il caso moroder

by Amicus Plato
rosso conero
Paola Binetti se ne va dal PD e Bersani dice che gli dispiace. Se ne va Serenella Moroder e non gli arriva neanche questo addio. Lo dirò io che mi dispiace e non solo per motivi personali, ma per motivi politici. Di quelli che si avvicinarono al PD al momento della nascita se ne vanno in molti, alcuni fragorosamente, altri, di più, silenziosamente. Ma non pare che a chi dirige il PD glie ne importi: meno rottura di scatole, equilibri garantiti per gli insider.
Non per questo la approvo, anzi. La sconsigliai di andarsene, specie verso Favia, che ramazza tutto quello che trova tra scontenti e arrivisti. Come presidente della Commissione urbanistica del Comune di Ancona aveva modo di mostrare meriti e capacità amministrative che ancora la città non conosce, studiando i problemi e concorrendo alle soluzioni. Ma per lei meriti e capacità erano già evidenti e il treno che passava non si poteva perdere.
Ora dovrebbe dimettersi dalla presidenza e dal Consiglio, ma non lo farà. Che rimanga, penso faccia parte dell’accordo con Favia: se non viene eletta in Regione, Favia potrebbe proporla come assessore comunale,
ma non so se basterebbe puntare una pistola (politica) alla tempia di Gramillano per convincerlo a nominarla.

Favia continua la sua campagna acquisti. Anche su questo Berlusconi ha fatto scuola, cercando di comprare qualche senatore per fare cadere Prodi: ma lui comprava quelli dello schieramento opposto, Favia prende quelli degli alleati. Dicendo comprare non alludo a passaggi di denaro, ma a posti e promesse di posti, che in politica sono moneta corrente. Favia ha fatto i suoi calcoli: perchè dannarsi a prendere i voti, se i consiglieri si possono “comprare” dopo le elezioni? Nel Consiglio comunale di Ancona ne aveva tre, ora potrebbe averne sei, come se avesse preso il doppio dei voti.
E’ un po’ come la borsa. Una volta c’erano solo poche grandi imprese di famiglia quotate, adesso ci sono raider, speculatori, si formano bolle, si lanciano opa: se va bene alle elezioni, il mercato convaliderà la speculazione di Favia. Il fatto è che l’IDV vale sul mercato più di quanti posti ha e questo consente a Favia di offrire posti e speculare al rialzo. Alla fine i posti saranno occupati e la bolla scoppierà, l’IDV sarà un pollaio ingovernabile. Ma se fai queste osservazioni a chi si accasa nell’IDV, non gli fai effetto: dopo una bolla ce ne sarà un’altra e per un IDV che si sgonfia ci sarà un altra bolla che si gonfia, un altro treno che passa.
E poi, ti fanno osservare, forse che negli altri partiti ci si comporta diversamente? Tutti prendono i partiti come un treno per arrivare dove vogliono andare, l’unica differenza è che qualcuno scende a metà percorso e prende la coincidenza.

Detto tutto questo, c’è spazio per qualche riflessione che va oltre il fatto contingente. Un episodio rimane tale, quando diventano molti sono un dato sociale e un problema politico.
Il PD anconetano non sa che fare: moralizza, mugugna ma incassa. Ha fatto bene Benadduci ad aprire un confronto con altri partiti fuori della maggioranza. E’ vero che gli elettori hanno scelto una maggioranza, ma se il tuo socio ti deruba sistematicamente è anche legittimo cercarne uno più onesto.

Rimane da capire perchè il PD, ma i partiti in genere, stiano diventando degli hotel con le porte girevoli. E da rendersi conto che non basta moralizzare su chi se ne va. Il cemento dell’ideologia, la militanza come scelta di vita sono cose del passato. In 15 anni tutti i partiti italiani sono scomparsi, si sono frammentati e ricomposti in formazioni che cambiano continuamente simboli e bandiere. In questo nuovo contesto, proprio l’IDV, il più anonimo e privo di storia e di ideologia, diventa il più attraente: proprio perchè vuoto e non impegnativo. Non ci si va aderendo ad un’idea, ma portando il proprio bagaglio. E’ il partito liquido per antonomasia: un leader simbolo al centro e poi ognuno fa quello che vuole. Finchè dura.
Ma chi crede ancora che lo strumento della politica democratica sia un grande partito unito e pluralistico ha il dovere di capire e di predisporre le forme della partecipazione e della decisione, dell’unità e del pluralismo nel nuovo contesto sociale. Se non vogliamo l’hotel con la porta girevole dobbiamo mettere su una casa accogliente per tutti e non solo per proprietari e maggiordomi.

