i consigli di catia
Catia Ventura, della libreria Iobook di Senigallia, www.iobook.it, ci manderà ogni tanto i suoi consigli di lettura (come vedrete, le piacciono i gialli). Questi sono quelli di settembre.
by Catia Ventura

Chiusi gli ombrelloni, torniamo a leggere nei consueti luoghi quotidiani, dal divano al treno, dal letto all’autobus e i libri vanno scelti con maggiore cura. In attesa delle novità autunnali e delle strenne natalizie, vediamo che c’è da recuperare tra le uscite estive. Due titoli, tra i più venduti, non tradiscono le promesse: lo spassoso “Zia Mame”, di Patrick Dennis (Adelphi, euro 19.60) e “Il suggeritore” di Donato Carrisi (Longanesi, euro 18.60) non a caso vincitore del Premio Bancarella.
Divertente e delicato, il primo racconta in un concentrato di comicità e cultura, i grandi movimenti degli Stati Uniti negli anni Venti – dalla crisi del ‘29 alle avanguardie artistiche, dalle lotte per i diritti civili, alla Bahaus e ai magazzini Macy’s – attraverso gli occhi di un adolescente affidato ad un’affascinante zia. Un personaggio femminile folle e fantastico, quanto indimenticabile. A distanza di più di cinquant’anni l’editoria italiana ha riscoperto questo capolavoro dimenticato, un romanzo che alla sua uscita negli Stati Uniti, nel 1955, balzò subito in vetta alle classifiche di vendita.
Pieno di azione, colpi di scena, invece, il libro di Carrisi, ha un ritmo cinematografico fin dalle prime pagine. Ammiccando un po’ a Deaver, Carrisi ci propone un’indagine mozzafiato con la squadra investigativa del Dipartimento di Scienze comportamentali della Polizia federale, guidato dall’ispettore capo Roche e dallo psichiatra e criminologo Goran Gavila. A loro si unisce l’investigatrice Mila Vasquez, specializzata nel ritrovamento di persone scomparse, in un’indagine ad alta tensione, in cui ogni omicidio viene usato per svelare un crimine ancora più efferato, sotto l’accurata regia di un suggeritore…
Quest’estate, la casa editrice Marcos Y Marcos ha mantenuto fede al suo impegno di produrre di meno e leggere di più. Alcune proposte vanno citate: il delizioso “Assassinio in libreria” di Lello Gurrado. L’omicidio della signora italiana del giallo, Tecla Dozio della Sherlockiana di Milano, sotto gli occhi stupefatti degli amici scrittori venuti a festeggiarla. Pinketts, Biondillo, Faletti, Lucarelli, Camilleri vorrebbero contribuire alle indagini; Fred Vargas, Jeffery Deaver e gli altri divi internazionali dubitano dei metodi della polizia italiana e si intromettono a più non posso.
Marcos Y Marcos ha anche proposto un nuovo titolo dello scrittore veneto e insegnante di agraria, Fulvio Ervas: dopo “Pinguini arrosto”, un nuovo caso per l’ispettore Stucky, al ritmo di prosecco e spritz per le osterie di Treviso, “Buffalo Bill a Venezia”. Ma per il lettore è solo il pretesto per riflettere su stranieri e nuovi barbari e per scoprire di Venezia un dedalo di strade lontane dai soliti tragitti. Sempre a Venezia è ambientato pure l’ultimo lavoro di Ervas, “Follia docente”, una malattia da curare con una cura omeopatica. Una flebo della scuola che verrà. Utile ai precari e piacevole per tutti.
Tra i finalisti dello Strega, da non dimenticare “L’ultima estate” di Cesarina Vighi (Fazi, euro 18.00), vincitore, poi, del Premio Campiello. Un magnifico inno alla vita, come lo ha definito Marino Sinibaldi, che ha eclissato un altro ottimo lavoro pubblicato da Fazi, “Ci saranno altre voci”, di Giovanni Ricciardi, con il suo commissario Ponzetti. Il Montalbano romano, a detta di Lodoli.
Altre conferme femminili nel giallo. La francese Dominique Madotti (“Vite Bruciate”, Tropea, euro 16.60) vincitrice del prestigioso premio International Dagger 2008 per la migliore opera tradotta (gli altri finalisti erano Andrea Camilleri, Stieg Larsson, Martin Suter e Fred Vargas): un thriller politico-finanziario con protagonista il mondo dei lavoratori immigrati nella Francia del Nord; Elisabetta Bucciarelli con il suo “Io ti perdono” (Kowalski, euro 14.00) e il suo ispettore, Maria Dolores Vergani, ci regala un noir molto impegnato ed elegante.
