comunicare le marche ai tempi della crisi

Monday, July 6 2009

by Amicus Plato
famiglia mezzadrile
Venerdì al convegno promosso da Unicredit, con la presenza dell’amministratore delegato Profumo, Aldo Bonomi, brillante sociologo, ha relazionato su una sua ricerca basata su interviste a imprenditori marchigiani. Ha poi ripreso il suo intervento con un articolo sul Sole 24 ore di ieri, significativamente intitolato “Fratture senza sviluppo”, che parafrasa e capovolge il titolo di un famoso libro di Fuà e Zacchia, “Industrializzazione senza fratture”, bibbia del modello marchigiano di sviluppo.
Si tratta di interviste, che raccolgono più impressioni che dati, ma che sono significative di come gli imprenditori marchigiani vivono la crisi in corso. leggi il seguito

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cani e gatti

Thursday, April 16 2009

by il nostro corrispondente dal Transatlantico
cani e gatti

Meritoria iniziativa legislativa di alcuni senatori, tra cui i marchigiani Amati (prima firmataria), Casoli, Magistrelli e Sbarbati. E’ stato presentato un progetto di legge per l’istituzione del servizio sanitario nazionale per cani e gatti.
In sostanza, le spese per le visite veterinarie e per i farmaci da somministrare a cani e gatti saranno a carico dello Stato, purchè essi siano di proprietà di persone che hanno diritto all’esenzione dal ticket per limiti di reddito e, per quanto riguarda i cani, siano regolarmente iscritti all’anagrafe canina. leggi il seguito

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le marche al governo

Friday, May 23 2008

by il nostro corrispondente nel Transatlantico
marche
Fatte le commissioni parlamentari. Non è facile ritrovare tutti gli eletti nelle Marche, perchè alcuni sono degli illustri sconosciuti paracadutati (chi sono Abrignani, Barbaro, Brigandì?). Comunque, alla Camera abbiamo Giovanelli nella commissione affari costituzionali, Cavallaro alla Giustizia, Pistelli agli Esteri, Ceroni, Ciccanti e Vannucci alla Bilancio, Favia ai Trasporti, Ciccioli vicepresidente agli Affari sociali, Agostini all’Agricoltura e Merloni agli Affari europei (materia di cui è ministro ombra per il PD).
Al Senato, Tonini è agli Esteri, Amati alla Difesa, Rossi al Bilancio, Baldassarri presidente della Finanze, Magistrelli e Morri all’Ambiente, Casoli e Piscitelli all’Industria. Ma se Tonini, Rossi, Pistelli, Morri e altri non sono marchigiani, abbiamo anche Sbarbati (Industria) e Saltamartini (Affari costituzionali) eletti in Sardegna e Paolini della Lega che ha optato per la Toscana.
Nessuno al Governo. Tremonti e il PDL non si sono spesi per Baldassarri, considerato uno che si agita troppo in cerca di visibilità, mentre anche da AN delle Marche si è fatto sapere che se uno doveva andare al Governo, quello non era Baldassarri. I dirigenti regionali della Confindustria lamentano che non ci sia nessun marchigiano al Governo e dicono di averne parlato con Berlusconi che ne avrebbe parlato con Napolitano. Nientemeno. Non si rendono conto che avere uin sottosegretario – per inciso, a quale ministero? – conta meno di avere un buon parlamentare. I sottosegretari non partecipano alle riunioni del Governo e talvolta non vedono il loro ministro per mesi.
Che le Marche, e in particolare la sua industria, meritino un sottosegretario è una cosa che non ha senso; nè un sottosegretario può compensare la valanga di paracadutati nelle liste marchigiane. Invece di piatire posti di (sotto)governo bisognerebbe battersi in modo bipartisan per il diritto di scegliere i propri parlamentari.

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il salame di fabriano

Tuesday, April 8 2008

by Peggy

Titolo sulla stampa di oggi: “Difendere il salame di Fabriano dagli attacchi della Regione”.
Possibile che la Regione, presieduta da un fabrianese doc, che tra l’altro non attacca mai nessuno, si metta ad attaccare proprio il salame di Fabriano? E che fanno Maria Paola Merloni e Francesco Casoli, perchè non difendono il loro salame?
La coincidenza con la campagna elettorale è sospetta: che sia un siluro al presidente, più che un attacco al salame? Nel Palazzo della Regione, bocche cucite, ma i sospetti si concentrano sull’assessore Petrini, che ha la delega ai salami. Ora, si teme un attacco alle olive ascolane, al tartufo del Montefeltro e allo stoccafisso anconetano.
Si sa, le Marche sono una regione in bilico, specie al Senato, dove UDC e Sinistra arcobaleno si oppongono al bipartitismo PD-PDL per strappare almeno un seggio: che sia una notizia messa in giro dall’UDC per fare strada al suo salame, pardon al suo candidato, Alessandro Forlani?
Comunque, uniamoci a difesa del salame di Fabriano: è buono e sincero, anche se fa aumentare il colesterolo. E poi, tra tutti i salami marchigiani, è l’unico che non è stato messo in lista.

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bufale

Thursday, April 3 2008

by Amicus Plato

Leggete “Il Tempo” di oggi che c’è da ridere. Racconta che Berlusconi si è visto per un tè ad Ancona con un gruppo di imprenditori marchigiani; e fin qui la notizia corrisponde a quella data da tutta la stampa locale. Ma, ecco la notizia, in realtà nell’incontro si sarebbe parlato della “cordata marchigiana” per rilevare Alitalia.
E una ventina di imprenditori marchigiani, tra cui Casoli, Guzzini, Fileni che “fin dal primo momento avevano garantito un sostegno finanziario a Berlusconi, hanno risposto presente e hanno comunicato ufficialmente la loro disponibilità a mettere sul piatto dai 5 ai 20 milioni ciascuno”. Peccato che alcuni giorni fa, intervistati dal Corriere Adriatico, proprio alcuni di costoro avevano detto di non essere stati contattati e non avevano manifestato la benchè minima volontà di partecipare alla cordata (sempre che questa esista).
Attendiamo conferme o smentite, soprattutto sull’entità del contributo, ma intanto, per avere una indicazione dell’attendibilità della notizia, si può leggere oltre nell’articolo, quando si nota che Della Valle non è stato contattato, eppure “la maggior parte degli imprenditori marchigiani operano proprio nel settore delle calzature: Pieralisi, Ercoli, Santoni, Paciotti” (sic!).
Insomma, Pieralisi fa le scarpe e tira fuori 20 milioni di euro per Alitalia: questo sì che è uno scoop!
D’altra parte, conclude l’autore dell’articolo, i giochi si riaprono e tutto è possibile: Air One, Lufthansa, la stessa Air France, perchè no Aeroflot (del comunista Putin, in nome dell’italianità, si suppone. ndr.). Solo, concede, che in questo quadro “resta da capire quale ruolo potrà avere la cordata che parte dalle Marche”.
Veramente, ci sarebbe un’altra cosa da capire…

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