Intanto, vediamo di fare fallire la speculazione di Favia: non compriamo le sue azioni, cioè non votiamo IDV!

15 responses to “il caso moroder”

  • l.nicc says:

    una lucida e scanzonata analisi del fenomeno e delle ripercussioni, ma anche qualche indicazione di metodo e di strategia… che dico, di tattica, per il Pd che dimostra di non averne (Ahinoi!). Che fare?

    Comment by l.nicc
    February 22nd, 2010 @ 12:20 pm

  • danilo tittarelli says:

    Ho appreso la notizia della “dipartita” della Moroder, così per caso, mentre stavo in pizzeria acomprare una pizza maxi per cena. Una radio locale di cui non so il nome dà la notiza del passaggio della Moroder all’ Italia dei Valori (Valori!!!). Allora non mi sono trattenuto, e forse per la confidenza che ormai mi lega al proprietario della pizzeria (tra le più buone ed economiche di Ancona) esclamo: “e poi ci lamentiamo dei parlamentari?” .Immediata la risposta: “Ma Danilo a livello locale siamo messi peggio…”. Chiacchiere da “Bar” direbbe qualcuno. Certo. Il problema è che le chiacchiere e i commenti di sfiducia nella “sedicente classe dirigente” locale e meno-locale stanno montando come una marea. In merito alla Moroder che non conosco personalmente dico: la Moroder era capolista ex-equo con Benadducci nella lista del Pd a sostegno di Gramillano Sindaco. E’ pur vero che ogni candidato, eletto e non, ha pari dignità, ma forse, aggiungo, questa “dipartita” assume un significato ben al di là dell’ormai consueto trasversale e impunito trasformismo italiano. Non sono abbastanza titolato in riflessioni approfondite in merito, tuttavia a otto mesi (o quasi) dall’insediamento del nuovo consiglio comunale anconetano siamo ancora di fronte a scossoni della maggioranza con dimissioni, sfiducie, loggie massoniche, conflitti di interesse, e il solito teatrino del “calcio mercato” che non solo a me che non mi interesso di pallone ma anche ai più comincia a dare la nausea. Eppur si muove. Dio salvi Gramillano!

    Comment by danilo tittarelli
    February 22nd, 2010 @ 2:44 pm

  • sdraiola says:

    A me dispiace che la moroder se ne sia andata, dispiace che non abbia trovato le giuste motivazioni e le giuste attenzioni all’interno di un partito che di motivazioni e attenzioni ne da ben poche a chi vuole fare.
    Il PD, o perlomeno quello anconetano, è un partito nel quale conta più la professione di fede che si fa, se nella più assoluta acriticità è meglio, che i meriti e le idee.
    Castrare ogni iniziativa personale, tarpare le ali ai giovani che vogliono crescere, è l’obbiettivo di chi, per motivi anagrafici, comunque tra 10 anni non ci sarà, ma che tuttavia contribuisce oggi a far si che il nuovo partito, che dovrebbe rappresentare il progresso, il riformismo e quanto di meglio può esprimere il centro-sinistra, non risca a prendere il volo, anzi rappresenti qulcosa di così ingessato da non essere minimamente appetibile per chi guarda la politica con interesse (specie se giovane).
    La speranza è che certi ideologhi che oggi comandano, o credono di farlo (ma che in realtà sono le terze-quarte linee di 2-3 anni fa), venuti alla ribalta per un improvviso vuoto di potere dovuto ai fatti che tutti conosciamo, comincino a togliere la testa da sotto la sabbia e a domandarsi i vari perchè di scelte come quelle di Serenella Moroder…perchè per qualcuno udite udite, la Moroder non se ne è andata in quanto non essendo tesserata al Pd nell’anno 2010 non abbiamo perso nulla. INCREDIBILE

    Comment by sdraiola
    February 22nd, 2010 @ 2:55 pm

  • enrico turchetti says:

    L’analisi di A.P. è condivisibile e bisognerebbe che il PD ragionasse sui motivi delle fuoriuscite, ma anche sulle modalità di individuazione delle candidature. Però caro Amicus il termine “caso Moroder” mi sembra fuori luogo: è come se il blog si occupasse del “caso” Emanuele Filiberto. Spero che avremo cose più serie da fare e discutere.
    P.S. In effetti una analogia tra Serenella e Emanuele c’è: di nessuno dei due conosciamo i cognomi

    Comment by enrico turchetti
    February 22nd, 2010 @ 4:46 pm

  • Beato Progettar says:

    “*Moroder è d’oro” è un antipodo-palindromo facile facile. Basta spostare la M da sinistra a destra e il risultato è sempre lo stesso. C’è un proverbio che dice “Non è tutt’oro quel che luccica” ma a suo tempo il PD (nazionale e locale) non ci aveva tanto pensato, travolto nella grande scimmiottante ubriacatura (senza nessun riferimento a marchi noti). Si fa strada (per non dire si “fa via”) alla spregiudicatezza più deteriore quando ci si illude di poter costruire a partire dall’alto.

