ma io non sono d’accordo con d’alema

Intervista a Giorgio Tonini, capolista per le Marche alle elezioni della Camera
(dal sito dell’Associazione Libertà eguale)
Partiamo dalle certezze. «Il Senato ha appena riconfermato la fiducia al governo» osserva Giorgio Tonini, senatore del Pd da tempo vicino a Walter Veltroni. «Il governo sta però perdendo la fiducia tra gli italiani – prosegue l`esponente Pd – sia perché non riesce a varare alcuna riforma, sia perché viene alla luce la qualità diciamo “scadente” della classe dirigente che Silvio Berlusconi ha portato ai vertici». Ma c`è un altro dato di fatto da tenere in considerazione: «Mentre si evidenzia questa flessione della maggioranza, non si registra alcuna crescita di consenso da parte delle opposizioni né del Partito democratico in particolare».
Come lo definirebbe, un paradosso?
Un bel problema, più che altro, che ci consiglia di porci delle domande e ci suggerisce alcune considerazioni.
Qual è la prima?
Che non possiamo pensare di conquistare la fiducia degli italiani almanaccando sugli scenari virtuali del dopo Berlusconi. Scenari che peraltro sono più auspicati che prevedibili, almeno ad oggi non mi risulta che sia all`ordine del giorno una crisi di governo.
Che rischio corre il Partito democratico?
Il rincorrersi delle voci, delle ipotesi e degli scenari su teorici governi di transizione, di larghe intese o altro dal mio modo di vedere corre il rischio di mandare al Paese dei messaggi che non aiutano la battaglia del Pd.
Di quali messaggi parla?
Due in particolare. Il primo è che noi siamo i primi a non credere nella nostra capacità di raccogliere un consenso vincente tra gli elettori. Il secondo è che per l`ennesima volta stiamo immaginando scenari che consentano al Pd e al centrosinistra in generale di tornare al governo non passando attraverso la via maestra delle elezioni, ma attraverso quella tortuosa della manovra di Palazzo.
Se l`equilibrio politico dovesse sgretolarsi, se il governo entrasse in crisi, quale dovrebbe essere la posizione del Pd?
Dovremmo escludere con chiarezza la possibilità di andare al governo con formule ambigue. Dovremmo ribadire che la via maestra è quella delle elezioni.
Nessun governo di transizione, dunque?
Sappiamo che la situazione economica è grave e può richiedere soluzioni emergenziali: se il presidente della Repubblica sarà dello stesso avviso si potranno ipotizzare soluzioni tecniche a termine, assolutamente a breve scadenza e che non contemplino governi politici di alcun genere.
Nel Pd sembra che ci siano molte opinioni diverse dalla sua.
Insisto, penso che sia bene evitare di addentrarsi verso questi scenari futuribili. Daremmo la sensazione che stiamo cercando escamotage per allontanare le elezioni, che temiamo le elezioni e che stiamo provando a tornare al governo per vie traverse.
Massimo D`Alema la pensa diversamente, almeno stando alle dichiarazioni rilasciate al Corsera.
La mia principale preoccupazione non è questa. Quello che io mi sento di escludere, e non so se D`Alema la pensa come me, è di almanaccare su scenari di governo confusi, con pezzi di maggioranza che si spostano con le opposizioni e che con le opposizioni creano un nuovo governo. Scenari che prefigurano alleanze politiche fantasiose io mi sentirei di escluderli. Certe cose, diciamolo con chiarezza, si fanno davanti agli elettori, non nei corridoi dei Palazzi.
Tonini, si decida: i corridoi dei palazzi vanno bene quando si accetta di essere messo capolista in una regione “straniera” e non vanno più bene quando di decide una strategia politica?
Neppure io sono d’accordo con le elucubrazioni da velista solitario di D’Alema, ma temo che nessuno nel PD di oggi possa permettersi il lusso di obiettare. La perdita di consenso, che certamente continuerà se si andasse al voto, dipende proprio dalla definitiva perdita di credibilità della dirigenza del PD, compresa quella locale. Ne è una riprova il fatto che, anche nelle Marche, la cronaca politica assomiglia sempre di più alla cronaca rosa di altri tempi. Amori, odii, ripicche, vendette e dispettucci trasversali. Ahimé perpetrati, non dalle allegre comari di Windsor ma da senatrici, deputati, consiglieri regionali e comunali. Da tagliarsi le vene. Il popolo bue ha bisogno di sperare in un futuro migliore e, soprattutto, possibile. E nessuno del PD lo sa indicare. Il mezzo ormai è diventato il fine.
Tonini, per i giochi a eliminazione, l’Isola dei Famosi basta e avanza. La sceneggiatura della politica non regge botta!
Comment by mariangela
July 19th, 2010 @ 8:58 am