by il nostro corrispondente dal Transatlantico

Parla poco di programmi Berlusconi nel suo discorso alla Camera per la richiesta di fiducia. E quello che dice è la riproposizione di impegni presi in campagna elettorale. Sui temi spinosi sorvola o media: Alitalia, no alla pubblicizzazione MA ANCHE alla vendita agli stranieri; sull’immigrazione, padroni in casa propria, MA ANCHE fedeli alla nostra tradizionale ospitalità. Annuncia una “politica per la vita”, ma si guarda dal seguire il Papa che ha scelto proprio ieri per lanciare la sua crociata contro la legge 194. Silenzio ovviamente su sistema radiotelevisivo e conflitto di interessi; rassicura che non sarà un uomo solo al comando.
Quello che conta, e che tutti notano, è il tono di grande apertura al rapporto con l’opposizione, compreso i Governo ombra. E il dibattito si concentra su questo punto: Fassino prefigura l’opposizione, alternativa e propositiva, Calderisi risponde proponendo riforme istituzionali e regolamentari, compreso lo statuto dell’opposizione. In questo quadro, sono interessanti i posizionamenti dei partiti minori: la Lega non abbandona i toni aggressivi, l’IDV, che pure sottoscrisse il programma del PD e si impegnò a fare gruppo unico, richiama i processi archviati per effetto delle leggi ad personam e proclama “uno, dieci, mille Travaglio!”. Per Di Pietro, la linea “anglosassone” del PD è l’occasione per occupare le praterie dell’antiberlusconismo lasciate libere dalla sinistra radicale e dai nostalgici dell’Unione.
Ma anche l’UDC sente i clima bipartitico montante e lo soffre, attacca sul neostatalismo di Tremonti, provoca Berlusconi a vendere una rete televisiva ed abolire il canone RAI e lo ammonisce a non considerare il Parlamento come un accessorio e a non agire come se di opposizioni ce ne fosse una sola.
Il tema del giorno è il bipartitismo tendenziale, evocato da alcuni come la strada verso Westminster, temuto da altri, compresi alcuni deputati del PD che passeggiano nel Transatlantico, come inciucio o tattica per evirare l’opposizione. Staremo a vedere.