altissima visione laica delle istituzioni mentre ora – che quella realtà è venuta meno – ci affanniamo a correre dietro a monnezza come quella proposta dalla Lega.
Sono convinto che qualche risposta debba essere trovata nel crollo del muro. Venuto meno l’elemento legittimante dei diversi modi di organizzare la politica, i partiti tentano di trovare legittimazione nelle religioni – rectius nell’apparato religioso – non essendo in grado di fornirsi di identità autonome.
Quello che mi chiedo è se il PD debba essere il soggetto che per primo abbandona la visione laica delle istituzioni (che peraltro trova ragione proprio nella parola del Cristo: “reddite quae sunt Caesaris, Caesari et quae sunt Dei, Deo” Matteo (cap.22 v.21).
Se poi vogliamo discutere della origine “giudaico-cristiana” delle cultura occidentale io propongo questa tesi: le istituzioni occidentali sono figlie della rivoluzione francese e americana che hanno creato i presupposti di un mondo occidentale moderno; le nostre radici si trovano nell’emancipazione dalla visione giudaico cristiana della cosa pubblica. Stessa vicenda si potrebbe vedere nell’opera di Mustafa Kemal Atatürk.
Nel frattempo invito a leggere La Stampa: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=113&ID_articolo=823&ID_sezione=242&sezione
Comment by Ezio Gabrielli
July 21, 2010 @ 6:27 pm
giusto
Comment by marco
July 21, 2010 @ 6:40 pm
Uno dei problemi certi del Pd è che fa sempre così, quando ne ha la possibilità. Sfugge e si incarta. Glissa. Sfuma. E quando non può annacqua e va per le lunghissime. Si pensi alla pippa sulla massoneria. O al matrimonio tra omosex, che va bene in Argentina ma in Italia non se ne può parlare.
Il crocefisso fa il paio con le “radici cristiane” dell’Europa. Cioé fa parte di un metodo dei cattolici di convertirti per forza, per il tuo bene. E’ quindi l’opposto di un simbolo di laicità. Equivale alla balla che in Italia saremmo tutti cattolici soltanto perchè pochissimi si preoccupano di “sbattezzarsi”, pur essendo pienamente aconfessionali.
Dire queste cose oggi in Italia equivale a provocare il prepotere vaticano. Come, del resto, occuparsi delle proprietà della Chiesa, dello IOR e del finanziamento pubblico ai grandi eventi religiosi.
Del resto, se nemmeno i liberali della breccia accanto a porta Pia sono riusciti s separare Chiesa e Stato come si può sperare che ci riesca la magistratura europea? Chi volesse giocare con questo tema (gioco intellettuale, per le ferie d’estate) potrebbe andarsi a guardare la pratica del Pio Sodalizio dei Piceni di Roma. E’ un apologo delizioso. Si tratta di un sodalizio di marchigiani in Roma che finanzia lo studio di giovani marchigiani bisognosi, purchè cattolici.
Ai tempi dei liberali di porta Pia si provò a scrivere uno statuto che consentisse di aiutare anche i giovani marchigiani bisognosi e non cattolici, ma quella norma fu impugnata nei regi tribunali liberali e fu annullata. Allora. Figurarsi cosa succederebbe oggi. Naturalmente siamo nell’Italia cialtrona e inciuciona. Se un giovane bisognoso di borsa di studio non battezzato va dal parroco io credo che quel povero diavolo di prete un certificato falso di cattolicità finirà per firmarlo. Forse. Ma resta il fatto che il termine “Pio” alla voce “Pio Sodalizio dei Piceni” significa discriminazione e ricatto. Così stanno le cose, cari fratelli e cari compagni. E personalmente sono infastidito di fronte al tentativo in atto di costruire la Pia Unione Europea, la Pia Repubblica Italiana, e la Pia Regione Marche, che celebra la sua festa regionale il giorno anniversario della trasvolata della Casa di Loreto, mentre la Regione Toscana celebra la data dell’abolizione nel Granducato di Toscana della pena di morte, ai tempi di Canapone. Altra civiltà, altra cultura, altra dignità, ovvia!
Comment by mariano guzzini
July 21, 2010 @ 9:07 pm
…e, infine, anche per questo che non ho aderito al PD.
Comment by Ro.Ca.
July 22, 2010 @ 1:37 pm
Al di là di ogni considerazione di merito è intollerabile e sicuramente incostituzionale l’obbligo di esporre il crocifisso. si può anche accettare che resti dove è sempre stato, in ossequio alla tradizione, ma l’obbligo di esporlo dappertutto..!
quanto al significato del simbolo e alle radici della nostra cultura, bisogna essere ben ignoranti per ridurle alla civiltà giudaico-cristiana, qualunque cosa questa dizione significhi.
Comment by giovanni mantovani
July 23, 2010 @ 12:21 pm
Non ho chiaro quale iniziativa si possa prendere (referendum abrogativo, petizione internet, ecc.), ma sarebbe molto utile che “Antelitteram” si facesse promotore di una iniziativa per non far mettere simboli religiosi nelle aule e sale delle Istituzioni pubbliche, in primis della Regione.
Comment by Antonio Di Stasi
July 23, 2010 @ 4:09 pm
Mah. Per il suo bene io invece consiglierei Silvio di sottotitolare Antelitteram “pio blog con radici cristiane”. Costa niente e si è in pace con quelli che comandano in cielo, in terra e in ogni dove.
Comment by mariano guzzini
July 24, 2010 @ 11:30 am