diario elettorale 23/4
by Amicus Plato

Come impostare la campagna elettorale nei confronti di Galeazzi e della sua lista? Penso che il principio guida debba essere quello biblico: occhio per occhio e dente per dente. Nel senso che, se Galeazzi vuole un serio confronto sui programmi deve essere benvenuto: ad esempio sul Corriere Adriatico di oggi, Mariangela Paradisi, che i lettori di antelitteram conoscono bene, e che è consulente per il programma e forse domani in lista per Galeazzi, sostiene che il PD non ha un progetto. Bene, il PD sfidi lei e il suo leader ad un confronto sui rispettivi programmi per la città, e si vedrà se alla forza della polemica corrisponde quella delle idee.
Se invece Galeazzi dice che Gramillano farà la fine di Sturani – a parte il lapsus, perchè se farà la fine di Sturani vuol dire che avrà vinto le elezioni – data l’eterogeneità della coalizione che lo sostiene, gli va risposto che ciò non accadrà, perchè Gramillano non avrà la sfiga di avere Galeazzi che lavora per detronizzarlo: va cioè ricordato che la Giunta Sturani non è caduta perchè aveva una maggioranza eterogenea, visto che il PD aveva la maggioranza assoluta in Consiglio, ma per divisioni interne al PD, che Galeazzi ha attivamente alimentato ed esasperato con l’obiettivo di fare cadere Sturani e prendere il suo posto.
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Ciò detto, la dichiarazione di Giacomini, segretario del PDCI, sulla sua lista anticapitalista e comunista, è insensata. In primo luogo, perchè stiamo parlando di un’elezione comunale, non della rivoluzione bolscevica, e il Metro non è il Palazzo d’inverno; in secondo luogo perchè ogni componente di una coalizione dovrebbe avere un senso di responsabilità misurato sull’esito dell’intera alleanza. Può anche darsi che quella dichiarazione serva a Giacomini per avere qualche voto per la sua lista o per dimostrare la sua combattività al tavolo della trattative, ma certo non serve al candidato Sindaco e alla coalizione. Insomma, la logica elettorale non può essere quella proporzionalista, ma quella maggioritaria.
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Nella sua intervista Mariangela dice che nel PD non c’è dibattito e cita, a mo’ di esempio, la situazione regionale. Ma perchè non cita quella comunale di Ancona? Si può davvero sostrenere che ad Ancona nel PD non c’è dibattito? Non scherziamo, ce ne è stato perfino troppo nell’anno passato, con divisioni laceranti. E di recente cinquemila persone hanno partecipato alle primarie per scegliere i candidato. Già, ma queste per Mariangela e Galeazzi sono state una burla. Renato aggiunge che lui avrebbe potuto vincerle, ma ha preferito non farlo, per non avere le mani legate. Legate da chi? Nelle primarie avrebbe potuto sostenere le sue posizioni e se avesse vinto nessuno avrebbe potuto contestarle. La verità è che non ha avuto il coraggio di rischiare di perdere.
E quanto alla democrazia, abbiamo ben presente i limiti di quella del PD, ma che democrazia c’è, e domani che democrazia ci sarebbe se vincesse le elezioni, in una lista civica in cui tutto dipende dalla decisioni di uno solo?
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Duca dice che la sua è la vera sinistra. In realtà, assomiglia più a Di Pietro che a Bertinotti; con grave e comprensibile preoccupazione di Favia e Ciotti. Se Bugaro vuole mettere un parcheggio a Piazza Cavour, Duca ci metterebbe la ghigliottina sopra, e i primi condannati sarebbero Galeazzi e Sturani.
Un accordo del PD con lui non è stato mai nell’ordine delle cose possibili; anche perchè non lo ha mai realmente voluto: mentre ancora si trattava, già gli striscioni “Duca Sindaco” erano stati appesi.