    Comment by Beato Progettar
    February 22nd, 2010 @ 10:53 pm

  • raniero says:

    So che ad Amicus Plato non farà piacere, ma mi trovo a condividere quanto ha scritto Fabio Piangerelli su Il Messaggero di Domenica. Cito:

    (…)

    Succede questo perché Gramillano e con esso il Pd – già crollato sotto il 30 per cento alle ultime comunali – stentano ancora a dichiarare ad alta voce un progetto complessivo di sviluppo e conseguenti determinazioni operative nel perseguirlo. Si vive alla giornata. Mancano i risultati di Gramillano. Ma manca soprattutto il Pd. Nelle proposte e nella politica. Il segretario, invece di farsi sentire col suo sindaco e, nel contempo, di lavorare per aggregare nuove sensibilità presenti in consiglio e nella maggioranza in Regione, lascia a Favia il compito di dire che le cose vanno male e la capacità di aggregare scontenti, sin’anche la sua capolista alle elezioni. Concedendogli carte vincenti nel duello che l’Idv scatenerà col Pd dopo le Regionali. E che – pena il tutti a casa – probabilmente ora può vincere.

    (…)

    Insomma c’è o non c’è un problema di direzione politica nel Pd anconetano? Il segretario cittadino Fontana non ha alcuna responsabilità? Sta facendo quell’opera di ascolto di cui aveva parlato nella sua relazione programmatica che trovate qui
    http://www.pdancona.it/dettaglio_contenuto.php?idvoce=4&idcontenuto=188&sezione=news&idparent=1&tipovoce=menu_up

    Usando una metafora calcistica, spesso i giocatori se ne vogliono andare perché non si sentono valorizzati, perché non vanno d’accordo con il tecnico o i dirigenti della società, perché ambiscono a militare in una squadra più competitiva.
    Poi certo anche la somma dell’ingaggio ha il suo peso… Ma difficilmente un campione lascerebbe una grande squadra per passare – anche se con un ingaggio molto maggiore – in una squadra di basso livello.
    Quindi non conosco le ragioni per cui la Moroder se ne è andata, se si sentiva tenuta ingiustamente in panchina, continuando con la metafora, oppure lo ha fatto per l’ingaggio più consistente.
    Ma che ci siano problemi nel Pd anconetano lo vede (o lo dovrebbe vedere) anche un cieco: la fine prematura e ingloriosa della giunta Sturani, i voti persi alle comunali 2009 rispetto alle Politiche 2008 per cui il Pd che era di gran lunga il primo partito in città nel 2008 è sceso al 28,3% perdendo circa il 10% e diventando il secondo partito della città.
    Le domande sono tante; confido – più che in una risposta – in una corretta diagnosi della “malattia”, indispensabile per approntare una cura efficace.

    Per quanto riguarda la Binetti, invece, Deo Gratias! Non ne sentiremo la mancanza…

    Comment by raniero
    February 23rd, 2010 @ 1:14 am

  • Viola Marini says:

    Effettivamente i signori e e signore del pd farebbero bene a preoccuparsi del loro partito piuttosto che demonizzare chi, come la Serenella Guarna in Moroder si è affacciata in questo teatrino e se ne è ritratta velocemente. il punto è che di serenelle ce ne sono diverse: molta gente si guarderà bene dal riprendere questa tessera… vediamo un sindaco che non governa, una giunta comunale formata da massoni (alcuni sono stati allontanati) una manager alla cultura che si è dovuta dimettere dopo che sono stati rilevati profili di incompatibilità, avendo rastrellato commesse in ogni ente locale (in Provincia di Ancona addirittura senza gara pur con budget importanti…abbiamo una città senza un progetto..e le candidature, quale procedura democratica le ha espresse? qui non c’è un partito vero ma un insieme di gruppi che si fronteggiano e giocano a monopoli…c’è una formazione destinata al fallimento..ma il peggio è che questo fallimento trascina con sè le sorti del paese, orfano di una sana e convincente opposizione ora e domani classe dirigente….meditate gente…

    Comment by Viola Marini
    February 23rd, 2010 @ 1:16 am

  • mariangela says:

    Sai cos’è stupefacente, Amicus? Il tuo stupore.

