by Amicus Plato
Pierferdinando Casini ha fatto marcia indietro: ha detto al Capo dello Stato che se in un governo a termine per varare una nuova legge elettorale non c’è anche Berlusconi, lui non ci sta. E’ una posizione contraddittoria con il suo discorso alla Camera, perchè allora Casini pose come condizione per l’appoggio ad un nuovo governo, che questo varasse una legge elettorale proporzionale alla tedesca: ora, il leader dell’UDC sa benissimo che questa legge è sgradita a Berlusconi, per cui pretendere che il cavaliere rinunci alle elezioni immediate per varare una legge che non gli piace, non ha senso.
Casini ha fatto un calcolo: da una parte il rischio di trovarsi contro le piazze mobilitate da Berlusconi, dall’altro la constatazione che il ruolo di ago della bilancia che una legge proporzionale gli affiderebbe può ottenerlo ugualmente, e per certi aspetti anche più facilmente, con la legge attuale. Infatti, i sondaggi e i calcoli dànno alla Casa delle libertà una possibile maggioranza di 15 – 30 seggi al Senato (la camera in cui si gioca la governabilità); oggi, Casini ne ha 20 ed è ragionevole attendersi che, nel caso di vittoria del centrodestra, ne abbia di più, anche per effetto dei premi di maggioranza. E’ molto probabile quindi che il suo partito sia comunque decisivo: è vero che con l’attuale legge c’è un vincolo di alleanza preventiva che con la legge tedesca non ci sarebbe, ma l’esperienza ci ha mostrato che questo vincolo non impedisce i ribaltoni.
Persa la speranza di convincere Casini, Veltroni ha rilanciato la sua proposta/sfida a Berlusconi ad andare da solo, ma, con ogni evidenza, si è trattato di un anticipo della campagna elettorale, che il PD si prepare a combattere accusando il cavaliere di avere messo su un’armata Brancaleone, pur di vincere. E in effetti con Berlusconi ci saranno 12 partiti, quanti ne aveva l’Unione: FI, AN, Lega, UDC e otto nanetti: Mastella, Dini, i neofascisti di Storace, i repubblicani di La Malfa, i socialisti di De Michelis, la nuova DC di Rotondi, gli autonomisti di Lombardo e i pensionati. Fini, che del leader ha solo il fisico, ha detto che nella Casa delle libertà c’è una profonda unità di valori: Craxi e La Malfa si rivolteranno nella tomba.