ex comunisti scrivono

Sunday, June 6 2010

by Amicus Plato
film
Ancora due libri di ex comunisti che vanno ad arricchire l’archivio ormai vastissimo della storia del PCI e dei suoi eredi.
Il primo è di Enrico Morando, si intitola “Riformisti o comunisti? Dal PCI al PD. I miglioristi nella storia italiana” (Ed. Donzelli), ed è, come si evince dal titolo, una breve storia della corrente riformista o migliorista, quella che ebbe il suo progenitore in Giorgio Amendola leggi il seguito

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ci vediamo a cortona

Friday, May 7 2010

by Amicus Plato
CORTONA
Stasera e domani e dopodomani riunione a Cortona dell’Area democratica, quella nata dalla minoranza che ha sostenuto Franceschini nelle primarie per la scelta del segretario del PD che hanno eletto Bersani.
All’ordine del giorno l’iniziativa dell’area, che è tutt’altro che compatta: leggi il seguito

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si riparla di riforme

Tuesday, December 1 2009

by Amicus Plato
costituzione
All’assemblea annuale di Libertàeguale a Orvieto si riparla di riforme. E se ne parlerà mercoledì al Senato, dove sono all’ordine del giorno mozioni delle maggioranza e delle opposizioni in proposito.
C’è chi pensa che non è il caso, che bisogna parlare “di quello di cui parlano le famiglie la sera a cena”, e c’è chi pensa che tanto con la destra e Berlusconi non vale la pena, anzi è rischioso. Ha contribuito alla confusione chi ha parlato di uno scambio: Berlusconi ritiri il disegno d legge sul processo breve e l’opposizione conceda le riforme. Ma l’opposizione, o almeno il PD, non “concede” le riforme, dice Enrico Morando nella sua relazione a Orvieto, le vuole, le considera punto cardine del suo programma. Si tratta di vedere quali. leggi il seguito

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il ministro furbetto

Thursday, December 18 2008

by Amicus Plato
tremonti
Interessante dibattito Tremonti – Morando l’altra sera a Ballarò sulla politica economica.
Il Ministro del Tesoro con battute sottolineate da applausi e generiche affermazioni per la difesa dei posti di lavoro e dei redditi delle famiglie – e purtroppo con la complicitò dell’ignoranza economica di Sansonetti , direttore di Liberazione – ha cercato di sfuggire alla questione centrale su cui l’incalzava Morando: la manovra di Giugno del Governo, che non aveva affatto previsto la crisi come ora si vanta il Ministro, era una manovra restrittiva e il decreto di autunno non l’ha corretta in modo sostanziale. leggi il seguito

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rilanciare o ripiegare

Saturday, June 14 2008

by Amicus Plato
morando
Enrico Morando è a Pesaro per un’iniziativa della locale associazione Libertà Eguale. Le elezioni, dice, ci hanno visto sconfitti, ma hanno provocato un radicale cambiamento del sistema politico: ora si tratta di decidere se vogliamo consolidare questo secondo risultato e partire da lì per la rimonta oppure, se spaventati dalla sconfitta, vogliamo tornare indietro. Nessuno afferma che non si devono fare alleanze con altre forze politiche, il punto è se si deve ricominciare a mettere le alleanze prima dei programmi oppure il contrario. leggi il seguito