Neanche la sua associazione “La sinistra” è entusiasta di questa candidatura, che non rappresenta di sicuro una novità per la città: anzi, insieme a quella di Galeazzi, rievoca vecchi conflitti di una stagione tramontata che i due protagonisti – come Jack Lemmon e Walter Matthau – pieni di acciacchi politici, cercano di fare rivivere. Ma la hanno voluta, convinti che sia l’unica via per un successo elettorale che faccia convergere voti sulla loro lista. Quello che cercano è l’egemonia sulla sinistra radicale anconetana, cannibalizzando Rifondazione comunista e il PDCI.
Sai bene, Amicus, che spesso è difficile decidere qual è la variabile dipendente e quale la indipendente. Dipende da cosa si vuole dimostrare, vale a dire dal punto di vista dell’osservatore. Insomma, spesso causa ed effetto si confondono.
Per te la causa della caduta di Sturani è Galeazzi; per me la lista civica di Galeazzi è l’effetto di un dissenso che non ha trovato ascolto nel PD. Per me la mancanza di un progetto politico nel PD, anche regionale, è la causa del suo evidente fallimento; per te è solo l’effetto (trascurabile) della necessità di continuare raccogliere voti facendo leva sulle camarille di sempre. Per me la non partecipazione alle primarie di Galeazzi è l’effetto di primarie burletta (che non sono una regola, come era stato promesso, perché non si “concedono” quando non fa comodo, vedi Montemarciano, e si “concedono” quando fa comodo); per te è l’effetto di una volontà di “dominio” di Galeazzi.
Una lista civica è per definizione una lista che ha il compito di elaborare un programma amministrativo. Altrimenti sarebbe un partito. Gramillano, esponente di un partito, dovrebbe avere il compito di elaborare un programma amministrativo in base – e rispettando – un progetto politico. Il progetto c’è? No. Ci sarà? Non credo. Tanto più che la mistiganza che contraddistingue i firmatari del programma amministrativo (che poi firmano non “in nome e per conto di”, ma in prima persona perché sono praticamente rimasti soli nei rispettivi “partiti”), mai e poi mai potrebbe generare uno straccio di progetto politico. Se succedesse, avremmo quadrato quel famoso cerchio e l’Ulivo sarebbe un partito. Chissà, forse c’è più PD (progetto politico) nella lista Galeazzi, di quanto ce ne sia nel “PD che non c’è”.
Tu dici che nella lista civica decide uno solo; io dico che in quella lista civica c’è una persona che ha il coraggio di prendersi la responsabilità di decisioni collegiali (leggasi: democrazia). Invece nel “PD che non c’è”, con la scusa di una democrazia assembleare mai esistita, nessuno prende su di sé quella responsabilità.
Ciao, ciao
Comment by Mariangela
April 23rd, 2009 @ 1:57 pm
mariangela, a me non dispiace essere criticato, ma vorrei esserlo per quello che scrivo, non per quello che non scrivo.
Non ho scritto che Galeazzi è stato la causa della caduta di Sturani, ma che ha contribuito attivamente a alimentare le divisioni nel PD, con l’obiettvo di farlo cadere; e questa non è un interpretazione, ma un fatto.
Non ho scritto che il suo rifiuto a partecipare alle primarie è stato dovuto alla sua volontà di dominio, ma che ha avuto timore di perderle. D’altra parte, e anche questo è un fatto, fino all’ultimo ha sperato che il PD gli offrisse la candidatura; proprio quello schifo di PD di cui parli.
Quanto a programma e progetto, spero proprio in un bel confronto. E sono molto curioso di vedere il tuo contributo.
Comment by Amicus Plato
April 24th, 2009 @ 10:49 am
Caro A.P. una domanda? Secondo te per quanto tempo ancora ci dovremo tenere il rudere dell’ex Metropolitan in centro se Gramillano diverrà il sindaco?
