by il nostro inviato a Des Moines (Iowa, U.S.A.)
Quelle dell’Iowa, uno stato agricolo di 3 milioni di abitanti nel Mid-west, famoso per avere dato i natali a John Wayne, non sono primarie, ma caucus, vale a dire assemblee, dove ci si ritrova e si vota, spesso per alzata di mano, per i candidati alla presidenza, anzi per delegati ad altre assemblee che poi eleggono delegati alla convenzione nazionale dei partiti che scelgono i candidati alla presidenza. I risultati di questi caucus sono importanti perchè sono il primo test sulla forza dei vari candidati; seguiranno, tra pochi giorni, le primarie del New Hampshire, piccolo stato del New England, sulla costa orientale, e poi, il 5 Febbraio, le primarie in una ventina di stati, dopo di che le posizioni saranno definite e la competizione si stringerà su due, massimo tre candidati in ciascun partito, fino alla convenzione finale che si tiene in estate, in preparazione delle elezioni presidenziali dell’inizio di Novembre.
Per questo, i candidati hanno battuto a tappeto il piccolo stato, spendendo milioni di dollari e stringendo migliaia di mani, seguiti da un orda di più di 2000 giornalisti che per qualche settimana hanno fatto dell’Iowa il centro del mondo.
In campo democratico ha vinto il sen. Barack Obama con il 38% dei voti, seguito dal sen. Edwards con il 30 e da Hillary Clinton con il 29. Brutto risultato per la senatrice, sostenuta da un imponente apparato e aiutata dal marito, l’ex presidente Bill, che fa temere per il futuro della sua campagna: se non vincerà nel New Hampshire, la sua corsa sarà probabilmente compromessa. Ha vinto il linguaggio ispirato e il messaggio di cambiamento del candidato nero dell’Illinois – uno stato vicino all’ Iowa – sostenuto in massa dagli elettori giovani e da quelli indipendenti, mentre la Clinton non ha convinto, battendo soprattutto sulla sua maggiore esperienza.
In campo repubblicano, vittoria dell’outsider Mike Huckabee, ex governatore dell’Arkansas (come Clinton), ex predicatore, ultra liberista e antiabortista, simpatico e alla mano, che ha battuto l’uomo dell’establishment repubblicano, il governatore del Massachussets Mitt Romney 34% contro 25, il sen. Fred Thompson, ex attore (“Law and order”, su Fox Crime), e il sen John McCain che hanno preso il 13% ciascuno, mentre l’ex sindaco di New York, Rudolph Giuliani non ha fatto campagna nello stato e ha preso solo il 4%.
Tra i democratici hanno votato 239.000 elettori e tra i repubblicani 108.000, nel complesso circa il 17% di tutti gli elettori registrati nello stato, una partecipazione straordinaria per delle assemblee tenute in un giorno feriale, in crescita rispetto al passato, che si spiega anche con l’impegno profuso dai candidati e con l’ attenzione dei media.