by Amicus Plato
Una volta si diceva che la verità è rivoluzionaria. E i dirigenti marchigiani del PD devono avere pensato che, se questo è vero, essere riformisti deve significare dire le bugie, o perlomeno, distorcere la verità.
E così, ripetono il mantra che il risultato del PD nelle Marche è “straordinario”, o parlano di primato delle Marche. Non c’è niente di straordinario nel risultato del PD delle Marche: dal 2006 al 2008, il PD delle Marche avanza di un punto percentuale in più rispetto all’aumento medio nazionale alla Camera e di due punti al Senato. Ma se si tiene conto che il Repubblicani europei si presentarono nella lista dell’Ulivo alla Camera e da soli al Senato, ottenendo l’1,1%, si vede che anche al Senato la differenza è esattamente di un punto.
Insisto su questo dato, non per puntiglio, ma perchè, perpetuando la falsa immagine delle Marche isola felice, non si contribuisce ad un dibattito serio sul piano nazionale. Uno degli aspetti rilevanti di queste elezioni è infatti proprio l’omogeneità delle tendenza, con una, peraltro limitata, differenza, a seconda se nelle regioni è insediata la Lega oppure no.
Inoltre, da un’analisi trionfalistica deriva la sottovalutazione dei problemi aperti: ad esempio, è evidente che il risultato del PD, nelle Marche e altrove, deriva in grande misura dall’effetto polarizzante della legge elettorale e del voto utile e che buona parte del voto della Sinistra arcobaleno potrebbe tornare a casa in elezioni amministrative, tanto più se sarà alleata del PD.
Ancora, l’analisi dei flussi mostra che il PD non ha conquistato voti al centro, anzi ne ha ceduti.
E’ chiaro che si vuole insistere sulla strordinarietà del risultato per vantare meriti, sia di direzione del partito sia di governo della Regione, che non hanno avuto influenza particolare.
Ma fintanto che si faranno interpretazioni di comodo dei dati, una seria analisi sia delle ragioni di fondo della forza della sinistra, che per fortuna non sono contingenti, sia delle novità introdotte dalle ultime elezioni, sarà impossibile.
Urge strategia, non propaganda.