Al di la dell’analisi di Mariangela, che condivido, la sua decisione di “prendere a bordo” anche PRC e PdCi, se dal punto di vista dei voti farà guadagnare pochissimi consensi in più, dall’altro gliene farà perdere molti tra i quali, per quello che può valere, il mio e di coloro che hanno una certa allergia per “Falce e Martello”.
Secondo me Gramillano gioca per perdere: contento lui…
Comment by raniero
April 24th, 2009 @ 11:06 am
neanche io condivido l’alleanza con RC e PDCI, che porteranno più problemi che voti, ma questo non è sufficiente a non farmi votare il partito di cui faccio parte. Un partito non è un albergo a ore.
Quanto alla falce e martello, fui contento quando vennero tolti dal simbolo del PDS, ma non sono così ipocrita da dimenticare che sono stato eletto, come pure lo è stato Galeazzi, in coalizioni in cui c’era Rifondazione comunista.
Comment by Amicus Plato
April 24th, 2009 @ 11:22 am
Amicus… lo sai che ti voglio bene. Ma devo dirti che si sente lo stridio delle tue unghie sullo specchio.
Primo punto. se A influenza B e B influenza C, per la proprietà transitiva A influenza C. Ergo Galeazzi, secondo la tua analisi, ha di fatto contribuito a far cadere Sturani.
Secondo punto: Le primarie si perdono sempre, se sono burlette. Perché allora “il timore” di perderle, come tu scrivi?
Terzo punto. Galeazzi ha sperato che il PD gli offrisse la candidatura? Non so che dirti. Ma comuque, se fosse vero, la risposta è una domanda: e allora? Anch’io fino all’ultimo ho sperato che il PD fosse diverso da quello che è…
UItimo punto. Vuoi un confronto? Chiedilo a Galeazzi, non a me. Però sappi che il mio contributo si confonde con quello degli altri. Siamo in tanti a metterci analisi, idee e progetti e i personalismi non mi appartengono. Ovviamente, sempre disponibile per un dibattito, se rientra nelle strategie di Galeazzi per la sua campagna elettorale. Purché, ovviamente, io abbia le competenze per discutere l’argomento proposto. Non sono un politico di mestiere né un assessore regionale. Io.
Comment by Mariangela
April 24th, 2009 @ 1:45 pm
Ultimamente sono dell’idea che sia il momento di applicare la massima “poche chiacchiere, molti fatti”, e su questa linea reagisco con il silenzio al vociare che dilaga in questi giorni di inizio campagna elettorale… Ma Amicus è sempre capace di stimolare la reazione anche nell’interlocutore più recalcitrante, per cui voglio sottoporre ai frequentatori di A.L. un quesito che credo potrà dare nuove prospettive a queste amene chiacchierate:
Se l’auspicio espresso da Fiorello Gramillano di vincere al primo turno non dovesse verificarsi, come si schiereranno i c.detti “transfughi” del PD? In sintesi:
IPOTESI 1. Secondo Turno con Gramillano e Bugaro (evento probabile): chi pensano di sostenere gli ex-Piddini ora sostenitori di Galeazzi? Si “tureranno il naso” e voteranno PD, oppure faranno il triplo salto mortale e voteranno il PDL? O, peggio ancora, “spernacchieranno” il diritto-dovere di votare e se ne andranno al mare perché, tanto, “quei” politici sono tutti uguali, è tutto lo stesso schifo (tranne, guardacaso, la loro lista)?
IPOTESI 2. Secondo Turno con Gramillano e Galeazzi (meno probabile): sono disposti gli ex-Piddini ad accettare l’appoggio (e quel che ne consegue)del centrodestra pur di vincere sull’odiato apparato celato dietro il “mite Preside”?
IPOTESI 3. Secondo turno con Bugaro e Galeazzi (improbabile): sono disposti gli ex-Piddini a cercare il sostegno di quei “brutti ceffi” degli ex-compagni di Partito?