Un saggio,infine, di un filosofo dei mass media, “La filosofia di Lost” di Simone Regazzoni: l’isola della famosa serie di Rai due e Fox, come metafora della realtà, della possibilità di ri-costruire una comunità “altra”. “Lost – dice Regazzoni – mette in scena l’enigma della verità“, e l’autore lo fa a partire da Deridda, Gramsci e Aristotele. Non è un caso che i personaggi abbiano i nomi di famosi pensatori, dal cacciatore (di verità?) John Locke a Jeremy Bentham, alla scienziata Danielle Rousseau, al monaco-soldato Desmond David Hume. Lost inoltre rappresenta l’apoteosi del relativismo, perché mette in discussione l’esistenza stessa del mondo esterno: sull’Isola esiste solo la percezione relativa, non ci sono verità assolute. Ci sono solo domande e nessuna risposta.
Questo è quanto c’è dietro la vetrina, che fuori è tornata Sophie Kinsella con il suo ultimo successo, “La ragazza fantasma”, Mondadori euro 18.50.
Se mi posso permettere, do anch’io qualche suggerimento (quando un libro mi è piaciuto, non posso fare a meno di condividerlo: anzi, alla prima occasione ne regalo una copia agli amici).
Sono libri, salvo due, che mi ha consigliato “la concorrenza” (Fabrizio Marcantoni della libreria Sapere) ma spero che Catia non se ne avrà a male. La libreria è un po’ come il supermarket: andiamo dove siamo abituati. A volte, anche solo per gironzolare.
- Erri De Luca; “il giorno prima della felicità” e “In nome della madre”. Il primo: Napoli ai tempi della guerra; un ragazzino orfano ospitato da un portiere di uno stabile; un ebreo nascosto, che cita i principi della sua fede. E una storia che, inesorabile, si ripete. Il secondo: è Maria, la madonna, raccontata da un ateo. Il più bell’elogio alle donne che abbia mai letto;
- Michela Murgia; “Accabadora”. La Sardegna, le vecchie usanze. Una bambina “ceduta”. Donne coperte da scialli neri che misteriosamente escono di notte…
- (non mi ricordo gli autori: il libro l’ha preso mia figlia); “Il giorno che Nina Simone smise di cantare”. Il Libano e la sua guerra. E una donna libera, perché libera l’ha fatta essere suo padre;
- Carole Martinez; “Il cuore cucito”. La Spagna e la magia a cui tutti noi facciamo finta di non credere;
- Kathryn Stochett; “L’aiuto”. Missisipi, ma non la schiavitù. Eppure, al tempo di Kennedy, ancora qualcosa da sistemate c’è. E le governanti di colore ci provano;
- Anilda Ibrahimi; “Rosso come una sposa”. Magnifico. L’Albania e le sue donne che reggono le sorti della loro vita e di quella degli altri, come sempre. Un mondo che non conoscevo e ora conosco. A volte basta un romanzo.
- Zia Mame? L’ho letto. Gradevole. Ma se dobbiamo andare sul divertente, non ci si può scordare anche del “vecchio”: “Non buttiamoci giù″ di Nick Hornby. Dovremmo farne omaggio a molti politici: i quattro personaggi del romanzo decidono di suicidarsi e…
Ciao,
Comment by mariangela
September 10th, 2009 @ 11:41 am
approvo la nuova rubrica e apprezzo che A.L. ce l’abbia proposta; un paio di titoli li ho già letti, altri me li scrivo per ricordarmeli.
P.S. anche a me piacciono i gialli!
Comment by enrico turchetti
September 10th, 2009 @ 5:56 pm
Sono d’accordo con Enrico. Unica nota stonata, se mi posso permettere, è il prezzo dei libri citato da Catia: sa troppo di “promozione delle vendite”, anziché di semplici suggerimenti per la lettura.
P.S. Sì, anche a me molto piacciono i gialli… Qualcuno ha voglia di rileggere i vecchi “Nero Wolfe” e Scerbanenco?
Comment by mariangela
September 11th, 2009 @ 1:47 pm
Gran bella rubrica. non si vive di sola politica.
Mi permetto anche io un piccolo consiglio. Sto finendo un romanzo che è un esordio a mio avviso davvero notevole: Erica Bauermeister, “La scuola degli ingredienti segreti”, Garzanti.
Delicato e toccante, fortemente consigliato a chi ama la cucina e a chi crede che odori e sapori si combinino bene con i sentimenti.
Buon weekend
PS
con gli amanti di gialli..siamo in 3!
Comment by gianluca
September 12th, 2009 @ 1:24 pm
Gianluca, mi fido di te come persona di buon gusto culturale e di cultura (un po’ meno come politico), dunque corro a comprare il libro che suggerisci.
Comment by mariangela
September 13th, 2009 @ 5:10 pm
Non mi piace eccepire, ma se mi permettete, “In nome della madre” di Erri De Luca, pure molto amato, non è un gran libro: molto compiaciuto e poco risolto. E poi non è una novità, la scoperta che Giuseppe non fosse un vecchio marito in affitto…
Comment by l.nicc
September 20th, 2009 @ 4:15 pm