convergenze

Monday, August 31 2009

by Amicus Plato
ceric
“L’Occidente deve passare per una rivoluzione spirituale. L’attuale collasso economico non è una questione di crisi finanziaria: è una crisi morale. Credo che l’Occidente sia colpevole di sette grandi peccati: benessere senza lavoro, educazione senza morale, affari senza etica, piacere senza coscienza, politica senza princìpi, scienza senza responsabilità, società senza famiglia”.
Chi dice queste parole? Il cardinale Caffarra o lo stesso Benedetto XVI in una sua enciclica? No, le dice in un’intervista anticipata sul Sole 24 ore di ieri Mustafà Ceric, Gran Mufti di Bosnia, leggi il seguito

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il partito che non c’è 5: laicità e obbedienza

Saturday, August 8 2009

by A.L.
ruini
Altrettanto importante ma perfino più complessa la seconda questione, quella della laicità del partito e dello Stato. Mi pare che sia la mozione Franceschini che quella Bersani la affrontino in modo corretto e convincente. Il che non significa che non ci saranno problemi, sia che vinca l’uno sia che vinca l’altro, ma significa che non è su questo punto, a mio parere, che dovrà vertere la scelta tra i due. leggi il seguito

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caritas in veritate

Thursday, July 9 2009

by A.L.
papa
La Chiesa non ha mai amato l’economia moderna. Quello che non può accettare non è tanto l’iniquità nella distribuzione della ricchezza o il consumismo, quanto il tipo antropologico che ne è protagonista, da Smith in poi: l’uomo razionale, tollerante, che persegue il suo interesse e così facendo involontariamente ottiene il benessere generale (mano invisibile).
Che l’uomo, guidato solo dalla ragione e dall’interesse, possa raggiungere obiettivi di sviluppo è inaccettabile per la dottrina sociale della Chiesa (DSC). leggi il seguito

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caro magdi allam

Sunday, March 30 2008

by Marco Ascoli Marchetti

Caro Magdi Allam,
ti scrivo quando ormai il gran polverone sollevato dalla tua “flamboyant” conversione al cristianesimo si è un po’ depositato. Ti dirò che ci sono rimasto male, e per varii motivi.
Intanto la forma: se proprio sei stato folgorato (questa volta non sulla via di Damasco, ma più probabilmente in Via della Conciliazione) da questa così potente chiamata, avrei trovato più adatta una cerimonia sommessa, intima, tutta spirituale, magari in una tranquilla pieve di campagna, piena di raccoglimento.
Invece hai scelto un “coup de théatre” che nemmeno Enrico IV (ti ricordi “Parigi val bene una messa !!” ?) si era sognato ai suoi tempi: ma era proprio necessario ?
E che cosa ci hanno guadagnato la Chiesa e Benedetto XIV? Molto, non sembrerebbe, anzi, forse forse ci hanno guadagnato qualche grattacapo in più, se già il giorno dopo dell’evento padre Lombardi si è affrettato a dichiarare che qualunque posizione tu possa avere nei confronti dell’Islam è del tutto personale !!
Meglio mettere le mai avanti subito, casomai tu, fresco fresco di conversione, gli creassi già qualche incidente diplomatico con i paesi e le autorità musulmane !
Poi ci sono rimasto male per la tua nuova immagine: ti ammiravo, e molto, per il tuo coraggio nel criticare ambienti, situazioni, fatti, credenze DI CASA TUA; adesso che non sono più “di casa tua” ma “di casa d’altri” tutto apparirà prima di tutto un po’ sgarbato (“ma chi è questo qui, di fuori, che si permette di criticare le faccende altrui?”), e pure meno credibile: è molto più facile e richiede meno coraggio guardare la pagliuzza negli occhi degli altri; ma quando invece era una trave nel proprio occhio, quella sì che ci voleva un bel coraggio a criticarla e metterla in discussione!
Adesso, che non sei più “uno di loro”, i tuoi eventuali commenti sull’Islam, la sua cultura, il suo modo di esprimersi, etc., saranno molto meno credibili e difendibili.

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come votano i vescovi?

Wednesday, February 13 2008

by Amicus Plato

Si sa, i vescovi non fanno campagna elettorale, ma sono uomini anche loro, hanno le loro preferenze e le loro opinioni. Nel 1996, quando Prodi vinse le elezioni, la maggioranza dei vescovi era per il centrosinistra, poi la presidenza Ruini, l’elezione di Benedetto XVI e l’attenzione insistente sui temi della vita e della lotta al relativismo etico hanno spostato l’equilibrio. Anche nelle Marche, mi dice un monsignore che preferisce mantenere l’anonimato, non c’è più, come in passato, una maggioranza favorevole al centrosinistra.
Ma non si deve credere che tutti la pensino come Ruini: il fatto è che nella CEI vige una certa disciplina che, sui temi politicamente sensibili, si fa più forte perfino di quella sulle questioni teologiche. Disciplina non di voto alle elezioni, ma di intervento pubblico sui rapporti tra Stato e Chiesa e sulla legislazione. Per trovare differenze bisogna notare le sfumature nei discorsi e perfino nelle omelie, specie del cardinale di Milano Tettamanzi.
I vescovi non hanno molta simpatia per Berlusconi e Fini. Sanno che da un loro governo non hanno niente da temere su questioni come la bioetica o le coppie di fatto, che sono diventate prioritarie nell’agenda della CEI, rispetto a quelle sociali, che pure ai vescovi premono e su cui invece non si aspettano niente di buono. Il fatto è che i due vedono il rapporto con i vescovi come strumentale al consenso politico ed elettorale. Non sono neanche veri teocon, perchè i teocon assumono “laicamente” i valori della Chiesa perchè li considerano fondamentali per la difesa dell’Occidente, mentre Berlusconi cerca solo il consenso e un rapporto da potenza a potenza. Per cui, se non sono pochi i vescovi che pensano che Parigi (vale a dire una legislazione favorevole) vale bene una Messa (l’appoggio a Berlusconi), non mancano quelli che preferiscono politici cattolici magari meno disciplinati, ma più vicini alla Chiesa.
Perciò, per i vescovi, la presenza di un cattolico sincero come Casini nel centrodestra è una garanzia: un’eventuale rottura li preoccupa e potrebbe fare pendere l’equilibrio non tanto verso il PD, quanto in senso sfavorevole a Berlusconi.
Quanto a Ferrara, la sua lista pro-life non viene certo incoraggiata dai vescovi, se non altro perchè, se dovesse fare una misera figura, danneggerebbe la campagna per la vita.

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