La lista civica ha questo di bello, che può fare tutto e il contrario di tutto; mi piacerebbe sapere se a questo tipo di gioco sono disponibili anche coloro che la sostengono….
Comment by stefano perilli
April 25th, 2009 @ 2:23 pm
Falce e martello a parte, che non vedo a chi possa provocare eruzioni cutanee e conati di vomito sempre che la si consideri parte di una memoria italiana da ripensare periodicamente assieme all’edera, all’ulivo e a quant’altro ha rappresentato nel secolo scorso passioni, progetti e speranze, va ribadito un punto.
Posto che la politica anconitana negli anni si caratterizzò anche per una separazione del PRC dalla maggioranza, e che questa scelta politica non fu un capriccio ma un momento della ricerca della più giusta collocazione dei post comunisti, se e quando ne parlassimo seriamente dovremmo capire meglio le ragioni della successiva irrilevanza sostanziale di quella scelta. Senza rifletterci molto, mi viene da dire che la politica politicante ha stracciato il significato di quella scelta e reso lo scenario grigio, opaco e disperante. Al punto che la crisi devastante non ebbe segni politici ma solo esasperate personalizzazioni di un conflitto di puro potere.
Se questo fosse vero, avrebbe poco senso oggi opporsi all’alleanza con la falce e martello. Già detta così la questione fa un pochino ridere. E lascia inaffrontato il tema ben più corposo e vitale dell’assenza di politiche verso gli alleati di destra o di sinistra nell’allegro circo Barnum spiritosamente denominato partito democratico di Ancona (o di Roma, o delle isole Eolie… a piacere). E’ del tutto ridicolo porsi a freddo e in assenza di politiche perseguite nel tempo il rapporto con Udc o con Prc. O con i repubblicani.
Dove una politica è stata tentata (a Trento, per dirne una) la Politica ha vinto. Dove non si pensa da anni all’esistenza di altre forze politiche è surreale porsi il tema delle alleanze al centro ovvero a sinistra. Totalmente e desolantemente surreale.
Comment by mariano guzzini
April 26th, 2009 @ 8:16 am
Neanche io sono particolarmente contento che l’alleanza politica che sostiene Gramillano sia così composita: avevo proposto che corressimo da soli al primo turno perché avevamo bisogno di un bagno purificatore e anche perché da alcuni attuali e vecchi alleati erano venute forti critiche al PD e al suo modo di amministrare. Ora il senso di real politik prevale su tutto il resto e anche oggettive visioni amministrative diverse si superano in nome dell’unità: non mi stupisce più di tanto, è già successo alivello nazionale, anche se con risultati imbarazzanti e a livello locale. In altre parole avrei preferito procedure diverse, ma non mi sogno di far venir meno il mio sostegno a Gramillano. Ancona non è il metropolitan; e il metropolitan non può diventare vessillo o bandiera di nessuno: è un immobile privato e Gramillano sa bene come quel (piccolo) problema va affrontato. Quanto alla democrazia pensare che Galeazzi con la sua lista lo incarni significa non conoscerlo. Chi ha fatto il consigliere quando lui era sindaco lo sa bene: in cima ai pensieri di Galeazzi c’è solo Galeazzi. Ciò nonostante ho votato per lui più volte, così come ho votato per Duca, perché erano i candidati del mio partito. Il modo che Galeazzi ha di ringraziare il sistema partito è quello di andarsene per perseguire i suoi obiettivi: per chi deve al sistema dei partiti sia la sua carriera professionale che quella politica mi sembra un modo deprecabile di comportarsi e sufficiente a giudicarlo; se a questo aggiungiamo il suo oggettivo contributo alla caduta di Sturani, il quadro è ben delineato. Quanto ai programmi suggerisco ad A.L. di organizzare un incontro/confronto sui programmi, così vediamo chi ha più da dire e meglio.
