gino al maxxi
by l.nicc

E ti pareva, che non ci lasciavamo scippare anche Gino De Dominicis? A Roma si inaugura il Maxxi, al quartiere Flaminio, a due passi dall’Auditorium di Renzo Piano, con la firma di Zaha Hadid, irachena Giovanna d’Arco dell’architettura, e sapete come? Con una sfilza di cinque mostre, in cui l’arte contemporanea se la vede con quell’arte applicata che è l’architettura. Tra queste svetta, per arguta intuizione, l’antologica di Gino De Dominicis, appunto. Un’idea non originale – già autorevoli lampi di mostra dedicati all’artista anconetano si sono di recente accesi all’estero: Nizza, New York… – ma indicativa di una gestione ambiziosa, come ardito e dinamico è il progetto di Zaha Hadid, destinato (giura chi lo già visitato il museo) a rappresentare un’attrazione assoluta, in sé, prima ancora che come contenitore di arte contemporanea.
Sarà un successo, annunciato, preparato, fatale per il nodo delle tante attrattive che questa inaugurazione agglomera. Si dirà che una mostra di De Dominicis che fosse allestita ad Ancona, sua città natale, non avrebbe lo stesso successo: Ancona non è Roma, la Mole Vanvitelliana non ha le stesse potenzialità né lo stesso appeal del Maxxi? Intanto bisognerebbe almeno provarci (folle di visitatori fanno la fila davanti a Castel Sismondo di Rimini per la collezione del museo di Boston), e Gino non sarebbe stato un cattivo pretesto. I nostri Soloni proclamano che Ancona deve diventare polo culturale e trovare una nuova visibilità celebrando i suoi figli migliori. Ma la Calamita Cosmica venne in mostra ad Ancona e nessuno lanciò la sfida di acquistarla. Pare che bastassero 300 mila euro. Il fatalismo che ci caratterizza, assieme alla pericolosa tendenza al mugugno, raramente costruttivo, ci ha fatto perdere più di un treno. Lamentiamo, aggrappati a questo scoglio, gli scarsi aiuti pubblici, le dimenticanze della Regione, l’indifferenza degli sponsor. Ma anche le belle donne, se non si apprezzano, se non coltivano l’orgoglio di sé, finiscono zitelle.
Tra le mie responsabilità come passato amministratore comunale di Ancona c’è quella di avere proposto la civica benemerenza a Gino de Dominicis, artista di assoluta eccellenza che avevo anche potuto conoscere negli anni ‘70, in certe serate estive al bancone di un bar nella piazza di Numana.
Poi quella di avere convinto Enzo Cucchi a donare alla città di Ancona una scultura in bronzo intitolata “I piedi di Caravaggio”, considerata dalla destra e dai perbenisti non adeguata a rimpiazzare un’aiuola del Passetto.
Stiamo come stiamo.
Comment by Emilio D'Alessio
February 5th, 2010 @ 12:24 am
Ancona ha un rapporto a dir poco problematico con i suoi figli migliori.
Basta andare al museo della città ed ascoltare, alla fine dell’esposizione, la storia recente
della seconda metà del Novecento, ricostruita da qualche demenziale curatore, per constatare come la parte migliore sia omessa, assente, e abbia invece ampio spazio l’immagine convenzionale e rassicurante di una mediocre ma tranquilla città della provincia italiana.
Poteva trovare la propria dimensione in tal contesto un personaggio come Gino De dominicis?
Se l’opera di allontanameto di corpi estranei è stata così determinata con Cucchi, come ricorda Emilio, figuriamoci con De dominicis di cui ìAncona ricorda a malapena il colore degli abiti (nero d’inverno e bianco d’estate) e le stravaganze di un uomo non abituato a vivere li.
Oggi, come per tante occasioni in passato, Ancona avrebbe potuto testimoniare riconoscenza e raccogliere qualche frutto (anche economico, dato che la cultura è produttiva, come dicono ormai i piu avveduti amministratori pubblici) ad un suo figlio che è stato celebrato il tutto il mondo e di cui molti hanno rimpianto. Poteva essere tra gli organizzatori della prima grande mostra che il Maxxi dedica a questa figura centrale dell’arte contemporanea. Invece il fatto è ignoto ai più, molti dei quali dovrebbero occuparsi dell’evoluzione della città. Così mentre Rovereto ha costruito il Mart attorno a Depero, Bologna la sua galleria su Morandi, Città di Castello su Burri, Ancona preferisce occuparsi d’altro.
Comment by vittorio salmoni
February 12th, 2010 @ 9:27 am
Buonasera a Voi
anziché lamentare i Vostri ritardatari rimpianti, fatevi sentire, a New York vi era una delegazione marchigiana, ora per rendere onore a super-Gino perché nessuno dice nulla della violazione fatta all’artista? Un catalogo, tra l’altro istituzionale. Cosa direbbe se fosse vivo=
Comment by Luca
May 29th, 2010 @ 2:38 am