povero cristo!

by Amicus Plato
crocifisso
La mozione era in fondo all’ordine del giorno. Qualcuno non ci aveva fatto caso, altri speravano che non si facesse in tempo a discuterla. Ma soprattutto è prevalso il “silenzio opportunista” del gruppo PD: meglio lasciare correre, non dare importanza, si tratta evidentemente di un’iniziativa strumentale della Lega che però, coi tempi che corrono, può essere approvata spaccando la maggioranza, quindi facciamo finta di niente. E votiamo. Qualcuno diplomaticamente se ne va. Il Presidente del Consiglio sbaglia a non rinviare, la questione merita una discussione seria, quali che siano le posizioni, non un’approvazione frettolosa in coda alla riunione.
Stiamo parlando della mozione approvata ieri nel Consiglio regionale delle Marche per cui in tutte le sale riuinioni della Regione dovranno essere esposti crocifissi.
La tesi, sostenuta dalla Lega che la propone, è che il crocifisso è simbolo della laicità dello Stato; senza arrivare a tanto, altri sostengono che il Crocifisso non è solo un simbolo religioso ma delle radici culturali del paese. Come è noto, la questione è stata oggetto anche di un pronunciamento in sede di Corte europea sui diritti dell’uomo che dette ragione ad un genitore straniero non cattolico residente in Italia che eccepiva sull’esposizione del Crocifisso nelle aule scolastiche. Il Governo Berlusconi ha fatto ricorso e la Grande Camera della Corte ha esaminato il ricorso pochi giorni fa. Entro sei mesi avremo la sentenza.
La questione è delicata e dibattuta da tempo, perchè è vero che tocca i sentimenti di tanta gente. Infatti la disposizione sull’esposizione dl Crocifisso risale ai tempi in cui la religione cattolica era religione di Stato. Con la Costituzione del 1947 e soprattutto con il nuovo Concordato del 1984 lo Stato italiano ha scelto la laicità e la neutralitò religiosa. Logica conseguenza sarebbe dovuta essere la rimozione dei simboli, ma la Corte costituzionale non si è mai espressa in materia, perchè le disposizioni relative non avevano carattere di legge; anche se nelle sentenza in cui dichiarava inammissibile la richiesta di pronuncia lasciava chiaramente intendere il suo orientamento sfavorevole alla permanenza del Crocifisso in aule scolastiche e uffici pubblici.
La mancanza di una pronuncia della Corte ha lasciato spazio a sentenze di TAR e Consiglio di Stato favorevoli alla permanenza dei simboli, con due argomentazioni: la prima che il simbolo allude a valori che sono di tutti e fa parte della storia e della cultura italiana; la seconda che l’esposizione non offende nessuno, così come l’eventuale esposizione di altri simboli di diverse religioni.
Quest’ultimo argomento è molto pericoloso ed è stato abbandonato dagli ambienti cattolici e dalla destra degli atei devoti (la Chiesa non sarebbe certo favorevole a questa convivenza) ed è rimasto il primo, a cui si rifa la mozione di cui sopra.
Argomento quanto mai discutibile (quanti altri simboli dell’identità italiana sarebbero da esporre?) e, a mio parere, offensivo per gli stessi cattolici che vedono ridimensionato un oggetto molto caro alla loro fede, e loro stessi assimilati agli atei devoti e ai sostenitori di un accordo di potere col Vaticano in nome dell’eterno principio del cinismo politico per cui “Parigi vale bene una messa”.
Ma non mi dilungo. Non è mia intenzione in questo post sostenere una tesi quanto stigmatizzare il fatto che un argomento pieno di importanti risvolti politici e costituzionali venga discusso in questo modo e che il PD, per opportunismo politicista e per l’ovvia intenzione di non creare problemi alla maggioranza e non rischiare di dividersi, decida di tacere.

7 responses to “povero cristo!”

  • Ezio Gabrielli says:

    Propongo semplicemente una considerazione, il tema è vasto e andrebbe affrontato con completezza.
    Mi chiedo come mai in 40 anni di storia democratica governata dalla DC si siano prodotti provvedimenti ispirati da una altissima visione laica delle istituzioni mentre ora – che quella realtà è venuta meno – ci affanniamo a correre dietro a monnezza come quella proposta dalla Lega.

    Sono convinto che qualche risposta debba essere trovata nel crollo del muro. Venuto meno l’elemento legittimante dei diversi modi di organizzare la politica, i partiti tentano di trovare legittimazione nelle religioni – rectius nell’apparato religioso – non essendo in grado di fornirsi di identità autonome.

    Quello che mi chiedo è se il PD debba essere il soggetto che per primo abbandona la visione laica delle istituzioni (che peraltro trova ragione proprio nella parola del Cristo: “reddite quae sunt Caesaris, Caesari et quae sunt Dei, Deo” Matteo (cap.22 v.21).