Comment by enrico turchetti
April 26th, 2009 @ 9:19 am
mariangela,
non perdo la speranza che almeno la logica non sia influenzata dalla campagna elettorale:
1. di sicuro, Galeazzi ha contribuito alla caduta di Sturani, ma non è stato LA causa della sua caduta, come tu mi fai dire. Insomma, non tutta la colpa è sua.
2. Non è che Galeazzi non ha partecipato alle primarie perchè erano una burla; è vero il contrario, ha detto che erano una burla per giustificare che non partecipava.
3. Se fino a ieri ti aspetti la candidatura di un partito, oggi non puoi dire che quel partito fa schifo. Forse che il tuo giudizio su quel partito dipende dal fatto che TU sia il candidato?
Comment by Amicus Plato
April 26th, 2009 @ 10:25 am
Ben detto, Amicus
Comment by mario
April 26th, 2009 @ 12:15 pm
Io ho una visione critica del Pd, perché ritengo che abbia fallito sul piano del rinnovamento organizzativo e soprattutto di idee e contenuti programmatici. Si ha l’impressione di una sommatoria di tanti spezzoni di storie passate, di cordate di interessi, che non trovano composizione in un terreno comune. La mia idea è anche che sono rimasti arroccati a questo partito, purtroppo, quelli meno aperti al cambiamento e meno propositivi. Però se mi chiedo di chi sono le responsabilità, faccio fatica a non pensare ad una responsabilità collettiva, sia pure con gradi diversi. E allora non capisco la scelta di Mariangela, che pure stimo e considero amica. Come si fa a non vedere la specularità di atteggiamento fra Duca e Galeazzi nell’approccio alla politica? Due individualità che ritengono di essere al di sopra di tutto e tutti, con la convinzione di “avere la verità in tasca”, l’uno, sicuramente in buona fede, (Duca), con l’unico riferimento ad un pezzetto picolissimo di sinistra che lo segue ciecamente (e non si accorge che la Sinistra affonda definitivamente), l’altro con l’unico riferimento a se stesso (anch’io Enrico li conosco molto bene!) e ora a quel gruppetto di uomini e donne funzionali ad un suo disegno personale (ma con la stessa idea “salvifica” dell’altro).
E i poveri elettori? Questa povera città che sembra sempre più abbandonata, addormentata e polverosa?
E’ tanto che mi chiedo come si possa uscire da questa palude. Non certo con un partito (residuo) che pensa di scegliere candidati per non cambiare niente, un partito senza una strategia, pieno di sospetti e paure, incapace di pensare ed elaborare…ma qui il discorso sarebbe lungo e da fare altrove. Spero solo che Gramillano ci riservi una sorpresa..a volte sotto la mitezza..nell’imprevedibilità dei casi chissà..
Ma è chiaro che resterebbe, anche in caso di vittoria, il problema di un partito che agonizza invece che rinascere.
Comment by maria grazia camilletti
April 27th, 2009 @ 11:01 am
La fine e l’inizio,
di Wislawa Szymborska
termina così:
(ma consiglio di leggerla tutta, non necessariamente in polacco)
“Chi sapeva di che si trattava,
deve fare posto a quelli
che ne sanno poco.
E meno di poco.
E infine assolutamente nulla.
Sull’erba che ha ricoperto
le cause e gli effetti,
c’è chi deve starsene disteso
con una spiga tra i denti,
perso a fissare le nuvole”.
E’ solo una poesia. Ma rende l’idea. Per chi preferisse la prosa dalla serata di festa per il compleanno di D’Alema giunge la notizia che il Nostro si rimetterà a fare politica in prima fila.
Difendiamo l’alegria.
