il disco volante

by Peggy
dolce vita
Come un disco volante atterrato non si sa come sulla rupe del PASSETTO, il ristorante, progettato 60 anni fa da Gino Costanzi è, insieme al Duomo, la cartolina più conosciuta di Ancona. Se il Duomo è il simbolo della storia antica, il Passetto è l’immagine dell’Ancona del dopoguerra e della ricostruzione, dello sviluppo economico e dell’ottimismo. Insieme all’ingombrante ascensore, per scendere agli scogli e alla seggiola del Papa senza affannarsi sulla grande scalinata per risalire, dove una volta accendeva le sue luci un night vagamente peccaminoso.
La pineta coi giochi per i bambini e i sentieri nascosti per i gay, e il retorico monumento ai caduti completano il paesaggio e chiudono sul mare l’espansione speculativa anni ‘60 del rione della Fettina intorno al Viale della Vittoria.
Lì era d’obbligo per le famiglie bene fare i ricevimenti per i matrimoni, lì cenavano i professionisti e i commercianti, si tenevano discreti pranzi d’affari, si riunivano i Rotary club; celebrità, ministri e perfino presidenti della Repubblica, di passaggio per Ancona, pranzavano al Passetto.
Ora chiude, oppresso dagli alti affitti, dai costi per il necessario ammodernamento, dalla concorrenza delle ville nobiliari del maceratese dove le famiglie ricche organizzano i loro matrimoni. Già da tempo, la gran parte del suo fatturato veniva dal catering.
Qualcun altro subentrerà nella gestione? Cambierà destinazione d’uso? Non si sa. Intanto ieri, festa d’addio: 150 inviti, 60 euro a testa, organizzata da Oriana Girombelli, parente della più nota Donatella, con la trepidante collaborazione di Fabio Mariano. Nostalgia, speranza, buffet ricco, vernacolo e cha cha cha. Tra uno scampo e un bicchierino di gelato si mugugna sulla città in coma, si lamenta l’egoismo e la miopia della classe dirigente cittadina, gli imprenditori che non tirano fuori un euro per l’Ancona calcio: altro simbolo della città in via di sparizione, declassata, se va bene, alla C2 per mancanza di soldi.
La classe dirigente, o chi aspira a farne parte per condividere appuntamenti esclusivi, piange su se stessa.
Pochi i politici: il Sindaco, la Presidente della Provincia a l’assessore Nobli che non mancano mai, ma l’ambiente è soprattutto di centrodestra, ben rappresentato da Bugaro e Ciccioli, mentre per il centrosinistra impazza Ciotti. Non ci si è scannati per gli inviti per la verità: non ci sono diversi salotti buoni, gli intellettuali radical chic, quelli che vanno all’opera e ai concerti, il FAI e gli amici del teatro e della musica. Né i vecchi habitué del ristorante, ormai attempati. Casomai i loro figli che al Passetto non ci vanno mai.
C’è qualcosa che non quadra in questa serata. Il Passetto non è mai stato un luogo mondano: il suo fascino era nel suo essere il luogo della borghesia, quella anteguerra rinsanguata dai nuovi ricchi degli anni ‘60. Tranquillo, autorevole e un po’ noioso. Di moda allora, piacevolmente demodé nei decenni successivi. Dispiace per la cucina di Ideale e la professionale accoglienza di Giancarlo, ma i suoi sessantanni li dimostra tutti.
E il suo futuro non può essere nella stanca mondanità degli eredi.

4 responses to “il disco volante”

  • l.nicc says:

    Un altro esempio, se ce ne fosse ancora bisogno, della decadenza della città: nè solo economica, né solo propositiva. Una decadenza come ce ne sono state tante – più bassi che alti – nella sua storia, fatta di illusioni frustrate: più dalla nostra stessa capacità ideativa e propositiva che dalle congiunture. Noi siamo fatti così… Forse sarebbe più utile prendere atto della nostra incapacità di costruire (tutto quello che si è costruito, ad Ancona, è stato effetto di colonizzazioni più o meno palazzinare provenienti da fuori) e di precorrere i tempi. Forse solo la consapevolezza di questa nostra debolezza ideativa, che nasce dalla naturale “scoionatura”, potrà salvarci. Cominciamo a razionalizzarla e a renderla il vero valore della nostra identità? Hai visto mai…

    Comment by l.nicc
    July 24th, 2010 @ 3:56 pm

  • Beato Progettar says:

    Per un passetto in più…più d’uno cadde giù.

    Comment by Beato Progettar
    July 25th, 2010 @ 1:39 pm

  • raniero says:

    Mi permetto di segnalare questo editoriale
    http://carta.ilmessaggero.it/view.php?data=20100725&ediz=13_ANCONA&npag=39&file=E_3813.xml&type=STANDARD

    Mi pare che colga alla perfezione il tema del contendere ma indichi anche la soluzione, purché ci sia la volontà di fare e non solo di parlare per parlare.

    Comment by raniero
    July 29th, 2010 @ 6:15 pm

  • mariano guzzini says:

    E se istituissimo il “Ciriacone di mattone”, da assegnarsi al migliore cementificatore nella ricorrenza annuale del terremoto maggiore?

    Comment by mariano guzzini
    July 30th, 2010 @ 3:59 pm

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