    P.S. Per l.nicc. Quando “quelli fuori” saranno più di “quelli dentro”, e ci siamo quasi arrivati, e quando quelli fuori riusciranno a far pesare la loro forza, il risultato verrà da sé e potremo di nuovo parlare di partito democratico (aggettivo qualificativo). Basta non cadere nella trappola del “voto utile” o dell’odio irriducibile verso B. e questa destra locale che certamente non può fare più danni di quanti ne abbia fatti Spacca. Ciao,

    Comment by mariangela
    February 23rd, 2010 @ 9:26 am

  • raniero says:

    Eugenio Duca ha scritto questa “simpatica” lettera aperta all’On. Di Pietro in merito alle vicende della “campagna acquisti” di Idv ad Ancona.
    Siccome è difficile reperirla in rete mi permetto di riportarla in questo post
    ——————————————

    Caro Onorevole, Le ho scritto nel 1995 per manifestarLe la mia solidarietà dopo le dichiarazioni televisive dell’eminente e stimato Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, “sul tintinnio delle manette”. Le ho scritto nuovamente, con altri Deputati e Senatori, quando Lei era Ministro dei Lavori Pubblici , per segnalarLe le gravi emergenze marchigiane e anconetane, trovando un pieno appoggio da parte Sua e del Governo, tanto che in pochi anni sono state stanziate risorse ingenti per Ancona e per le Marche (terremoto, ferrovie, porto, aeroporto, interporto, centro storico, galleria S. Martino, teatro delle Muse, ecc.).

    Le ho scritto anche sulla vicenda “Quadrilatero spa”, ma Ella anziché far pulizia di un costoso e inutile orpello, come aveva promesso, si è acconciata a nominare un proprio esponente nella Società a totale capitale pubblico: meglio un posto che niente. Alle elezioni comunali del giugno scorso il Suo Partito ha ottenuto un risultato modesto (la metà dei voti rispetto alle europee che si sono svolte nello stesso giorno), come l’UDC, meno della lista civica, di Sinistra per Ancona e di Ancona 5 stelle di Grillo. Eppure grazie agli errori madornali del PD locale, anziché un Consigliere comunale, come scaturito dal voto popolare, il Suo Partito ne ha acquisiti tre, poi il Vice Sindaco, tante nomine nelle varie partecipate fino alle “estorsioni politiche” al Sindaco: o nomine o crisi! Sempre grazie alla debolezza del PD il Suo Partito ha avviato una campagna acquisti tale da far apparire Moggi un dilettante. Prima un comunista, poi un verde e infine una del PD, nientemeno la capolista PD alle comunali (un’imprenditrice a reddito zero), dopo che due ex PD, non candidati dal proprio partito, sono stati immessi nella lista Di Pietro ed oggi siedono in Consiglio comunale.

    Secondo Lei si tratta di scelte maturate dopo un lungo travaglio politico, ideologico, programmatico o, forse, più banalmente: “che te serve frà?”. Infatti al cambio di casacca si accompagnano profferte di candidature alle regionali, nomine, posti, assessorati. In Ancona stiamo assistendo ad un’enorme “corruzione istituzionale” condotta dal Suo Partito. Persino il PdL perde pezzi. Non oso prevedere come sarà coniato il disegno di legge, o decreto legge anticorruzione, predisposto da un Governo in cui ci sono esponenti che hanno corrotto persino il più alto grado della Magistratura italiana ( la Cassazione). In Ancona, nella mia città, mi piacerebbe che Lei, On. Di Pietro, annunciasse che non c’è spazio per la “corruzione politico-istituzionale”: la più grave in assoluto e foriera di altre corruzioni come è avvenuto “concretamente” anche in Ancona, con un candidato IdV (alle comunali), arrestato perché pretendeva soldi in cambio di un posto di lavoro.

