la sinistra radicale alza la voce

by Amicus Plato
luxuria

La sinistra radicale si riunisce oggi alla sala ANPI di Ancona in difesa del centrosinistra marchigiano. Per la verità questa definizione di “sinistra radicale” non va giù a Sinistra, ecologia e libertà (SEL). “Abbiamo sofferto tanto per separarci dai comunisti” (RC e PDCI) ” e ora veniamo accomunati a loro senza distinzioni”. Difendono la loro identità, ma non solo: il fatto è che il successo di Vendola in Puglia ha rilanciato il loro leader a livello nazionale e non vogliono condividere con altri i possibili riflessi di questo successo: tanto meno con Ferrero, che battè proprio Vendola nell’ultimo congresso di RC.
Al punto da proporsi un accordo con PD e UDC separatamente dagli altri della “sinistra radicale”? Difficile, ma non da escludere, se i partiti comunisti daranno a SEL un motivo valido per farlo. Intanto si marcia insieme e stasera all’ANPI non ci sarà solo la sinistra radicale unita, ma anche molti PD, in primo luogo la sen. Magistrelli e forse l’ex Governatore D’Ambrosio. Non vogliono l’UDC in maggioranza o l’accettano solo se aggiuntiva e quindi insignificante.
Da vedere se l’alzata di scudi avrà un effetto sulla trattativa per la formazione dell’alleanza a sostegno di Spacca; certo è che appare tardiva e politicamente debole. Intendiamoci, la sinistra radicale ha tutte le ragioni per lamentare l’ambiguità di Ucchielli che ha trattato su due tavoli contemporaneamente, ma è un po’ tardi per gridare allo “spostamento al centro”.
In questi anni, la sinistra radicale non è stata capace di marcare la propria presenza e ha di fatto coperto a sinistra una politica moderata: ha inghiottito perfino la legge sugli oratori e ora getta l’allarme sulle richieste dell’UDC di interventi a favore della scuola privata (cattolica). Ha gestito l’assessorato all’ambiente e alle politiche sociali, ma qualcuno se ne è accorto? A parte qualche no (centrale API, legge urbanistica) che non configura una proposta programmatica, ha lasciato poche tracce. E che dire del deperimento del Consiglio regionale sotto la presidenza Bucciarelli? La crisi delle Assemblee legislative non data da ieri e non è certo solo marchigiana, ma è un fatto che in questi anni non è stata contrastata in nessun modo e il Consiglio è apparso un’appendice della Giunta.
Quanto alle politiche del lavoro, terreno prioritario dell’impegno delle forze di sinistra, è davvero poco magnificare l’uso degli ammortizzatori nelle crisi aziendali (che fanno tutte le regioni d’accordo con il Governo), mentre la riforma dei centri dell’impiego è di fatto fallita e il riordino della formazione professionale rimane non attuato.
La democristianizzazione del governo regionale non inizia oggi, cominciò nel 1996 quando Spacca entrò in Giunta e gli furono affidati la politica industriale e i cruciali rapporti con la Confindustria. Ha avuto un momento di svolta con la sua assunzione della presidenza e con la susseguente esaltazione del “modello marchigiano”, e ora ha la sua logica conclusione con l’accordo con l’UDC e il compromesso storico bonsai Ucchielli-Pettinari.
La sinistra radicale ha accettato tutto e ora protesta perchè teme di essere esclusa da un centrosinistra in cui era ormai aggiuntiva nei fatti, politicamente e culturalmente. Avrebbe dovuto capire che nelle regioni essere rivoluzionari non è sbagliato, è inutile. Meglio battersi per alcune serie riforme, anzichè parlare di modelli alternativi e poi acconciarsi a coprire da sinistra una politica moderata.

One response to “la sinistra radicale alza la voce”

  • Il Riformista says:

    La sinistra radicale in che cosa è radicale? Fa le stesse cose di tutti e nello stesso modo, è portavoce di una percentuale di elettori poco significativa e si è mostrata più interessata a spartirsi gli incarichi che a fare una seria e concreta politica sociale.

    Comment by Il Riformista
    February 2nd, 2010 @ 6:49 pm

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