Comment by mariano guzzini
April 28th, 2009 @ 8:35 am
Cara Maria Grazia, io ho il vantaggio di aver conosciuto Galeazzi solo recentemente. Dunque, non nutro quei preconcetti e pregiudizi che sempre accompagnano chi ha governato e che, alimentati dai politici di mestiere, mi pare seguano Galeazzi come un’ombra. Però, nulla di nuovo sotto il sole. Se il consenso verso un personaggio politico fosse del 100%, dovremmo chiederci se per caso non è il Messia e prepararci a riabbracciare nostra nonna perché i morti stanno risorgendo.
A me bastano altre valutazioni. Il progetto di Galeazzi è serio; le modalità con cui lo sta portando avanti, pure; i contenuti, anche; la conoscenza della città e della “macchina amministrativa”, così difficile da avviare per un pivello, è perfetta. Tutto ciò – aggiunto al fatto che il PD non esiste – mi è sufficiente. Forse la mia opinione è influenzata dalla frequentazione del mondo universitario dove le “individualità“, come tu le chiami, sono la regola (Pacetti sta diventando una sorta di Carlo Bo locale, ve ne siete accorti?) e dunque che qualcuno si proponga come “leader” non mi sconcerta. Purché sia in grado, anche caratterialmente, di assumersi la responsabilità della leadership.
Buona fede di Duca e malafede narcisistica di Renato Galeazzi, tu scrivi. Maria Grazia, mi pare una considerazione un po’ astiosa. Dare dei giudizi così personali è come dire che Tizia ha fatto carriera perché l’ha data a Caio: indimostrabile il contrario. Io in genere evito, e mi attengo ai fatti.
Ciao,
P.S. Una domanda: ma che vi ha fatto ’sto Galeazzi per farsi tanti nemici tra voi politici di mestiere? Me lo fate sapere? Così, magari, la mia stima per lui cresce ancora…
Comment by Mariangela
April 28th, 2009 @ 8:42 am
Speriamo passi presto questo mese stracarico di veleni. Un paio di giorni fa ero appena uscito dalla sede elettorale di Gramillano e ho incontrato Renato, appena uscito dal suo ambulatorio. Ci siamo fatti una comarata classica, giocando un pochino, da vecchi amici. Appena tornato a casa ho ricevuto una telefonata da un quotidiano locale. La nostra serena chiacchierata era stata segnalata, e il quotidiano voleva fare lo scoop: “anche tu vai nella lista di Galeazzi?” mi hanno chiesto.
Speriamo che questo mese passi in fretta.
Comment by mariano guzzini
April 29th, 2009 @ 3:50 pm
Parole sante, Mariano. I poveri suini al confronto ci fanno un baffo col virus che ci hanno rifilato!
Comment by Mariangela
April 29th, 2009 @ 5:41 pm
Bisogna fare attenzione agli innamoramenti improvvisi!!
Galeazzi è una persona vendicativa ma che importa!! Chi viene da fuori non lo conosce perchè chi lo conosce lo evita.
Un po’ come la teoria di Montanelli sul “Berlusconi vaccino” “Quell’uomo è una malattia”, disse. “Si cura solo con il vaccino. Una bella iniezione di Cavaliere premier per diventare immuni”. Eppure Berlusconi è ancora lì, e più forte di prima.
Provate a mettere al posto del nome Berlusconi il nome Galeazzi ed il gioco è presto fatto.
Auguri a tutti …speriamo bene.
Comment by mafalda
April 29th, 2009 @ 7:11 pm
Cara Mariangela anch’io mi riferisco a fatti e a esperienze e quindi non a pre-giudizi, ma mi fermo qui. Spero che ci ritroveremo tra un pò a discutere con allegria (speriamo che gli avvenimenti ce lo permettano!) da buone amiche su quanto avverrà (io rimarrò “distesa sull’erba con una spiga tra i denti”)
Grazia
Comment by maria grazia camilletti
April 29th, 2009 @ 7:58 pm
Certamente, Maria Grazia. Mi fa piacere chiacchierare con te. Ovviamente in allegria. A presto,
Comment by Mariangela
April 30th, 2009 @ 12:30 pm