    Lei On. Di Pietro, ha nominato un Deputato, l’On. Davide Favia, la cui coerenza è nota agli anconetani essendo stato, a suo tempo, cofondatore del Partito Forza Italia, poi coordinatore regionale dell’UDEUR di Clemente Mastella ed oggi portavoce – Commissario del Suo Partito ed in tale veste, promotore della campagna acquisti corruttiva. Nessuno è perfetto ma Lei direbbe “che c’azzecca”? Se può veda di rimediare, magari prima del decreto anticorruzione. Onorevole Di Pietro, fra pochi giorni compirò sessanta anni. Mi faccia questo regalo. Ancona non merita, dopo Galeazzi e Sturani, anche questo affronto. La ringrazio per quanto potrà fare e Le invio i migliori saluti. Con immutata stima.
    ——————————-

    Confidiamo in una risposta…

    Comment by raniero
    February 23rd, 2010 @ 1:52 pm

  • mariangela says:

    Duca… Duca… Duca… Ma chi è, Duca?

    Comment by mariangela
    February 24th, 2010 @ 9:05 am

  • mariano guzzini says:

    A Senigallia il Duca era un Della Rovere. In Ancona siamo di sangue poco blu, e allora il Duca più famoso è un ex ferroviere. Hai presente Guccini e la locomotiva che corre, corre, corre? Duca è parente di quella cosa lì. Quando è sereno.

    In quanto a Serenella mi dispiaccio ma non ne faccio un monumento. Ancona è riuscita a evitare che la Serenissima la danneggiasse. Dalla Serenissima a Serenella, ci passa la differenza tra la Storia e la cronaca.

    Insomma, mi dispiace davvero, ma me ne sono già fatto una ragione senza perdere l’allegria. Il PD senza o con Serenella Moroder resta una ipotesi che non si è concretizzata. Nonostante lo sforzo enorme di amalgamare e di ringiovanire che solo chi scrive senza tenere presenti i fatti può ignorare.

    Questo mini dibattito on line mi dice che quasi tutti hanno certezze granitiche. Beati loro! Io sono affezionato allo spirito critico dubbioso, al dubito ergo sum, alla concessione a tutti della presunzione di onestà intellettuale, e al gusto dell’ironia. Consiglio – molto rispettosamente – di usare queste chiavi di lettura per tentare di collocare i partiti politici che passa il convento nella presente fase storica.
    Se siamo arrivati a capire che non è criminalizzando BErlusconi che si vincono le elezioni e si governa bene l’Italia forse riusciremo anche a capire che non serve neppure criminalizzare Favia o Serenella. Certo, ci vorrà tempo, ma la Storia sa aspettare.

    Comment by mariano guzzini
    February 24th, 2010 @ 2:23 pm

  • marco ricciotti says:

    @mariangela; già, ma chi è Duca? Duca è quel consigliere comunale che si è battuto come un leone contro Longarini, al tempo in cui Longarini teneva in pugno la città. ora una domanda a Te, dove erano allora gli eroi di IDV, visto che erano già grandicelli ed i più non portavano da tempo i calzoni corti, quando Duca combatteva chi teneva sotto schiaffo una città intera?

    Comment by marco ricciotti
    February 25th, 2010 @ 11:52 am

  • mariangela says:

    Marco, anche i leoni perdono la criniera, invecchiando. E non c’è niente di più patetico nel vederli ruggire verso la luna. Almeno per chi, come me, non vive nel culto delle personalità, peraltro abbondantemente risarcite per le loro sporadiche “eroiche battaglie”. C’è in giro chi ne fa di ben più eroiche, per esempio “campando la famiglia” coi tempi che corrono e nonostante i massacri di chi governa le Marche e l’Italia. E non chiede certo di essere adorato. In quanto all’IDV, non mi riguarda: averla consegnata in mano a Favia l’ha definitivamente esclusa dai miei interessi. Però, com’è evidente, non da quelli di Spacca o Pettinari. Ciao,

    Comment by mariangela
    February 25th, 2010 @ 6:35 pm

  • vittorio salmoni says:

    marco, ma che domande fai?
    beata ingenuità!

    Comment by vittorio salmoni
    February 27th, 2010 @ 12:02 pm

  • Il Riformista says:

    Il “caso” Moroder è un altro esempio delle malefatte realizzate dagli “apprendisti stregoni”. La cosa drammatica e che questi incapaci continuano a riempire le stanze della politica e senza nessuna reale opposizione continuano ad imperversare. Gli anconetani vorrebbero uscire da questi squallidi giochetti alla “Dallas”. Basta con chi crede di creare i candidati per poi “utilizzarli” perché poi succede che questi si mettono in proprio anche se non hanno mai dimostrato di valere qualcosa. Comunque a tutti è dato lavorare per la propria carriera.

    Comment by Il Riformista
    February 27th, 2010 @ 2:27 pm

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