    Se poi vogliamo discutere della origine “giudaico-cristiana” delle cultura occidentale io propongo questa tesi: le istituzioni occidentali sono figlie della rivoluzione francese e americana che hanno creato i presupposti di un mondo occidentale moderno; le nostre radici si trovano nell’emancipazione dalla visione giudaico cristiana della cosa pubblica. Stessa vicenda si potrebbe vedere nell’opera di Mustafa Kemal Atatürk.

    Nel frattempo invito a leggere La Stampa: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=113&ID_articolo=823&ID_sezione=242&sezione

    Comment by Ezio Gabrielli
    July 21st, 2010 @ 6:27 pm

  • marco says:

    giusto

    Comment by marco
    July 21st, 2010 @ 6:40 pm

  • mariano guzzini says:

    Uno dei problemi certi del Pd è che fa sempre così, quando ne ha la possibilità. Sfugge e si incarta. Glissa. Sfuma. E quando non può annacqua e va per le lunghissime. Si pensi alla pippa sulla massoneria. O al matrimonio tra omosex, che va bene in Argentina ma in Italia non se ne può parlare.
    Il crocefisso fa il paio con le “radici cristiane” dell’Europa. Cioé fa parte di un metodo dei cattolici di convertirti per forza, per il tuo bene. E’ quindi l’opposto di un simbolo di laicità. Equivale alla balla che in Italia saremmo tutti cattolici soltanto perchè pochissimi si preoccupano di “sbattezzarsi”, pur essendo pienamente aconfessionali.
    Dire queste cose oggi in Italia equivale a provocare il prepotere vaticano. Come, del resto, occuparsi delle proprietà della Chiesa, dello IOR e del finanziamento pubblico ai grandi eventi religiosi.
    Del resto, se nemmeno i liberali della breccia accanto a porta Pia sono riusciti s separare Chiesa e Stato come si può sperare che ci riesca la magistratura europea? Chi volesse giocare con questo tema (gioco intellettuale, per le ferie d’estate) potrebbe andarsi a guardare la pratica del Pio Sodalizio dei Piceni di Roma. E’ un apologo delizioso. Si tratta di un sodalizio di marchigiani in Roma che finanzia lo studio di giovani marchigiani bisognosi, purchè cattolici.
    Ai tempi dei liberali di porta Pia si provò a scrivere uno statuto che consentisse di aiutare anche i giovani marchigiani bisognosi e non cattolici, ma quella norma fu impugnata nei regi tribunali liberali e fu annullata. Allora. Figurarsi cosa succederebbe oggi. Naturalmente siamo nell’Italia cialtrona e inciuciona. Se un giovane bisognoso di borsa di studio non battezzato va dal parroco io credo che quel povero diavolo di prete un certificato falso di cattolicità finirà per firmarlo. Forse. Ma resta il fatto che il termine “Pio” alla voce “Pio Sodalizio dei Piceni” significa discriminazione e ricatto. Così stanno le cose, cari fratelli e cari compagni. E personalmente sono infastidito di fronte al tentativo in atto di costruire la Pia Unione Europea, la Pia Repubblica Italiana, e la Pia Regione Marche, che celebra la sua festa regionale il giorno anniversario della trasvolata della Casa di Loreto, mentre la Regione Toscana celebra la data dell’abolizione nel Granducato di Toscana della pena di morte, ai tempi di Canapone. Altra civiltà, altra cultura, altra dignità, ovvia!

    Comment by mariano guzzini
    July 21st, 2010 @ 9:07 pm

  • Ro.Ca. says:

    …e, infine, anche per questo che non ho aderito al PD.

    Comment by Ro.Ca.
    July 22nd, 2010 @ 1:37 pm

  • giovanni mantovani says:

    Al di là di ogni considerazione di merito è intollerabile e sicuramente incostituzionale l’obbligo di esporre il crocifisso. si può anche accettare che resti dove è sempre stato, in ossequio alla tradizione, ma l’obbligo di esporlo dappertutto..!
    quanto al significato del simbolo e alle radici della nostra cultura, bisogna essere ben ignoranti per ridurle alla civiltà giudaico-cristiana, qualunque cosa questa dizione significhi.

    Comment by giovanni mantovani
    July 23rd, 2010 @ 12:21 pm

  • Antonio Di Stasi says:

    Non ho chiaro quale iniziativa si possa prendere (referendum abrogativo, petizione internet, ecc.), ma sarebbe molto utile che “Antelitteram” si facesse promotore di una iniziativa per non far mettere simboli religiosi nelle aule e sale delle Istituzioni pubbliche, in primis della Regione.

    Comment by Antonio Di Stasi
    July 23rd, 2010 @ 4:09 pm

  • mariano guzzini says:

    Mah. Per il suo bene io invece consiglierei Silvio di sottotitolare Antelitteram “pio blog con radici cristiane”. Costa niente e si è in pace con quelli che comandano in cielo, in terra e in ogni dove.

    Comment by mariano guzzini
    July 24th, 2010 @ 11:30 am

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