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la paura fa tremonti

Thursday, March 13 2008

by Amicus Plato

Il libro di Tremonti “La paura e la speranza” fa discutere. All’autore va senz’altro il merito di avere posto al centro del dibattito il tema del destino, economico e politico, dell’Europa di fronte ai problemi che squassano il pianeta: la crisi finanziaria, il riscaldamento globale, la crescita demografica e l’immigrazione, la competizione della Cina e dell’India; mentre la campagna elettorale veleggia tra tasse e sicurezza, intese in modo un po’ limitato.
Per la verità, il programma del PD ha il respiro giusto, ma quando Veltroni lo traduce in messaggi e pillole, perde in spessore. Quanto a quello del Popolo della libertà, ha buon gioco Enrico Morando, ne “Il Riformista” di oggi, a ritorcere il libro di Tremonti contro di esso, per mostrarne la povertà culturale e la dimensione provinciale (praticamente niente sull’Europa e sulla politica internazionale).
Si può aggiungere, come nota ancora Morando, che alcune proposte di Tremonti – ad esempio poteri legislativi al Parlamento europeo, o misure limitate di protezione dalla concorrenza scorretta o asimmetrica delle merci cinesi – coincidono con quelle del PD (che sono venute prima). Il fatto è che l’ex ministro dell’Economia del Governo Berlusconi, a parte la solita ipocrisia di parlare come se la destra fosse all’opposizione da 30 anni, inserisce le sue proposte in un quadro terrificante dei problemi economici e ambientali del pianeta e in una prognosi secondo cui l’Europa va verso il declino economico e l’irrilevanza politica. Il tutto, va da sè, per colpa della sinistra e del ‘68 (e te pareva!), che hanno annichilito i valori tradizionali (ordine, autorità, responsabilità) e il “romanticismo”, e aperto la strada al “mercatismo” e al “consumismo”. Di qui, il collegamento, per la verità confuso e strumentale, con le posizioni teocon, alla ricerca dei valori tradizionali dell’Europa cristiana, su cui costruire la fortezza europea contro gli islamici e i cinesi.
E l’appello, tanto piaciuto alla sinistra radicale, che ha reagito come un cane di Pavlov senza neanche rendersi conto di che cosa stava applaudendo, al ritono della “politica” contro il prevalere del grande capitale finanziario, come se il principale di Tremonti non fosse il più perfetto rappresentante del capitale che si fa Stato.
Insomma, il libro di Tremonti è fatto per prendere voti sulla paura, ma il PD non può trascurare i temi che pone e su cui deve lanciare un messaggio, nè mercatista nè statalista, nè consumista nè romantico, ma riformista e liberale, di speranza.

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di ritorno da orvieto

Monday, January 21 2008

by A.L.

Orvieto, riunione annuale dell’associazione Libertàeguale, comunemente detta dei liberal, presieduta da Enrico Morando. Relazione di Michele Salvati, intervento clou di Walter Veltroni, che sceglie Orvieto per lanciare il suo messaggio: “da soli, alle elezioni, con qualunque legge elettorale”.
Legittima soddisfazione dei liberal: dieci anni fa erano uno sparuto gruppetto che tematizzava il Partito democratico e oggi si ritrovano con il partito costituito, magari non come lo avrebbero voluto, ma siamo solo agli inizi. E alcuni dei suoi esponenti, Morando, Tonini, Ceccanti, sono tra i collaboratori stretti del segretario. Veltroni non ha deluso: l’aveva già detto, “mai più alleanze eterogenee e incoerenti, è a rischio, di fronte all’incapacità a decidere della democrazia italiana, non solo la governabilità, ma anche la coesione sociale e nazionale”. Ha rafforzato il concetto con l’aggiunta “da soli, con qualsiasi legge elettorale” : quella che uscisse dal Parlamento, quella che seguisse alla vittoria dei sì nel referendum, perfino con la legge attuale se si dovesse andare a breve ad elezioni anticipate.
Discorso coraggioso, rivolto a chi ostacola la riforma, perchè sappia che se si va alle elezioni non avrà la rete di protezione dell’alleanza dell’Unione a tutti i costi; rivolto a Berlusconi, sfidandolo a dare seguito ai suoi proclami sul nuovo partito del popolo e delle libertà. Ma, soprattutto, un discorso che dà credibilità al progetto del PD, perchè significa che il suo leader non è disposto a svuotarlo per tentare di vincere a tutti i costi le elezioni. Talmente coraggioso che molti non l’hanno creduto: qualche malfidato ha pensato ad un siluro al Governo, altri ad una semplice mossa tattica.
No, una logica e coerente conseguenza del progetto del partito “a vocazione maggioritaria”, perno di un rinnovato sistema bipolare, che metta fine alla frammentazione e alla ingovernabilità.
E poi, chi l’ha detto, ha aggiunto il segretario, che da soli si perde sicuramente? E’ tale l’insofferenza generale per la condizione del nostro sistema politico che un gesto di rottura e di innovazione potrebbe essere premiato dagli elettori al di là della aspettative.
A condizione che il partito che si sta mettendo in piedi sia davvero nuovo e non la stanca riproposizione dei modelli del passato.

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