by Amicus Plato
Leggete “Il Tempo” di oggi che c’è da ridere. Racconta che Berlusconi si è visto per un tè ad Ancona con un gruppo di imprenditori marchigiani; e fin qui la notizia corrisponde a quella data da tutta la stampa locale. Ma, ecco la notizia, in realtà nell’incontro si sarebbe parlato della “cordata marchigiana” per rilevare Alitalia.
E una ventina di imprenditori marchigiani, tra cui Casoli, Guzzini, Fileni che “fin dal primo momento avevano garantito un sostegno finanziario a Berlusconi, hanno risposto presente e hanno comunicato ufficialmente la loro disponibilità a mettere sul piatto dai 5 ai 20 milioni ciascuno”. Peccato che alcuni giorni fa, intervistati dal Corriere Adriatico, proprio alcuni di costoro avevano detto di non essere stati contattati e non avevano manifestato la benchè minima volontà di partecipare alla cordata (sempre che questa esista).
Attendiamo conferme o smentite, soprattutto sull’entità del contributo, ma intanto, per avere una indicazione dell’attendibilità della notizia, si può leggere oltre nell’articolo, quando si nota che Della Valle non è stato contattato, eppure “la maggior parte degli imprenditori marchigiani operano proprio nel settore delle calzature: Pieralisi, Ercoli, Santoni, Paciotti” (sic!).
Insomma, Pieralisi fa le scarpe e tira fuori 20 milioni di euro per Alitalia: questo sì che è uno scoop!
D’altra parte, conclude l’autore dell’articolo, i giochi si riaprono e tutto è possibile: Air One, Lufthansa, la stessa Air France, perchè no Aeroflot (del comunista Putin, in nome dell’italianità, si suppone. ndr.). Solo, concede, che in questo quadro “resta da capire quale ruolo potrà avere la cordata che parte dalle Marche”.
Veramente, ci sarebbe un’altra cosa da capire…